Buttare bocconcini per terra e l’ABC dell’educazione cinofila

 

Il “bocconcino” non deve essere lanciato a terra perché distoglie inevitabilmente l’attenzione del cane nei confronti del conduttore (l’A B C dell’educazione cinofila).

Tratto da una discussione in internet

 

Devo dirla tutta, a me piace buttare bocconcini per terra quando lavoro con un cane. Non sempre certo, qualche volta, perché delle volte è molto utile e divertente farlo. Allo stesso tempo, ciò che sostiene la citazione qui sopra è vero: distoglie l’attenzione del cane dal conduttore. Ma allora perchè farlo? Questo è un piccolo spunto, che però ci permette di capire grandi cose del modo di vedere il cane, la sua mente e come possiamo aiutarlo ad evolvere.

1. L’attenzione sul conduttore è sempre necessaria?

Per aiutare un cane a volte è importante fargli distogliere l’attenzione dal conduttore. Questa è già una delle differenze tra addestramento (in genere prepararsi alle gare cinofile in cui il cane deve restarti incollato) ed educazione. Quello che fai dipende dallo scopo e nell’educazione lo scopo non è che il cane si concentri sul conduttore. Scopo dell’educazione è far sì che il cane sviluppi il suo potenziale. Il punto è esattamente questo: un cane le cui competenze siano state adeguatamente  sviluppate, si limita a svolgere solo i comportamenti che prevedono attenzione nei confronti del conduttore? Certo che no. Quando il cane socializza con altri cani e con le persone ad esempio deve necessariamente distogliere l’attenzione dal suo conduttore e deve porla su come l’altro cane comunica per rispondere adeguatamente. Quando svolge attività di ricerca dovrà essere attento a seguire l’odore dell’oggetto che abbiamo nascosto.

In sostanza se alleniamo il cane a tenere continuamente l’attenzione su di noi ne limiteremo l’apprendimento. A molti cinofili è capitato infatti di conoscere cani molto ben addestrati all’obbedienza e ciononostante deficitari nella sfera sociale (mordono il proprietario, aggressivi con altri cani). Piccolo inciso: ho trattato un mucchio di volte cani mordaci, bollati precedentemente come “cani dominanti”. Dopo mesi o anni passati a prenderle, ad obbedire o a prestare attenzione al conduttore, hanno risolto i loro problemi imparando a comunicare: risultavano in ultima analisi solo carenti di capacità socio-emozionali.

Inoltre, anche se l’attenzione del cane non è su di noi, l’esercizio di buttare bocconi per terra fa sì che il cane mantenga con noi una connessione molto forte. In altre parole appena finito di mangiare i suoi bocconcini si concentrerà nuovamente su di noi, che diventiamo sempre più interessanti ai suoi occhi.

2. La legge dell’effetto

In genere usiamo il cibo per nutrire il cane. Ma quando si prepara il cibo in piccoli e gustosi pezzetti, grossi più o meno come l’unghia di un mignolo, lo si può utilizzare per premiare il cane. La legge dell’effetto (Thorndike) dice che “i comportamenti rinforzati tendono ad aumentare in frequenza”. In altre parole se un cane si siede e gli dai un bocconcino, tenderà a sedersi sempre più spesso. Il bocconcino così usato diventa così il famoso rinforzo positivo.

Ma i più bravi nell’uso del rinforzo positivo sanno usarlo in diversi modi, aumentandone di gran lunga l’efficacia.

3. I cinque diversi modi di variare il rinforzo e rendere più efficace il training

Possiamo usare efficacemente il rinforzo positivo variandone:

  • Frequenza: ogni quanto dai il rinforzo? Uno ogni due, tre, sei, venti secondi?
  • Velocità di somministrazione: se lento ne abbassi l’arousal, se veloce lo aumenti
  • Valore: quanto gli piace quello che stai usando?
  • Collocazione: da dove prende il cane il rinforzo? Dalle tue mani? Da terra? Dal contenitore che hai opportunamente predisposto a tre metri da voi? Glielo lanci lontano?
  • Elargizione: glie ne dai uno solo o tanti? Tutti insieme o uno alla volta? Tutti nello stesso punto o sparpagliati?

Le combinazioni sono pressochè infinite ed ognuna cambia l’assetto cognitivo-emozionale del cane, predisponendolo all’esercizio che si intende fargli svolgere. I più bravi trainer conoscono bene utilizzare quanto sopra esposto sia con il cibo che con il gioco. La cosa è talmente interessante che meriterebbe una tratazione più approfondita. Ma tornando al nostro focus – premiare il cane buttando pezzettini di cibo per terra – se facciamo caso agli ultimi due punti, possiamo accorgerci che, anche nella costruzione di un comportamento, è perfettamente contemplato il buttare bocconcini per terra.

4. Turid Rugaas e l’esercizio di sparpagliare il cibo per terra

Sui segnali calmanti mi sono formato direttamente con Turid Rugaas. Turid ha svolto numerosi studi sullo stress, consapevole di come esso incida fortemente sul comportamento del cane. Ricordo bene quando in aula propose un esercizio che in quel momento mi sembrava bizzarro: prendere una manciata di bocconcini e buttarli in aria come per sparpagliarli in giro, per poi dare il permesso al cane di cercarli, uno ad uno, fino a mangiarli tutti. Ne ho parlato anche in una registrazione audio Mp3 che ha avuto qualche migliaio di download ed entusiasmato diverse menti brillanti: http://www.thinkdog.it/default.php/it/Il+tuo+primo+Mp3+gratuito. Il risultato è che il cane cerca per diversi minuti, si impegna mentalmente e abbassa l’arousal (stato di attivazione psicofisiologica), con conseguente riduzione dello stress.

5. Perché buttare bocconcini per terra?

Ci sono molte attività da fare col cane e certamente buttare bocconcini per terra lo si fa salutariamente, quando serve. Puoi farlo per premiare: il tuo cane fa qualcosa di buono – tu rinforzi il comportamento buttando i bocconcini per terra. Ma, in ThinkDog lo facciamo anche con un altro scopo, perché adottiamo i principi scoperti in neuroscienze

Il cervello è come un muscolo: se lo esponi ad esperienze di gioia, si predisporrà
per facilitare in futuro queste esperienze, ispessendo i circuiti neurali preposti alla gioia.
Se gli fai sperimentare frequentemente frenesia ed agitazione, il suo cervello si strutturerà per provare in futuro sempre più frenesia e agitazione.

Questo è il motivo per cui bisogna porre molta attenzione nel fare sport cinofili: l’allenamento potrebbe lavorare a sfavore delle competenze cognitive che invece sono utili al cane di città. Vale la stessa considerazione per le attività ad alto contenuto di arousal, come lanciare le palline o rincorrere tutto il tempo altri cani: sono attività da fare con moderazione e che innalzano di solito lo stress nel cane.

Ecco quindi che buttando bocconcini per terra il cane svolge un’attività che stimola i circuiti neurali preposti alla calma. L’esercizio in sostanza contribuisce col tempo a diminuire lo stress generale del cane.

Buttando giù qualche riga veloce, ecco alcuni dei motivi che mi spingono ad usare questa tecnica:

  • Calma il cane nell’immediato
  • Lo rende un soggetto più tranquillo in generale
  • Può essere utilizzato come rinforzo, specie se il comportamento allenato necessità di un basso livello di arousal
  • Contribuisce a diminuire lo stress generale del cane
  • Aggiunge varietà (lavorando sulle aspettative) al solito modo di dare il bocconcino con conseguente aumento di motivazione a lavorare (occhio a non confondere la motivazione con l’emozione, due cose ben distinte)
  • Aumenta l’interesse del nei confronti del conduttore

A questo punto i più attenti diranno: “Dietro un gesto così semplice c’è dietro tutto questo?”. Risposta: SI! In ThinkDog nulla è per caso: tutti sono attenti a ciò che fanno ed hanno lavorato sodo per conoscere come funziona la mente del cane e come influenzarla.

Io dal mio canto sono curioso di natura e studio il cane da quando ero bambino (letteralmente lo studiavo, letteralmente ero bambino quando ho cominciato a farlo). Ho integrato nel mio lavoro di agevolazione della relazione col cane (non mi ritengo un addestratore), tutto quello che ho appreso su mente, cervello ed emozioni (etologia cognitiva e neuroscienze). Ho imparato anche molto da colleghi, “clienti” e soprattutto dai cani.

E questi sono i risultati: pratici, rapidi, efficaci, divertenti. E sono solo la punta di un iceberg: la parte visibile è la più piccola, sotto c’è molto di più.

12 Commenti

  • sara jane ha detto:

    Ciao.da una quindicina di giorni il mio compagno è un basset hound di 4 anni e durante le passeggiate mangia tutto ciò di commestibile che incontra…come faccio ad insegnargli a non farlo evitando di strattonarlo?dire che è ossessionato dal cibo è un’esagerazione ma è mooolto attratto dai bocconcini quando cerco di insegnargli qualcosa sbava copiosamente, mi segue ogni volta che entro in cucina e sale sui mobili se sente odore di cibo..che fare?

  • Mauro ha detto:

    Prova a usare (fuori casa) qualcosa di cui è davvero ghiotto, con l’accortezza di non più darglielo quando è in casa.
    Ho l’impressione che ormai abbia capito che in casa può avere di tutto e quindi chi glielo fa fare di rinunciare a una bella mucca sapendo che quando torna a casa può avere tutto il resto 🙂
    Mauro

  • Mauro ha detto:

    ciao Sara, io ho un Weimaraner di 15 mesi. È un cane da caccia (ferma e riporto) quindi, per sua indole, quando siamo a passeggio ha generalmente il naso incollato al terreno; trovare qualcosa da mettere in bocca è ad alta probabilità. Ma è proprio per questo che sin da subito gli ho fatto scegliere di prendere da terra quello che gli davo io (bocconcini molto gustosi) associando il comando “cerca”. È incredibile (ma solo fino a un certo punto): da mesi ormai, se voglio distrarlo da ciclisti, runner, altri cani, schifezze varie che può trovare in giro, è sufficiente che gli dica “cerca” e tutta la sua attenzione (se ha già qualcos’altro in bocca lo sputa) si spara nella ricerca del bocconcino che “dovrebbe esserci” (dico dovrebbe, perché non sempre li ho con me, ma mi basta per avere il tempo di recuperarlo e togliermi/lo di impiccio).
    un caro saluto
    mauro

  • Mina ha detto:

    Buongiorno,
    richiesta di consiglio:Cosa fare se al priprio cane i bocconcini di qualsiasi tipo,dal biscottino preferito al wurstel, fuori casa non interessano? So già che è mancanza di attenzione nel confronto del conduttore, cioè io, ma la stessa attenzione in casa nei miei confronti è quasi morbosa.La nostra “passeggiata” è un vero e proprio percorso di guerra nella natura dove incontriamo una gran varietà di animali, dai gatti “bastardi” che non scappano ad altri cani, dai cavalli alle mucche liberi per la strada. Con tutte queste distrazioni il bocconcino non ha alcun interesse per lui. Vuoi mettere un pezzo di wurstel con una bella mucca? Da tener conto che ormai la mie braccia sono perennemente indolenzite dalle strattonate.
    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

  • Il Frà ha detto:

    @Claudio Mangini
    Oltre a sottolineare al vostra ignoranza in merito ai cani (lavoro in utilità e difesa da molti anni e da due in protezione civile e posso affermare che quello che dice Angelo ha senso anche in questi casi). Il tuo amico ha attaccato il video di Angelo dicendo che non bisogna buttare bocconcini, non ha commentato un lavoro con i cani dell’esercito (e sappiamo bene quanto siano indietro le forze dell’ordine con l’addestramento).
    Secondo me i due mondi hanno MOLTA attinenza tra loro! E poi scusate ma il cane non si “usa”…

  • Andrea ha detto:

    Claudio guarda che quello che chiami altro professionista si è espresso così commentando il lavoro di angelo con i suoi cani!

  • Sara ha detto:

    Sono al mio primo 4zampe che ha 3 mesi e mezzo e secondo me con i cuccioli bisogna fare davvero attenzione, hanno ancora tutto da imparare. Per non rischiare, questo metodo lo uso solo in un posto sicuro, il mio giardino o un posto dove vedo bene se c’è qualcosa a terra.

  • Marco Capaldi ha detto:

    Credo personalemente che ci sia una bella differenza tra a)raccogliere dei bocconcini gettati a terra dal proprio conduttore che lo invita a prenderli e b)raccogliere tutto quello che gli capita sotto il naso durante una passeggiata: il cane è perfettamente in grado di contestualizzare e capire la differenza. Se poi vogliamo affermare che un cane addestrato a non raccogliere nulla da terra, con minore probabilità raccoglierà un bocconcino avvelenato qualora si verifichi l’eventualità di trovarne uno durante una passeggiata, rispetto ad un cane che a volte viene invitato a prendere bocconi da terra, bhè io credo sia possibile; però valutando la posta in gioco, e cioè cosa perderei evitando di lanciare bocconcini al mio cane:
    •Calmare il cane nell’immediato
    •Renderlo un soggetto più tranquillo in generale
    •Utilizzarlo come rinforzo, specie se il comportamento allenato necessità di un basso livello di arousal
    •Contribuire a diminuire lo stress generale del cane
    •Aggiungere varietà (lavorando sulle aspettative) al solito modo di dare il bocconcino con conseguente aumento di motivazione a lavorare
    •Aumentare l’interesse del nei confronti del conduttore

    bhè, personalemnete non ho dubbi nell’ affermare che correrò il rischio di gettare bocconcini a terra.

  • Rodolfo ha detto:

    Ritengo che sia improbabile che il cane raccolga cibo per terra se non ci è abituato. Cerco di spiegarmi meglio. E’ ben diverso il cibo lanciato da me da quello che il cane può trovare per terra senza che glielo abbia lanciato.

  • Giada ha detto:

    Mah, sfido qualunque cane a non raccogliere da terra una salsiccia avvelenata! A meno che 1) sia stato specificatamente addestrato a NON farlo e 2) sia in presenza FISICA del suo proprietario.

  • Buothz ha detto:

    Concordo sull’idea dell’attivazione dei bocconcini per terra ma sorge un forte dubbio: il cane capirà che è giusto raccogliere cibo per terra con conseguente pericolo in caso di cibo avvelenato e/o cibo che gli possa far male.
    Angelo ha sicuramente un rapporto e le capacità di insegnare al cane che ciò non è giusto (accettare il cibo solo dato da lui) ma pensiamo al lettore tipo che segue laviadeglianimali o il corriere, secondo me perde il controllo e si ritrova un cane che si sente autorizzato a mangiare qualsiasi cosa gli capita sotto il tartufo…
    Oppure caso peggiore, siamo in 1 prato, lanciamo i bocconcini e disgraziatamente nel campo di ricerca c’è un qualcosa di velenoso, il cane non riesce a scindere i bocconcini dal cibo velenoso…

  • Claudio Mangini ha detto:

    Buongiorno a tutti.
    Non entro nel merito dell’articolo qui descritto – vorrete perdonare la mia mancanza di tempo – ma mi sento di in dovere di fare una precisazione a monte.
    La discussione di cui all’oggetto è stata a mio avviso travisata e non capita pienamente per un solo motivo: Angelo e l’altro professionista fanno due cose molto diverse tra loro.
    I cani del professionista sono in forza agli Eserciti di mezzo mondo (da lui stesso preparati e spesso anche allevati) nel settore antiesplosivi e Protezione Civile , quelli di Angelo no.
    Due visoni – e due mondi – che non hanno alcuna attinenza tra loro, seppur legati da quel filo comune che chiamiamo “cane”, le cui attitudini e usi sono differenti per un’infinità di motivi che capite da soli.
    Salvare vite umane ogni giorno è molto differente dal farli passeggiare e/o rincorrere una pallina.
    Cordialmente

    Claudio Mangini

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