Cani Guida e Dimensioni di Relazione

Durante le mie vacanze nella splendida Puglia, ho conosciuto un cane molto speciale: Pupa.

Pupa presta ogni giorno i suoi occhi ad Oronzo, il suo amico a due zampe, che grazie a lei riesce a prendere i mezzi, muoversi in città e lavorare a trenta chilometri da casa.

L’abilità di Pupa è sconcertante. Da quando indossa il pettorale a quando rientra è costantemente attenta agli ostacoli che incontra e farli evitare ad Oronzo, a cercare le strisce su cui attraversare, ignorare i cani che incontra, anche quando sono dei randagi in branco non proprio ben intenzionati e mille altre cose.

Prima d’ora non mi ero mai reso conto di quanto imprevedibile possa essere un tragitto percorso a piedi. E di quanto il “grandioso” senso civico che anima gli automobilisti del sud non sia solo sgradevole: l’immancabile auto parcheggiata sulle strisce pedonali, davanti agli scivoli o nei posti auto per disabili, sembrano indicare lo sport preferito locale. Per fortuna la stupidità di questi zoticoni, quando incontra l’intelligenza di un cane come Pupa diventa un modo per fare problem solving e farlo esercitare in creatività!

Il lavoro di Pupa è molto stressante. Pupa è talmente dedita al suo compito da dimenticare se stessa. Gli esperti nei Segnali di Calma coglieranno nel video degli stati che manderebbero facilmente in tilt molti cani nello svolgere un compito. Eppure Pupa svolge questo lavoro per ore tutti i giorni.

Questo è infatti quello che mi preoccupa. Da quando indossa il pettorale a quando rientra è costantemente attenta a tutto e tutti. I suoi momenti di riposo li indica cominiciando a tirare – motivo per il quale Oronzo mi ha chiesto un parere – verso i luoghi in cui può rilassarsi: gli autobus e casa.

Il rimedio consigliato per non farla tirare è il collare con punte. Siamo alle solite. Si elimina il sintomo, non la causa.

E bada bene, non so come andrà a finire. Oronzo e Pupa sono più legati che mai. Hanno una relazione più affiatata di quella che abbia visto tra molti istruttori gentili ed i loro cani. Il loro rapporto va protetto, su questo non si discute. E va protetto anche il compito di Pupa, giacchè è proprio un modo in cui il rapporto prende forma e si sviluppa.

Il punto è che la relazione va bilanciata.

In una relazione vi sono diverse dimensioni, dalla ludica a quella sociale, dalla edonica all’affettiva e così via. Quando una di queste dimensioni diventa dominante rispetto alle altre, il sistema cerca un modo per tenersi in equilibrio, dando vita a cose spesso non desiderate, eppure necessarie.

Cosa fare?

Io non posso seguire Oronzo e Pupa, e loro necessitano di essere seguiti di persona. Per ridimensionare la relazione ed agire in profondità non è sufficiente dire ciò che bisogna fare, sapere le cose a livello teorico non ti porta da nessuna parte.

Inoltre ci vogliono le palle per ammettere che non puoi lavorare da solo. Devi necessariamente cercare collaborazione in chi conosce la preparazione che è dietro il lavoro di un cane-guida. Ed allo stesso tempo gli addestratori di cani per non vedenti, se lavorano con collari a strangolo, credo non abbiamo la più pallida idea di cosa siano le Dimensioni di Relazione o la Gerachia dei Bisogni e finirebbero per lavorare sul sintomo e non sulle cause.

Quello che mi conforta e che Pupa ha una vita di una qualità superiore alla media. E’ molto legata ad Oronzo e sicurmante non soffre dei mali legati alla noia, che aihmè affliggono molti dei cani che ho incontrato nel mio lavoro.

Per me è stata una grande opportunità incontrarli.

Ho potuto toccare con mano qualcosa che prima era solo nella mia immaginazione. Entrare, seppure per un attimo, nella relazione di un non vedente e dell’animale che gli fa dono della vista è stata un’altra bella occasione di imparare da un cane.

Ho dato loro il numero di telefono del bravo collega Luigi Di Leo, che lavora da quelle parti. Spero lo chiamino e riescano a lavorare bene insieme su una situazione così delicata.

Tanti auguri!

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2 Commenti

  • Oronzo ha detto:

    Ciao a tutti, sono Oronzo, il cieco in questione…! chiedo scusa al moderatore del blog se userò dei toni accesi ma ho il diritto di repplica… in primis, noto con piacere che in questo blog si usano molto gli “eufemismi”… il fatto di usare la parola “cieco” non mi offende ma e il modo come viene usato che mi fa incazzare…ma sicuramente coloro non sanno nemmeno che cosè un “eufemismo”! ebbene… un “eufemismo” è un’attenuazione (per scrupolo morale, sociale o culturale) di un’espressione troppo cruda o realistica mediante la sua sostituzione con un sinonimo o con una perifrasi).gli spazzini ora si chiamano operatori ecologicigli handicappati si chiamano diversamente abilii ciechi non vedentii sordi non udentiecc ecctutti questi sono eufemismi.Con un eufemismo si vuole trovare una parola o un modo più carino e meno offensivo per definire qualcuno.E ancora… perchè sono convinto che non anno ancora capito… l’eufemismo è una figura retorica e consiste nell’uso di una parola o di una perifrasi al fine di esaltare o attenuare il carico espressivo di ciò che si intende dire, perché ritenuto o troppo banale, o troppo offensivo, osceno o troppo crudo.Il termine deriva dal verbo greco euphemèo, risuonare bene.Chiarito questo punto, rispondo ai signori… un cane guida per non vedenti è vero che non a scielto lui di fare quel determinato lavoro come non l’hanno scielto i cani della protezione civile, i cani delle forze dell’ordine, i cani per il salvataggio, ecc ecc… ma e altrettando vero, è qui parlo con cognizione di causa, che il rapporto che si istaura tra il non vedente e il proprio cane guida voi ve lo potete solo sognare… e di certo non esiste e questo ve lo garantisco, nessun non vedente che considera il proprio cane guida un oggetto… ci metto la mano sul fuoco con tutte le P……le! nessuno ci costringe o ci obblica a prendere un cane guida… coloro che fanno richiesta per un cane guida sono determinati è sanno benissimo i sacrifici che comporta nell’acudire un cane… non pensate che i nostri cani vengano accuditi da amici famigliari o quantaltro… siamo noi che li puliamo, li portiamo a sporcare, gli diamo da mangiare, li facciamo sfrenare/giocare, li accoccoliamo quando stanno male, puliamo il vomito o diarrea se capita ecc. ecc. provate voi con gli occhi bendati a raccogliere del vomito o della diarrea e poi ne riparliamo… eppure noi lo facciamo con devizione e amore… sapete dove dormono i nostri cani? di fianco ai nostri letti e non perchè vengono costretti… è vero che i nostri cani sono sottoposti a stress quotidiano, ma non avete la piu pallida idea come sono contenti di guidarci come sono protettivi nei nostri confronti come sono contenti di essere messi sempre e qui sottolineo sempre al centro della attenzione… come sono contenti di essere a stretto contatto con il proprio padrone 24 ore su 24… sentirsi utili per il proprio padrone è quanto noi gli siamo grati per tutto quello che loro ci danno… e qui non mi riferisco solo al fatto di poterci spostare liberamente ma a qualcosa che va al disopra di tutto questo… toccate il proprio cane a un non vedente, e esso è capace di ammazzarvi… esattamente come se le toccaste un figlio a un genitore… anche se ce ne sono tanti che gli abbandonano o maltrattano… esattamente come ce tanta gente che abbandona o maltratta i propri cani. Voglio precisare un altro punto, riguardo l’addestramento… i cani guida vengono addestrati a un’anno/un’anno e mezzo (12/18 mesi) non come qualcuno a scritto.Dico un’ultima cosa… è con questo concludo… alcune persone prima di aprire bocca e sparare cazzate, provassero se gli riesce, a riflettere..Oronzo.

  • Anonymous ha detto:

    A volte esco sola, senza Morfeo, o solo con le altre tre marmocchie. Io a Morfeo voglio un bene dell’anima, e l’ostracismo che abbiamo sempre incontrato ci ha uniti sempre di piu’. Lui vive in un suo mondo. Non sente e tutto per lui e’ una sorpresa, e non sempre piacevole. Anche il bacio dolce con cui lo sveglio la mattina. Senno’ apre gli occhi di colpo e vede che noi non ci siamo, e arriva spaventato a cercarci, ha l’aria di un bambino si e’ distratto ed e’ rimasto indietro.E la cosa lo spaventa. Quasi tutto lo spaventa. Ha bisogno dei suoi tempi. E per strada sbadiglia, schiocca le labbra, tira indietro le orecchie, gli occhi da verdi diventano tutti pupilla, e se questo non funziona, il morso puo’ arrivare. Dall’altra parte del guinzaglio ci sono io. Che devo vedere, prevedere, sdrammatizzare, mentre a volte vorrei strillare. O semplicemente guradare attorno pensando ad altro, senza avere la testa che lavora per evitare presunti pericoli o stress a lui e a me. Spesso 12 ore al giorno. Fuori casa. Poi torno a casa ed e’ tutto piu’ calmo ma lo stesso la gestione e’ difficile. C’e’ solo un particolare. Io questo l’ho scelto. Non sapendo fino a che punto sarebbe stato difficile, ma l’ho scelto. E pur avendolo scelto col cuore, ogni tanto ho bisogno di staccare. Anche solo per essere piu’ calma e poi tornare a casa, svegliare Morfeo, e andarcene da soli, lui e io, nel suo mondo ovattato.Sara

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