Clicker Training: apprendimento meccanicistico-lineare o strumento cognitivo?

Dog_clicker_training

Il fatto che il clicker sia uno strumento nato in ambito comportamentista ha generato un fraintendimento banalissimo.

Il fraintendimento è questo: se usi il clicker stai limitando la mente del cane a un apprendimento di tipo meccanicistico, lineare, appannaggio del vecchio comportamentismo e ne riduci le potenzialità. Ma le cose stanno davvero così?

Chi conosce davvero il clicker sa perfettamente che può essere usato in una visione cognitivo-relazionale e invece di condizionare, può liberare la mente del cane, fornendo un valido ausilio per l’aumento della qualità della vita.

Clicker Training e risultati nei cani che lo praticano

A dimostrazione di ciò, condivido quello che molti educatori cinofili osservano accadere nei cani che praticano regolarmente il clicker training (secondo me sarebbe meglio chiamarlo Clicker Teaching o Clicker Coaching, se usato in una cornice cognitivo-relazionale http://www.thinkdog.it/clicker-coaching/).

  • Tratti e personalità del cane ne vengono positivamente influenzati
  • Sviluppano diverse capacità cognitive, come attenzione, concentrazione, autoregolazione, resilienza
  • A seconda degli esercizi proposti il cane può essere aiutato a livello sociale
  • In generale i cani che praticano regolarmente il clicker training, tendono a diventare propositivi, più curiosi, più felici, più sicuri di sé, più rapidi e competenti ad apprendere, sviluppano una maggiore autoefficacia (intesa come opposto a impotenza appresa)

Evidentemente nella procedura del “condizionamento operante” deve avvenire qualcosa di “cognitivo” nel cane. E infatti la maggior parte degli educatori cinofili tendono oggi a chiamare questa procedura “modello operante” per distanziarsi dal riduzionismo comportamentista.

Video esempio

In questo video, realizzato da Luca Spinelli (co-fondatore di DogZone e Pet Detective), durante la sua formazione come Educatore Cinofilo in ThinkDog, è evidente che il cane pensi, si ponga quesiti, cerchi di capire cosa sta succedendo e cosa vogliamo da lui. Insomma il processo cognitivo in essere è quello del problem solving. Nel frattempo a volte c’è una lieve frustrazione, utile in questa situazione ad esercitare la resilienza, ma il contesto emotivo più grande è gioia, fiducia, entusiasmo. Le dinamiche sono le stesse che proviamo quando per esempio stiamo imparando movimenti di danza o di uno sport verso cui ci sentiamo particolarmente portati: viviamo una esperienza di flusso, in cui capacità e livello della sfida si bilanciano perfettamente. Ed è qui che l’educatore deve essere bravo: nella mediazione dell’apprendimento.

Esperienza di Flusso - Flow

Clicker training in ambito umano

Se volete capire di più sul clicker potreste cimentarvi nel TAGteach che, potremmo dire, è il clicker training applicato in ambito umano. TAG è un acronimo inglese che sta per (Teaching with Acouistical Guidance, ovvero Insegnamento Audio-Assistito). La natura focalizzata e positiva di questo metodo porta ad immediati e stupefacenti risultati che sono chiaramente evidenti agli insegnanti, agli studenti e ai genitori. Fra i vari ambiti è molto utilizzato nello sport e nelle disabilità cognitive.

Vi sembra che ci sia una inibizione delle facoltà cognitive di questi bambini? O che invece ci sia divertimento, comprensione rapida ed entusiamo? La mente viene limitata o potenziata?

In Italia il TAGteach è generosamente insegnato da Luca Canever, che saluto e a cui rinnovo i complimenti. Ecco il sito del TAGteach Italia: http://www.tagteachitalia.com/

Clicker training col cavallo

Non posso evitare di citare Mara Begnini, parte dello staff di ThinkDog, che applica il clicker training ai cavalli con eccellenti risultati. Ricordo l’entusiasmo con cui mi parlava tempo fa del suo primo incontro con un cavallo nato e cresciuto con la metodologia del clicker training. Raccontava di una differenza enorme in termini di competenze e personalità del cavallo rispetto a qualunque altro avesse mai visto prima. Detto da una persona che conosce bene anche altri approcci “innovativi” (Monty Roberts, Pat Parelli, Tellinghton Touch ecc.) ha avuto su di me il suo effetto. Non essendo però io un esperto di cavalli vi rimando volentieri al suo sito: http://www.equiclicker.it/

Stessa cosa, visioni diverse

Osservando un animale alle prese col “modello operante”, il comportamentista vede come “procedura di condizionamento”. L’animale stesso invece, lo vive come ricerca di un obiettivo sulla base di una motivazione. Tale spiegazione è meglio compresa attraverso il primo modello cognitivo utilizzato per spiegare il comportamento degli animali coinvolti in procedure di rinforzo. Il modello si chiama T.O.T.E. (Test, Operate, Test, Exit). É stato proposto da George A. Miller, Eugene Galanter, e Karl H. Pribram per spiegare l’apprendimento come una “strategia di problem solving su base iterativa”. Presupposto di tale modello è che il cane sia un’entità cognitiva e quando “opera” nell’ambiente lo fa sulla base di rappresentazioni (idee, piani, conoscenza) e non per tentativi sparati alla cieca.

Clicker Training ThinkDog

Cosa fare dunque

Questo esercizio di problem solving, unito alle emozioni che si liberano durante il clicker training, unito alla fiducia nel partner umano che non rimprovera mai ma solo “guida”, unito a molteplici altri fattori integrati nella pratica, danno risultati sorprendenti.

Chi mi conosce bene sa perfettamente che la mia pratica non è basata sul clicker, anzi, lo uso raramente. Ma questo non vuol dire che non serva o che men che meno riduca il potenziale cognitivo del cane: questo è ridicolo. Lo si può perfettamente utilizzare. Basta non limitare l’esperienza del cane al clicker: egli ha bisogno di socializzare, giocare, esplorare, riposare ecc. Insomma tutto quello che dico da quindici anni.

Bisogna come sempre spostare il focus. Invece di chiederci: qual è il nuovo comportamento che voglio ottenere? Dovremmo chiederci: quali elementi della cognizione del mio cane posso aiutarlo a sviluppare, così da renderlo ancor più libero e competente?

In questo a volte il clicker può essere una scelta più appropriata di altre e quindi, invece di limitare noi stessi in virtù di ideologie che evidentemente restringono gli orizzonti anziché ampliarli, lo utilizziamo con piena consapevolezza delle sue potenzialità e dei suoi limiti.

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