“Come mai un cane ammazza un bambino?”

 

La domanda idiota è stata rivolta da un giornalista a Danilo Mainardi (etologo), in relazione all’aggressione avvenuta ai danni di un bambino da parte di un branco di randagi.

La domanda, caratterizzata da una forte visione antropocentrica, presuppone l’assurdità del gesto, presuppone una sorta di metacognizione che i cani dovrebbero avere nel ritenere i cuccioli di uomo semplicemente intoccabili, al di sopra di ogni essere vivente.

Ed invece gli animali ammazzano. Per territorialità o predazione e non certo per disturbi comportamentali. L’aggressività è presente nell’etogramma del cane (e dell’uomo) e non è una patologia.

Dobbiamo piuttosto chiederci di chi è la responsabilità di aver creato un ambiente, in quella zona in cui bimbo passava con la bicicletta, idoneo all’insinuarsi di un branco autonomo.

Il risultato è che il bambino è morto e che i cani sono stati terrorizzati, maltrattati, catturati e rinchiusi in un canile lager.

La domanda poi era stata posta come a presuppore che un essere umano, data la sua intelligenza, non farebbe mai una cosa simile.
Eppure l’uomo è l’animale in grado di compiere le più assurde atrocità. Ai danni del sistema natura-altri animali-ambiente da cui egli stesso dipende.

8 Commenti

  • Tamara ha detto:

    Buongiorno,
    ho la possibilità di ospitare in una casa con un bel giardino tre cani, una bulldog francese adottata e due incroci di pastore, fratelli, di quasi un anno, allattati dalla nascita assieme a mia figlia, che collabora con la protezione animali del posto in cui vivo.
    Due settimane fa sono stata aggredita (e sfigurata al viso) dal cane di un amico (anche lui adottato da canile), durante una festicciola in casa sua. Ho chiesto che il cane non venisse abbattuto e non ho sporto denuncia, ma non riesco a gestire la paura quando vedo i miei cani scoprire i canini tra di loro. In questo momento i pastori sono in una scuola di addestramento (e io mi sento in colpa perché ho paura che si sentano abbandonati) e tra qualche giorno dovrei poter incominciare a lavorare con loro. Qualche consiglio/lettura per superare lo shock e poter riacquistare fiducia?

  • Sara ha detto:

    “il focus non è rendere il cane mansueto”devo anche dire che questa frase mi piace molto, ieri parlavo con una volontaria che mi ha chiesto se Morfeo ha “smesso di mordere”.Il mio scopo non è far diventare il mio cane un bambaccione che si fa tirare la coda e palpeggiare dal primo che passa, ma che abbia una tale fiducia in me da chiedere a me di intervenire evitandosi un patema d’animo lui e una brutta esperienza, spesso causata dal non-sapere, ad un’altra persona.Ma il mio cane, se stuzzicato e provocato e non trattato col dovuto rispetto, avrà la sua propria reazione, che non è molto diverso da un mio ceffone ad un perfetto sconosciuto che mi volesse abbracciare.Penso vada proprio rivisto il punto di vista e le prerogative del cane.

  • Sara ha detto:

    Sai che nello sri lanka un proverbio dice “non andare a dormire se non hai lasciato fuori qualcosa per il cane”?.Un mio amico mi ha descritto la stessa situazione di cui mi parli tu, e alla fine sono sempre più convinta che l’abbondanza generi lite, non serenità; sia la nostra che quella che “passiamo” ai cani…è un’abbondanza di mezzi e non di “essere”.I miei cani ora vivono fuori casa con me, torniamo solo per dormire, e ti assicuro che le mie femmine non hanno per niente voglia di fare lite dopo che hanno seguto un cavallo per tutto il giorno, sono state vicino a me mentre volavamo i falchi o si sono inzuppate nei fossi.E penso che se dovessero procacciarsi il cibo, troverebbero essere in quattro molto vantaggioso, non un fastidio reciproco.Ma il cambiamento deve essere in noi, non in loro.Da quando ho un cavallo, avere quattro “cani da carrozza” ha molto più senso, per me e per loro.E forse dovremmo pensare a questo PRIMA di prendere un cane, quando scegliamo quella razza che ci affascina tanto o che è di moda o che solo ci pare adatta a noi, senza pensare più di tanto.

  • Angelo Vaira ha detto:

    Bello questo commento Daniela.Bisogna tenere conto di molte cose. Una di queste è il “set” in cui erano i cani siciliano e quello da te descritto: è molto differente.I comportamenti innati si incentivano attraverso le condizioni appropriate.E poi hai centrato bene il punto. Quello che si intende per Educazione Cinofila è errato: il focus non è rendere il cane mansueto, ma tirarne fuori il potenziale perchè viva al massimo delle sue possibilità, vitalità e benessere. Per molti cani infatti basterebbe stare fuori casa per più tempo e TOGLIERE i nostri errarati interventi, perchè si comporti in modo appropriato in mezzo alla gente.

  • daniela ha detto:

    Sono appena tornata da una vacanza nel Sud dello Sri Lanka: a parte la meraviglia del luogo mi ha colpito il clima di pacifica convivenza tra uomini e animali che aleggia nell’aria. Cani dovunque lungo la strada che collega la capitale con il sud, vivono e passeggiano tra gli uomini; non ho mai visto due cani avere atteggiamenti aggressivi tra loro, nè paura degli uomini o del traffico caotico e gli uomini passano in mezzo a gruppi di cani senza alcun timore. I canisebbene abbianole stesse costole evidenti dei nostri randagi non ne hanno l’atteggiamento depresso,terrorizzato e a volte aggressivo; sono tutti, uomini, cani e bambini assolutamente calmi, sereni e tranquilli, tutti sulla stessa barca condividono il poco che hanno e si muovono in spazi affollati senza infastidirsi a vicenda. Mi chiedo: tutte quelle centinaia di cani hanno frequentato una scuola, i Cingalesi sono tutti educatori cinofili, o è la nostra “civiltà” occidentale che ha dimenticato (o forse non l’ha mai conosciuto)il modo di rapportarsi ed inserirsi serenamente nel resto del mondo naturale senza violentarlo continuamente? La violenza genera solo violenza, ma noi continuiamo a non capire.

  • Sara ha detto:

    Dimentichi che questi cani sono stati anche uccisi per strada, sparandogli…probabilemnte per appagare il gusto di qualcuno che non ha modo di usare un’arma abbastanza spesso.Sono anni che si parla del randagismo soprattutto nel sud Italia, e anni che non si fa nulla.Sono anni che vengono lasciati bambini da soli per strada, con animali, tra di loro…li si espone ai pericoli più assurdi (e si pensa che badargli voglia dire mettergli strati di maglioni e tenerli chiusi in casa se piove) e poi la colpa non è mai nostra, che siamo la causa, ma dell’effetto.E allora proteggere non è più prevenire, ma attaccare.Mi sa che forse sarebbe ora di pensare che il cane non è nè Lassie, nè Rin-tin-tin ma nemmeno Zanna Bianca o un lupo feroce…c’è una giusta via di mezzo in tutto, ma la si trova solo conoscendo.E che i bambini devono stare vicino a noi, non vagare soli per le strade.

  • rossella ha detto:

    Concordo pienamente con le tue affermazioni.Avete visto il reportage sul Kenia che ha pubblicato REPUBBLICA.it come il migliore 2009?In questo caso,come in molti altri, è l’uomo che massacra i propri simili ed anche lui, come i cani, non è pazzo!ross.

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