Come Rieducare un Cane Aggressivo: il Caso di Duke

Boxer maschio, 7 anni, aggressivo con gli altri cani. In questo video ti mostro come funziona il mio metodo.

Ed eccoci qui, dopo cinque anni torno sul Corriere della Sera con 10 nuovi video gratuiti sull’educazione del cane.

Ci voleva. Tutto cambia ed io stesso ho subito un’evoluzione. Sentivo di dover approfondire alcuni temi e sottolineare altri aspetti di come funziona il mio modo di lavorare. Grazie ai “casi” inoltre è possibile comprendere più facilmente come “si pratica” il metodo.

Ed ecco il primo video… Con questo articolo intendo dare un quadro generale del lavoro svolto con Duke. È una sorta di approfondimento del metodo e di quanto si vede in video.

L’articolo non è cortissimo, ma è anche fra quelli più esaustivi, significativi e pieni di informazioni utili. Godetevelo. Se avete domande, postatele nei commenti e vi risponderò.

Qualche considerazione generale

Ho conosciuto Duke e Marzia pochi minuti prima di girare

Non li avevo mai visti prima. Desideravo mostrare qualcosa di genuino, reale, non “preconfezionato”. Volevo emergessero le reazioni e le reali difficoltà di Duke e Marzia. È certamente più difficile lavorare in questo modo (per non dire impossibile come qualcuno ha scritto sulla mia bacheca FB), ma tante volte mi capita di aiutare lì per lì della gente al parco o in corsi di gruppo, quando faccio dimostrazioni. L’ho anche fatto da Magalli a I Fatti Vostri, in uno studio televisivo e in diretta. Per cui è una cosa con la quale ormai mi sento a mio agio e so che avrebbe consentito far dire a tanti: “è possibile”, “si può fare”, “un cane può cambiare un comportamento così ostile, così radicato nel tempo, in poche decine di minuti”. Il cane certamente può, se non ci si riesce, allora avremo la possibilità di sviluppare noi stessi delle capacità che non ancora abbiamo. Il cane, in un modo o nell’altro, ci farà da guida, se abbiamo voglia di “ascoltare”.

Rapidità dei risultati

Da alcuni sento dire: “approccio gentile sì, ma ci vuole più tempo”. Non è vero e volevo dimostrarlo: forza e violenza danneggiano il cane, rallentano i risultati e complicano le cose. Se non ti limiti semplicemente a premiare il cane quando fa la cosa giusta, ma vai a fondo e sai come lavorare con emozioni, aspettative, convinzioni, bisogni motivazioni, capacità, allora i risultati sono maggiori, più rapidi e più duraturi nel tempo.

Risultati generativi

Non sono solo duraturi, sono generativi: cane e proprietario avranno intrapreso un cammino di scoperta che li porterà a migliorarsi a vicenda, nonostante tu non ci sia più. Ed ecco uno dei principi del mio metodo: arrivare a non esserci. Non creare una dipendenza, ma far sì che il cane e la sua famiglia sappiano un giorno camminare con le proprie gambe, in autonomia e continuare insieme ad evolvere. Così che un giorno li reincontri per caso, in un ufficio postale, e con gli occhi pieni di gioia ti dicono “Vedessi com’è cambiato ancora! Un altro cane, una meraviglia!”. PS: non va sempre così. I fallimenti, gli errori, il cercare di capire dove stai sbagliando, sono tutte cose che sono toccate anche a me. Ma dobbiamo sempre tendere a ciò che di meglio riusciamo a immaginare.

E addirittura parziali…

Duke può dare molto molto di più. Sebbene ciò che abbiamo visto nel video, a Marzia appare straordinario, in verità è probabile che non sia sufficiente a “cambiarle la vita”. Nella mia idea di lavoro ben fatto, Duke dovrà modificare le sue convinzioni a proposito degli altri cani, che non dovranno più, nel tempo apparigli come una minaccia. E dovrà sviluppare nuove competenze, sociali ad esempio, come una comunicazione migliore, emotive, cognitive, come una maggiore flessibilità mentale. Vorrei per lui anche una maggiore gamma di comportamenti disponibili in presenza di altri cani: invece di abbaiare, si possono usare segnali calmanti (speciali segnali che servono a prevenire o mitigare l’intensità dei conflitti e che hanno l’effetto di calmare se stessi e gli altri), si può evitare il conflitto, conoscere l’altro, ecc. E vorrei anche una maggiore capacità di scelta da parte di Duke su quale sia il comportamento più adeguato alla situazione. Mi sono quindi raccomandato che Duke continuasse con un percorso, insieme a un esperto.

Ogni cane è un individuo unico e irripetibile

Qui hai visto Duke. E certo molti cani potranno beneficiare della stessa procedura. Ma… C’è un ma enorme: potrebbe anche non essere così. Quindi non ti aspettare che basti ripetere tutto col tuo cane e tutto andrà a meraviglia. Può darsi. Ma può anche darsi di no. Spesso abbiamo l’idea di dover adattare il caso alle nostre idee preconcette di “cosa bisogna fare in questi casi”. Grosso errore! Sono le nostre idee che devono adattarsi. Siamo noi che dobbiamo adattarci. Ogni cane è diverso e quindi altri cani necessiteranno di tempi, modalità e tecniche diverse. A volte noi professionisti ci ostiniamo a studiare i “protocolli”: cosa fare con un cane aggressivo, cosa fare con un cane pauroso ecc. Ma la differenza sostanziale non è nei protocolli, è nella persona. La persona crea la relazione. Ma vi dirò di più:

Non solo ogni cane è unico e irripetibile, ma ogni istante con un cane è unico e irripetibile.

Ogni istante! In ogni istante il cane fa qualcosa in risposta a ciò che noi facciamo in risposta a ciò che lui fa. Direzione dello sguardo, inclinazione della testa, espressione del volto, distanza, flessione degli arti, respirazione, rapidità dei movimenti, traiettorie, sono alcuni degli elementi del flusso.

Le basi del metodo

Visione generale

Il cane è un’entità cognitiva complessa. Ha una ricca vita emozionale, sociale e affettiva. Ha aspettative, sentimenti, bisogni, motivazioni profonde. Non è una macchina che risponde a comandi, né un militare sottomesso in gerarchia, né un bambino indifeso da mettere sotto una campana di vetro. Ha potenzialità incredibili e il nostro compito è quello di portarle alla luce.

La pettorina

Pettorina ad H

Qui ho usato quella ad H, agganciata davanti:

  • È più delicato, ma consente di avere più forza rispetto al collare, anche quello a strangolo (che personalmente non uso più da quindici anni)
  • Consente di avere più forza rispetto alla pettorina agganciata normalmente

L’aggancio davanti è provvisorio

Questa è una fase di transizione. Lo si usa così fin tanto che il cane non cambi la convinzione: “se tiro riesco ad andare dove voglio”, in “per quanto io tiri non riesco ad ottenere nulla, Marzia rimane lì dov’è, e allora è inutile che mi sforzi tanto”. Unita al cambio di convinzione: “gli altri cani non sono una minaccia”. In genere ci vogliono poche settimane per questo passaggio. C’è chi mi chiede: perché questo passaggio? Non posso continuare a usare la pettorina agganciata davanti? Lo sconsiglio perché se la pettorina è agganciata dietro, sulla schiena, la trazione favorisce una migliore reazione della colonna. È ancor più salutare.

No bocconcini, no palline, no strattoni, no collare a strangolo

Non ho usato cibo in questo lavoro. Ho voluto dimostrare come il cibo non sia fondamentale e come si possa lavorare senza bocconcini, senza pallina, senza strattoni, senza collare. Pettorina e guinzaglio lungo sono gli unici strumenti, uniti alla connessione emotiva. Lavoro anche con i cani completamente liberi. Per esempio nelle Classi di SocializzazioneCon questo non voglio demonizzare il bocconcino, che anzi può essere un’opzione intelligente. Ma dovrebbe essere usato “per oliare le ruote, non per spingere il carro”Il cibo è un’opzione, non una necessità. Ma di certo un educatore cinofilo deve imparare ad usarlo, pena l’avere uno strumento in meno nella propria “tool box” ed è per questo che ne insegno l’utilizzo nella mia Scuola

Entrare in contatto con le emozioni

Le tue, quelle del cane, quelle di chi vi è attorno. Questo consente la connessione emotiva. La quale ti farà “sentire” cosa prova il cane e ti farà fare le scelte giuste.

Empatia è sentirsi sentiti.

– Daniel J. Siegel

Anche il cane ha necessità di mettersi a contatto con le proprie emozioni

Dobbiamo abilmente costruire una situazione nella quale il cane si trovi a contatto con emozioni che possa gestire. La situazione deve essere adeguata alle sue capacità. Deve esserci una certa sfida, ma non così grande da non poter essere superata. Le chiavi sono:

  • la distanza dall’altro cane
  • la tua posizione: ti poni dietro i cane, tra lui e l’altro, al suo fianco, guardi verso di lui o verso l’altro cane? Non c’è una posizione giusta, dipende da ciò che accade in quel momento
  • il tuo modo di muoverti: sii sincrono, devi rispondere con movimenti che abbiano lo stesso tempismo del tuo cane

L’obiettivo è ottenere che il cane abbia le solite emozioni negative, ma di piccola o media intensità, così che riesca a gestirle, riconoscerle e produrre alternative, da solo.

È dal cane stesso che comincia il cambiamento: quel “da solo” è importantissimo!

Non siamo noi che diciamo al cane ciò che deve fare. Non gli diciamo di curvare, stare zitto, sedersi, guardarci. Non gli diciamo “no”. È lui che genera la risposta più adeguata alla situazione. La sceglie lui. Se si è connessi, se lo si mette in una situazione adeguata alle sue capacità, sarà la risposta giusta. Potrà annusare per terra, girarsi, sospirare, guardare noi e o rilassarsi. Se la risposta è ancora minacciosa o aggressiva, allora abbiamo sbagliato con i parametri di cui al paragrafo precedente. Seguendo questo principio saremo passati dall’obbedienza al cane “libero”, che si comporta adeguatamente in ogni situazione senza un umano che gli dica sempre quello che deve fare. Seduto! Terra! Resta! Piede! Fermo!… Queste cose vanno bene nello sport e nella vita di tutti i giorni solo se ce n’è necessità. Se siamo costretti a dire costantemente al cane quello che deve fare, a parer mio, abbiamo sbagliato qualcosa nella sua educazione, anche se l’addestramento risulta perfetto.

Non giudicare

Buono o cattivo? Il cane non è né buono, né cattivo. I suoi comportamenti hanno origine all’interno, a partire da motivazioni, sentimenti, aspettative, bisogni. Per esempio dal bisogno di proteggersi, dall’idea che l’altro cane sia una minaccia, un pericolo per sé stesso o per la sua famiglia. Dire questo cane è buono, questo cane è cattivo ha due conseguenze:

  • riduce la questione a qualcosa di superficiale e impedisce di andare guardare a fondo, con la conseguenza di non risolvere un bel nulla, per poi ritrovarsi a dire: “le ho provate tutte”
  • genera reazioni disfunzionali nel proprietario: il cane è buono? “Non c’è nulla da correggere, è normale, povero!”. Il cane è cattivo? Perdi la pazienza più facilmente perché “se lo merita”, strattoni, punisci, crei tensioni e conflitti, ti irrigidisci e lo irrigidisci sulle sue posizioni, amplificando e coltivando le sue emozioni negative (e le tue)

prospettiva oltre le apparenze

Oltre le apparenze

Ogni cane agisce al meglio che può secondo la propria mappa del mondo. Mappa del mondo è l’insieme di convinzioni, l’interpretazione di ciò che accade, capacità sociali ed emotive, bisogni. Tutto questo, insieme, forma la “prospettiva” di quel singolo, unico e irripetibile individuo pensante che è il cane. In sostanza se il cane si comporta in quel modo invece di premiare o punire, puoi indagare su altri elementi.

Dietro ogni comportamento problematico c’è sempre il tentativo di soddisfare un bisogno, scova quel bisogno! 

28 Commenti

  • Mary ha detto:

    Ciao io ho un volpino di 3 anni.in casa e un angelo ma quando deve uscire cambia totalmente…abbaia in modo aggressivo a persone sconosciute e bambini.i cani come li vede subito si aggita e li va a morsicare. cosa devo fare per farli cambiare atteggiamento

  • carlo ha detto:

    Ciao angelo sono Carlo ti scrivo perché proprio oggi é successo per la 3 volta e sono abbastanza abbattuto. Ho un amstaff maschio di 3 anni di nome Alan normalmente é un cane molto ubbidiente e tranquillo in casa, é cresciuto con altri cani e gatti e con i cuccioli di cane é molto paziente e giocherellone. Gli avevo fatto fare da piccolo sia l’obbedience di base sia le puppy class poi a circa nove mesi é stato attaccato da un cane uguale a lui e da li sono iniziati i problemi perché poi alle puppy class era troppo grande e io non ho più avuto modo cosi frequentemente di fargli ristrutturare l’esperienza. Il problema é che appena lo porto in giro e vede altri cani inizia una sorta di ansia, tira come un pazzo e si comporta tipo:” Vado, non vado, scappo ma si vado dall’altro cane”. Ma fina qui é abbastanza gestibile solo che se come oggi che cera un cane libero (tra l’altro una Golden retriver di un anno dolcissima) appena é venuta in contro (e io quando me ne sono accorto troppo era tardi) Alan l’aveva già azzannata al muso e, purtroppo, non la mollava più nel senso che non ce stato niente da fare e alla fine dopo circa 2/3 minuti l’ha mollata con ovvie spiacevoli conseguenze. Detto questo in altre situazioni (poche purtroppo) più controllate si é dimostrato socievole con gli altri animali. Ho chiesto e parlato di questo problema con più specialisti e ovviamente ognuno ha la sua teoria dal castralo, al dagli i farmaci, al lui é una razza cosi abituati. Non so se trovero una risposta da te ma lo spero davvero tanto. Grazie per il tuo lavoro e buona giornata.

  • Valeria Oliva ha detto:

    Ciao Angelo,
    apprezzo tantissimo il tuo lavoro, la passione e la professionalità con cui lo svolgi.
    Ho guardato e riguardato il video del caso di Duke, e mi ci sono rivista molto.
    Sono nella stessa situazione. Ho un boxer di 7 anni di nome Nice, che è tanto tenero e cucciolone, ma quando si tratta di andare al parco e incrociare altri cani maschi di media/grande taglia, diventa una belva. Provoca la rissa ma poi se le prende sempre da tutti i cani, piccoli medi e grandi.
    Col passare del tempo , erroneamente son consapevole, ho sempre più evitato di andare al parco in orari di maggiore affluenza ” canina”, per paura e per evitare di doverlo rattoppare tutte le volte dal veterinario.
    Vorrei tanto ricevere i tuoi preziosi consigli e magari incontrarti per raddrizzare me e il mio cagnone.
    Sono disperata.
    Ti lascio il mio numero di telefono 3206355342 oppure dimmi come poterti contattare.
    Grazie mille e buon lavoro.

  • tonia ha detto:

    Mi ha molto interessata il video ma il mio cane, un labrador di un anno, non è assolutamente aggressivo, lui si lancia sugli altri cani perchè vuole giocare a volte in modo troppo festoso e lo stesso fa con chiunque gli sorrida o mostra simpatia. Chiaramente il suo comportamento a volte viene frainteso e si creano situazioni imbarazzanti, che costringono le persone ad allontanarsi velocemente con i loro cani, il mio Aron resta solo e frustrato. Come posso aiutarlo?

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Un tipico caso in cui c’è chi sceglierebbe il collare a strangolo e le punizioni, quando non è affatto necessario. Ora, non è possibile risolvere il problema attraverso dei commenti sul blog, quindi contatti un educatore fra quello indicato in questo sito per favore. Nel frattempo però le anticipo: si lavorerà sulla calma, sulla sua capacità di gestirlo al guinzaglio, con le classi di socializzazione e sviluppando la capacità di autoregolarsi amotivamente. Anche l’aspettativa è importante: se quando ci sono altri cani, lui tira e io lo porto da loro, imparerà che tirare è una cosa buona e desiderabile perfino da noi.

  • Fabrizio ha detto:

    Gentile Sig. Vaira, ho visto il video sul Corriere.it ed a mio avviso – al di là delle polemiche che si sono scatenate – ciò che doveva esser maggiormente evidenziato sin dall’inizio è che il metodo mostrato (come correttamente è stato detto verso la fine del filmato) portato in un contesto più “stressante” avrebbe presentato maggiori difficoltà, una sorta di “avvertenza preliminare”. Per rieducare un cane davvero aggressivo (Duke, sinceramente, mi è apparso un cane un po’ “bullo”, ma non posso giudicare dal solo filmato) è necessario un percorso lungo ed impegnativo. A margine di questo, volevo chiederle: il mio cagnone, maschio particolarmente esuberante (e come tale molto reattivo nel “lavoro”), durante le passeggiate a guinzaglio, se vede un altro maschio, tende ad irrigidirsi, gonfiando – se così si può dire – i muscoli… Per evitare ciò tendo ad anticiparlo, portando l’attenzione su di me prima che la sua attenzione si sposti sull’altro cane. Ho letto che lei non ama “anticipare”… Può dirmi qualcosa di più a riguardo? A suo avviso il mio “metodo” può funzionare alla lunga? Grazie. f

  • Grazia ha detto:

    Buongioro Angelo,
    Mandorla ha 10 mesi, meticcia trovata per strada che io stimo di una intelligenza sorprendente. Succede però che in passaggiata, sempre, ha un momento di aggressività improvvisa; è come se si accendesse un fuoco dentro repentino, un iperstimolazione che la porta a saltarti adosso a morderti, certe volte anche dolorosamente. E’ un aggressività rivolta verso di me, comincia a mordermi la mano a tirare il guinzaglio, un misto tra gioco tira e molla e il desiderio di volersi liberare; succede sempre ed improvvisamente, spesso sulla via del ritorno. Mi piacerebbe capire cosa scatta in quella testolina e riuscire a instaurare con lei una maggiore empatia.
    Ti ringrazio per ogni possibile suggerimento e per questo tuo approccio che sto scoprendo pian piano e che trovo ottimo! la pettorina ha fatto svoltare anche me..la conduzione di Mandorla, in fase pacifica, è molto migliorata!
    Grazie

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Buongiorno Grazia, non sei sola, succede. Mi vengono in mente un pit-bull di Imola e un malinois di Monza che sono stati fra i più terribili, fra quelli che ho aiutato.

      Hai bisogno di un modo per gestire la situazione quando si presenta e di un’altro che miri alle cause del conportamento (vuole attirare l’attenzione? È frustrato? Per cosa? Quali bisogni cerca di soddisfare?). È un’indagine puoi cominviare a fare tu, ma credo proprio ti servirà lavorare con un educatore…

  • Mauro ha detto:

    Ciao Angelo,
    ho contattato Ludovica per chiedere consigli sulla pettorina usata da Te per Duke.
    Mi piacerebbe farTi conoscere il nostro cane Amstaff di nome Donni. Cane assolutamente incredibile ma indisciplinato.
    Oggi andiamo ad acquistare la pettorina e credo che seguendo i Tuoi consigli potremmo ottenere qualcosa.
    Per potermi contattare Ti lascio anche il mio cellulare 3356225614.
    Spero tanto di conoscerTi.
    Un cordiale saluto
    Mauro

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ciao Mauro grazie, sono sommerso di richieste, ma più è grave il problema più è facile che si lavori insieme. Scrivimi per favore a direzione@thinkdog.it

    • Sabrina ha detto:

      Ciao Mauro,

      Casomai dai un’occhiata anche alle pettorine KURGO (hanno una specie di rinforzo imbottito sul davanti che permette di ripartire meglio la pressione), io le ho prese per i miei due terrier e le trovo molto comode e anche se tirano (a volte succede.. :O) ) non tossiscono ne ansimano (cosa che invece succedeva con la pettorina a T della Haquiana) e quindi credo che sia più ergonomica.

      La Kurgo va bene anche per assicurare il cane alla cintura di sicurezza della macchina (ma la gabbia da trasporto è più sicura! Soprattutto per una cane di grossa taglia, comunque la Kurgo è la sola ad aver passato un crash test) inoltre ha il gancio anche sul davanti.
      Io l’ho comprata su amazon.com (verifica bene la taglia con la loro tabella di misure)

      http://www.amazon.com/gp/product/B00164ZWBG?keywords=kurgo&qid=1444820263&ref_=sr_1_8&s=pet-supplies&sr=1-8

      E buona fortuna con la tua Donni
      :O)

  • Alessandro ha detto:

    “Mi muovo quando vedo che Lui si muove”, non dovresTi correggerlo ancora prima? Nel senso che un cane invia dei segnali espliciti ancor prima di alzarsi da seduto o partire da fermo, ed è lì la bravura dell’Uomo nel capire ed anticipare un altro Essere Animale, sbaglio?

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Lavoravo sempre così come descrivi molto tempo fa. Oggi è una cosa faccio raramente. Non voglio inibire, quindi non anticipo, ma “ricalco”. Questo crea sincronia, ti fa essere in due, il cane è parte del processo, opera più facilmente una scelta, invece di sottostare a qualcuno che gli dice quello che deve fare.

  • Giusi ha detto:

    Dopo aver letto alcuni commenti son dovuta andare a riguardare il video perché sinceramente il moschettone anteriore della pettorina non ricordavo potesse minimamente ricordare un collare! e in effetti il moschettone anteriore arriva piu o meno all’altezza del petto del cane, mentre il collare solitamente il collo lo circonda e ne limita il movimento.
    il discorso del cane aggressivo, certo , cordiale verso gli altri cani non era , forse si sarebbe potuto descrivere come “difficoltà relazionale intraspecifica” per sollevare meno polemiche ma a quel punto immagino che qualcuno si sarebbe attaccato a qualcos’altro, come sempre succede del resto.
    Ci si attacca sempre ai soliti discorsi, collare-relazione mancante o soggetto troppo facile da gestire.
    Non oso immaginare che polverone si sarebbe sollevato se nel video fossero stati usati dei bocconcini premio!
    Non ho letto alcun commento in merito al lavoro svolto, al metodo utilizzato; si critica a prescindere purtroppo.
    Si è anche criticato il problema di comunicazione tra cane e proprietario, ma probabilmente si trattava della solita critica a prescindere, fuori dal contesto in questione.
    il titolo del video è piuttosto chiaro, se ci si soffermasse a leggere meglio, “come rieducare un cane aggressivo: il caso di Duke” . Duke è un esempio, un cane con un problema e quel problema viene gestito in un determinato modo, probabilmente un Fuffi, Chappi, Chicco, Baffo sarebbero gestiti e rieducati in maniera diversa. Magari domani vedremo un Fuffi meno bonaccione di Duke, ma siamo ancora al primo video e spero di vederne tanti altri!

  • Massimiliano Guerrini ha detto:

    Buongiorno, Sig. Vaira,

    a parte la presentazione, condita da parole interessanti, cadenzate perfettamente, insaporite con il corretto atteggiamento calmo e rilassato, mi permetto di farle notare come Duke sia semplicemente un cane docile e, in realtà, ben poco aggressivo.

    L’ha mai visto un cane con buona o ottima aggressività intraspecifica Sig. Vaira?
    Solo un principiante potrebbe ritenere Duke marcatamente aggressivo, per quanto si possa desumere dal video, chiaramente.

    Infine, se dall’altro capo del guinzaglio filmiamo, con una certa organizzazione alle spalle, una persona che con i cani, senza offesa, non ha molta esperienza, qualsiasi intervento sembra un miracolo.
    In realtà, la sola docilità del cane fa la differenza e ci risolve il problema. Ed io credo che lei questo lo sappia molto bene.

    Concludo, una pettorina che funziona come un collare, che lei aborre, non l’avevo mai vista prima. Ammetto che, in un certo senso, mi ha messo di buon umore.

    Sarebbe interessante vederla all’opera, con il suo metodo, con cani diversi dai bonaccioni con cui e’ abituato a operare, i quali d’altro canto rappresentano la grande massa di proprietari dal reddito disponibile di sicuro interesse, ma privi di una sana informazione cinofila, in Italia.

    Se accettasse il dialogo senza cancellare i messaggi, come ha già fatto ripetute volte da Facebook (pagina Think Dog), dimostrerebbe, quantomeno, di credere in ciò che afferma.

    Cordialità

    Massimiliano Guerrini

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      La prossima settimana dedico un’articolo all’aggressività. Credo che lei debba studiare almeno le basi dell’etologia. Posso certamente accettare che ci siano cani più aggressivi da quello in video, ma dire quella non è aggressività, significa non conoscere il comportamento del cane. Oppure giocare sporco.

      In secondo luogo, non aborro il collare. L’ho usato per anni, ma ottengo più risultati con la pettorina, che si rivela al contempo più idonea a preservare la salute del cane: http://www.arcaveterinaria.it/index.php/area-sanitaria/cane

      Terzo: il mio metodo lo mostro all’opera, in privato e in pubblico da diciotto anni. Ho lavorato con pettorina un’Asia Centrale morsicatore in diretta TV, negli studi RAI. Per diamine non pensa che avrei avuto vita breve se le cose stessero come lei dice?

      Quarto: cancello i commenti dei maleducati o di chi è in malafede, poiché come può vedere sia qui che FB è pieno di commenti “contro”, che però pubblico.

      Insomma lei fa affermazioni fuori luogo e non corrispondenti al vero. Immagino che il motivo sia il grande riscontro che ha il mio lavoro. Guardi come stanno le cose. Abbiamo metodi diversi. Pubblichi i suoi video se vuole mostrare la bontà dei suoi metodi, viviamo in un Paese libero.

      • Massimiliano Guerrini ha detto:

        Innanzitutto la ringrazio per la risposta, che apprezzo sinceramente.
        Libertà di espressione innanzitutto. Ha perfettamente ragione. Dubito si viva in un paese completamente libero, purtroppo.
        Siamo tutti ignoranti Sig. Vaira, io per primo; in realtà non si finisce mai di imparare in questa vita. I santoni, i guru, non esistono.
        Ciò premesso, mio malgrado, non mi sento chiamato in causa dalla descrizione da lei fornita del sottoscritto. Disporre sensibilmente del sapere in modo consono credo sia tutt’altra cosa. Potrei comunque affermare lo stesso di lei quanto alla psicologia canina. Non è dimenticandola in virtù delle settimanali “nuove e moderne teorie cinofile” che diffonderà un messaggio in linea con i dettami di madre natura. Rifletterà meramente creazioni umane che, in quanto tali, sono frequentemente rivolte ad altre finalità. Le trovo meno nobili.
        Sarei lieto di vederla in un video in cui gestisce un cane mai incontrato prima, adulto, di un certo peso, di buona/ottima aggressività, magari indocile, con una pettorina a H e un guinzaglio lungo, magari potessi! Sono certo che ne trarrei un buon insegnamento. Lo dico senza ironia e con rispetto per il suo lavoro. Lascerei a ogni buon conto perdere le dirette TV. Sono per lo più, nella mia piccola esperienza, costruite ad hoc per l’evento.
        Da 0 a 10, quale livello di aggressività’ intraspecifica attribuisce al cane del video, per quanto ci ha potuto mostrare? Le posterò dei video di cani aggressivi su Think Dog se lo desidera. Pagina su cui non cancella in verità solo i post che reputa offensivi, maleducati (in questo caso avrebbe ragione). Mi dica lei dove dovrei caricarli esattamente.
        La pettorina…una diatriba infinita. Dimentichiamoci, inter alia, che il cane nasce cacciatore, che la struttura dei muscoli del suo collo è ben più robusta di quella umana e che potrebbe agevolmente sopportare gli stimoli meccanici derivanti dall’abbattimento di una preda proprio grazie a loro. Ha presente di quale intensità? Potremo scrivere enciclopedie sull’argomento e produrre innumerevoli argomentazioni fondate a favore di quanto affermo. Perché non parliamo di sponsorizzazioni per chi le promuove invece (non mi riferisco a lei personalmente), ai margini di profitto di una pettorina rispetto a un collare, ecc., ecc. Sa cosa? Ho il timore che in questo periodo il principale veicolo commerciale in cinofilia sia proprio il collo del cane, su cui leggiamo le più incredibili fantasie. Se vuole continuo, ma potrei diventare sgradito, sebbene non maleducato, ed essere cancellato.
        Da quanto si vede in rete, ecc., senza offesa, lei sembrerebbe ottenere risultati su cani piuttosto docili, con un profilo caratteriale semplice, che, per assurdo, potrebbero non avere neppure bisogno di una pettorina. Non trovo nulla di male in ciò, tuttavia occorrerebbe essere ancora più chiari; c’e’ chi, con cani diversi, potrebbe farsi molto male senza i necessari insegnamenti.
        Perché non dedica una delle sue lezioni a illustrare compiutamente alle persone la teoria e la pratica sulle doti caratteriali del cane? Come le stesse impattano nella gestione dei soggetti di cui pubblica i video, ad esempio. Sarebbe un buon allenamento, non solo alle emozioni.
        Un vizio capitale che non ho mai conosciuto è l’invidia Sig. Vaira. Io la stimo come imprenditore. Sotto il profilo cinofilo, viceversa, mi conceda gentilmente il beneficio del dubbio.
        Cordialmente
        Massimiliano Guerrini

        • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

          La diretta televisiva, proprio perché avviene “in diretta” non può essere costruita. Puoi costruire il “set”, l’ambiente (ma questo succede in ogni campo d’addestramento), ma hai tempi dettati dal regista e non puoi usare i tuoi e tutto quello che avviene è lì, non puoi montare, tagliare, aggiungere, come invece succede per trasmissioni come quelle di Cesar Millan. Quindi il lavoro sul pastore dell’Asia Centrale mordace, rimane, gestito con pettorina e guinzaglio lungo.

          Su cosa spiegare o mostrare in video, lo scopo è aiutare la gente. Fino ad oggi fra TV e web, milioni di persone hanno visto i miei lavori e le cose sono cambiate in meglio per loro. E i danni che i miei colleghi o pseudo-tali affermavano che avrei fatto, invece, non sono mai avvenuti. Per cui se permette qui ho un po’ di esperienza. Non è una questione fra me e Lei, ma fra me e la mia onestà intellettuale, fra me e i cani e le famiglie che posso aiutare. È su questo che prendo le mie decisioni: qual è il video che possa creare il miglior impatto possibile per il maggior numero di cani e famiglie? Comprende? Non devo dimostrare nulla a nessuno, non ne avverto il bisogno, voglio solo una vita migliore per ogni cane.

  • Jenka ha detto:

    Ciao! Continuo a non capire una cosa.. perche’ tutti si concentrano sul problema del cane anziche’ sul problema che la proprietaria non sa cominicare col suo cane? Mi domando se gli educatori non vogliono insegnare la comunicazione, perche’ cosi’ non esisterebbero piu’ problemi tra cane e uomo e quindi non avrebbero piu’ lavoro, o se invece non la insegnano perche’ non la sanno neanche loro.

  • Roberto ha detto:

    Grazie Angelo, ho letto Dritto al cuore del tuo Cane e l’ho trovato interessante ed utile. Domani provero’ con il mio pitt ad applicare i tuoi consigli esposti nel video di Duke…speriamo bene !!

  • patrizia daffinà ha detto:

    Angelo il video ha confermato l’idea che ho di te e del tuo lavoro…perfettamente in linea con il nostro ! vai nel sito a leggerti il regolamento del Pentadog® , sport che ho inventanto per sviluppare l’empatia tra persone e cani e te ne renderai conto . Immagino che potremo fare un lavoro sinergico di grande respiro …. attendo una tua proposta per la prossima estate 😉
    grazie e buona vita
    papi

  • Umberto ha detto:

    Mamma mia, finalmente sento dire qualcosa di sensato su questo argomento. Bravo e intelligente. Complimenti e grazie.

  • Giusi ha detto:

    La felicità di Marzia mi ha fatto a dir poco commuovere, conosco molto bene la frustrazione di una passeggiata che dovrebbe essere un momento rilassante e invece si trasforma spesso in un incubo, per chi come me e il mio Patato si ritrova a dover affontare gli stessi problemi. Siamo riusciti a migliorare l’atteggiamento e la qualità delle nostre passeggiate nel corso degli anni ma a volte mi ritovo in panne in certe situazioni. Sopratutto nei confronti di cani di grossa taglia Incrociati durante le nostre passeggiate, il mio ha la tendenza a sdraiarsi a terra in una posa che definirei da punta, pronto a scattare alla prima alzata di testa del cane di turno. La soluzione migliore immagino sia quella di anticipare la sua intenzione richiamandolo o distraendolo ma non sempre mi riesce. Riuscire a “tirare” un cane di 35 kg Che non accenna ad alzarsi ma che fissa il malcapitato di turno è parecchio frustrante. Avresti qualche consiglio da darmi?
    Grazie mille!
    Non vedo l’ora di vedere altri video!

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