Consumare o generare Conoscenza?

knowledge conoscenza

Divulgare è il primo salto di livello.

Dall’essere consumatori di Conoscenza ed usarla per noi stessi, diventiamo in un certo senso “produttori” di Conoscenza. Forse perchè ci accorgiamo che ne deriva un maggiore appagamento o forse perchè finalmente “vediamo” che è più utile fare così. Eppure credo che sia un divenire spontaneo delle cose. Evolviamo internamente, rimuoviamo dei blocchi ed è come se cominciassimo ad “espanderci”. Troviamo punti di connessione con gli altri, in diversi livelli, mentale, fisico, emotivo, spirituale.

Ci sono diversi modi in cui la Conoscenza fluisce tra gli esseri. Non c’è n’è uno giusto ed uno sbagliato. Piuttosto ognuno è appropriato o meno alla situazione ed ai soggetti coinvolti, per cui funziona oppure no. Come nel caso del video. Per alcune persone quelle informazioni date in quel modo sono utili a motivare ad uscire da vecchi schemi. Per altri sono vecchie e antiquate. Ma tutto ha un senso. Basta che ognuno si renda conto che può fare la differenza.

Come? Sii consapevole di essere un canale. Non sei tu a fare il lavoro quando esso è eccellente. E’ Qualcosa che scorre. Apriti e lascia che sia essa a lavorare attraverso di te.

Quando questo accade nota quanto è più alto il livello di appagamento. E che se è così in fondo non c’è alcuna separazione.

Non più un cane, non più tu, non più Conoscenza.
Tutto è uno.

C’è chi ha aperto le orecchie ed ascolta tutta la sinfonia, senza attaccarsi a nessun suono in particolare. C’è chi non lo ha ancora fatto e si aggrappa ad un solo strumento, perdendo tutto il resto. Trattieni e perderai. Lasci andare e guadagnerai.

Quando ho cominciato questo lavoro ero entusiasta. Volevo condividere. Lasciar andare le mie conoscene a briglia sciolta. Hanno cercato di insegnarmi a trattenere a non dire tutto, perchè altrimenti altri avrebbero avuto conoscenza e quindi potere.

Ma la vera conoscenza, quella con la “C” maiuscola, non sta nelle cose che sai. Sta in Chi diventi.

11 Commenti

  • Anonymous ha detto:

    credo che la vera mancanza di mezzi sia la non conoscenza, perchè non so cosa mi serve sapere, il limite è dato dagli ostacoli che noi stessi poniamo di fronte alla possibilità di conoscere, gratis o a pagamento che sia; non mi dispiace condividere le cose che conosco, anche se molte di queste hanno avuto per me costi molto alti (non solo economici), però tollero poco i tanti che a volte pretentono di sviluppare la propria conoscenza profesionale futura e presente senza investire su se stessi, senza spendere e senza spendersi, senza mettere in discussione le conoscenze pregresse, sminuendo sia la professione (prendendo cioè alla leggera le persone,i cani,le loro relazioni),sia il valore e la quantità delle conoscenze necessarie.luigi

  • anna ha detto:

    Le “solite casualità”…Oggi ho acquistato un libro pensando: “ma che sto comprando?!?” Le autobiografie degli artisti non mi sono mai interessate particolarmente! Ma questo libro “mi chiamava” e così sono uscita dal negozio con in mano “La musica in testa” di Giovanni Allevi. E’ sicuramente uno dei miei artisti preferiti, ma mai avrei pensato di comprare il suo libro. Bhè, l’ho divorato in poche ore! “La Musica viene a trovarmi all’improvviso.Arriva, già definita nella mia mente.Per anni ho avuto la pretesa di pensare che fosse frutto della mia ispirazione, o della mia bravura. Poi però è diventato sempre più chiaro che la Musica è una vera e propria entità, davanti alla quale la mia possibilità di scelta è davvero minima. Lei infatti possiede una struttura interna già definita e concreta, che io non posso che rispettare.Allora in cosa consiste la mia abilità?Nell’essere ricettivo, nell’aver acquisito nel corso di intensi anni di studio gli strumenti per poterla plasmare, per poterla fermare sulla carta.Quando, dall’indefinito, un gruppo di note irrompe nella mia mente, è lo stesso frammento musicale a esigere di essere sviluppato secondo la sua volontà, non la mia. Io non ho scelta: forme e direzioni sono già insite nella Musica, e a me resta solo il compito di svelarle.Cosa voglio io dalla mia musica?Che faccia un discorso, che abbia delle tensioni interne, che sia temporale, non statica.Ma soprattutto che esprima se stessa usando tutte le mie energie come quelle di un suo umile manovale”Tanto è bella la sua Musica, tanto è bello il libro! Lo consiglio a chiunque, ma soprattutto a chi ha voglia di credere nel valore della conoscenza e dei propri sogni…

  • Anonymous ha detto:

    Esatto.Quello che mi domando ora è…buoni propositi per questo settembre?Sù, ognuno di noi.Cosa avete intenzione di fare, finite le ferie, per diffondere conoscenza?Facciamo un bilancio di questa discussione!Sara

  • anna ha detto:

    Una delle cose più importanti che ho imparato da Massimo è la sincerità… almeno con la persona al mondo a cui raccontavo più frottole: me stessa!E’ così che ho scoperto che ogni volta che sostenevo di non fare una cosa per mancanza di mezzi o di tempo, non era vero! I motivi erano sempre e solo due: o non mi interessava realmente, o ne avevo paura. Il problema è che a mascherare ciò che non vogliamo vedere siamo tutti bravi, e quindi noi per primi non siamo coscienti di ciò che realmente motiva le nostre azioni… o la loro mancanza.Oggi con molti meno mezzi e tempo, riesco a fare molte più cose, semplicemente perchè le voglio veramente. E’ incredibile quanto sia vero il detto: “Volere è Potere”!Quindi, se aspettiamo domani a fare qualcosa perchè pensiamo che oggi non ne abbiamo la possibilità… bhè, ci sono buone probabilità che quel domani non arrivi mai.Se Massimo avesse aspettato di avere tanti mezzi per cominciare a donare e a diffondere, non sarebbe stato coerente con la Conoscenza che possiede e con Se stesso. Ciò che lui ora fa in grande, ha cominciato a farlo in piccolo fin dal primo giorno. Lui si preoccupa semplicemente di fare una cosa: Dare in ogni momento il massimo che è nelle sue possibilità.Secondo me, “volendo”, potremmo farlo anche noi!

  • Anonymous ha detto:

    Ogni tanto apro un intero armadio quattro stagioni chiuso ermeticamente e mi piovono addosso vestiti da sera lunghi, pantaloni di seta, scarpe di Prada con tacchi vertiginosi. Non so quante migliaia di euro sono “ferme” in quell’armadio.E me ne pento. Mentre non mi pento delle cifre altrettanto vertiginose che ho dato ad un amico -allora perfetto sconosciuto!- per salvare dei cavallini che sennò avrebbero fatto una brutta fine.Qualsiasi cosa è un mezzo.Ho visto il mio Maestro Falconiere parlare di Zen, filosofia, PNL e vedere come dei “mezzi” che detesto nelle sue mani erano invece positivi e servivano per arrivare al cuore delle persone.Tutto dipende da chi usa e come usa, non da cosa usa.Si deve trovare un giusto mezzo. Chiedere a chi ha, ma pensare anche a chi non ha.E pensarci ORA, non dopo che ho accumulato mezzi.Il giovedì sera tengo corsi gratuiti per volontari di canile. Sono due-tre ore a settimana che a me non cambiano niente, ma a qualcuno cambiano molto.Bastano piccole cose.Sara

  • anna ha detto:

    Dimenticavo! Le attività create da Massimo, sostengono economicamente anche due associazioni di solidarietà attive in Etiopia, Eritrea e Madagascar… giusto per non dimenticarsi di chi il problema della Conoscenza ancora non se lo può porre: più che a “Vivere”, c’è chi deve pensare a sopravvivere!Questo dovrebbe essere il vero Potere! Questo dovrebbe essere il Potere della Conoscenza… e dei soldi!

  • anna ha detto:

    Quando decisi di iscrivermi alla scuola di yoga e meditazione che sto seguendo, ero frenata da un grosso dubbio: è giusto far pagare per diffondere la Conoscenza? Quando si tratta di Conoscenza di tipo spirituale, questo dubbio è ancora più forte e diffuso.Ad una settimana dalla chiusura delle iscrizioni decisi che quelle persone mi ispiravano una tale Fiducia e Bellezza, da mettere i dubbi da parte e dire: “proviamo, e poi vediamo che succede”.Sono passati 2 anni… e sono passati anche i dubbi.Ho capito che i soldi sono una forma di “energia”: se non hai energia non vai lontano e se non vai lontano non diffondi.Quando nel 1984 Massimo (il nostro Maestro) decise di insegnare yoga, aveva due possibilità: farlo gratuitamente o quasi, o farsi pagare. Scelse la seconda e ne sono felice, perchè in caso contrario dubito che avrei avuto la possibilità di conoscerlo.Perchè racconto questo? Perchè penso che lui sia un Esempio (davvero con la E maiuscola!) di come i soldi vanno usati e di come sia possibilie essere contemporaneamente “manager” e “missionari”.Se lui avesse scelto di diffondere la Conoscenza gratuitamente, quanti l’avrebbero raggiunta grazie a lui? Qualche decina di persone di Modena e dintorni, forse qualche centinaio. Invece, grazie ai soldi che lui ha guadagnato e rinvestito, oggi esiste: – un’associazione con 10 sedi diffuse in tutta Italia, che oltre ad organizzare corsi di vari livelli e per tutte le tasche, organizza tantissime conferenze gratuite – una casa editrice indipendente, che oltre ai libri pubblica una rivista gratuita (che sta per essere tradotta in varie lingue e diffusa anche all’estero) – una seconda associazione, che sta nascendo proprio in questi giorni, totalmente rivolta ai bambini.Ciò che fa la differenza, in Massimo e in tutti gli altri che all’interno dell’associazione hanno deciso di lavorare, è che nessuno di loro pensa a trattenere, nè la Conoscenza, nè i soldi. Non fanno la fame, ma tutto ciò che viene guadagnato in più rispetto al necessario per mantenere un tenore di vita assolutamente normale, viene rinvestito nell’associazione per permettere nuove iniziative ed una sempre maggiore diffusione della Conoscenza.Non so voi, ma fino all’altro giorno io pensavo a guadagnare solo per godermi maggiormente la vita (cioè: bella casa, bei vestiti, bella macchina, viaggi, ristoranti, ecc.ecc.). Per fortuna ora, con molto, molto, molto meno, la Vita me la godo molto di più!I soldi servono e non c’è nulla di male nel volerli guadagnare, ma ricordiamoci sempre che sono un mezzo e in quanto tale vanno usati. L’energia, per essere sana, deve fluire, l’accumulo è dannoso quanto la carenza.”la vera conoscenza, quella con la “C” maiuscola, non sta nelle cose che sai. Sta in Chi diventi.”Vero! E penso che Massimo sia un ottimo Esempio per tutti!

  • Anonymous ha detto:

    Trovo anche davvero fondamentale l’iniziativa di cui stiamo ciacolando sull’altro blog degli educatori, cioè di partire ad insegnare ai bambini.La cosa più bella che ho visto è stata un bimbetto che diceva alla mamma di non avvicinars a Nura perchè lei è tanto carina con lui ma ora vuole stare tranquilla perchè hanno già giocato. E in effetti Nura era “cotta” e se ne stava dietro di me spaparanzata.Si cambia la base…sara

  • Anonymous ha detto:

    Penso con questo post si riassumano due paralleli…quello di Cesar che era qui e quello sul blog della scuola educatori.Penso che i cavalli senza briglia prima o poi vadano a spaccarsi le zampe sulle rocce, mentre l’asinello che va avanti passo dopo passo arriva fino in cima.Ogni cosa viene a suo momento,a nche divulgare la conoscenza.Poi, come si concordava con Anna, penso si debba essere un po’ ovunque. Ovunque soprattutto ci siano animali e, come ho già detto più volte, soprattutto dove NON sono trattati come vorremmo.E imparare a stare zitti, anche se è difficile.E’ più facile fare un’osservazione ad una persona di cui ci siamo conquistati la fiducia che fare critiche ad un estraneo.E non dobbiamo pretendere che tutti abbiano la maturità di accettare che a noi qualcosa non va bene in quello che fanno loro, magari da anni e anni.Quindi…gran calma.Dove eravamo noi anni fa?Quindi…zitti.Poi passiamo al fattore costi. E’ giusto che chi di queste passioni o interessi ha fatto un lavoro, guadagni da vivere.Ma a volte i costi sono davvero esagerati. Lo stipendio medio di 1000-1200 euro al mese, con affitto o mutuo, magari un figlio da mandare a scuola, concede 300-400 euro di corso più viaggio e albergo?Nessuna delle persone che conosco riesce manco a far saltare fuori una pizza, o sta andando dove i corsi costano 100 euro al week-end. Che non vuol dire minore qualità ma più accessibilità.Penso che nessuno di noi morirebbe di fame a fare un mini seminario ogni due mesi gratuito. O con un prezzo d’ingresso simbolico.Io lo farò a Roma e il ricavato andrà al rifugio che mi ospiterà…vi assicuro che è fattibile.Poi è bello coinvolgere altre persone, altre strutture, anche che non c’entrano nulla.La Toscana è piena di centri d’equitazione e così via.Bussate e vi sarà aperto.Sara

  • anna ha detto:

    Bellissimo post Angelo!E’ vero, tutto ha un senso: dal video tanto criticato alle nostre “discussioni”, ciò che può essere inutile o addirittura dannoso per alcuni, può essere invece utile e di stimolo per altri. Ognuno trae da ogni esperienza ciò che può e ciò che in quel momento gli necessita per evolvere, perchè la Vita, in ogni caso, va sempre in questa direzione.Su una cosa stavo riflettendo…E’ possibile essere consumatori di Conoscenza? Penso che finchè si resta nell’ottica del consumo e dell’utilizzo per se stessi, non sia vera Conoscenza. Perchè la vera Conoscenza porta (come giustamente dici in modo naturale ed automatico) a distaccarti da te stesso, a sentirti un canale, un mezzo che la Vita usa e il cui unico scopo è di servire e di essere utile. Non vivi più nell’ottica dell’avere ma nell’ottica del Dare.E’ anche vero però che alla Conoscenza con la C maiuscola ci arrivi sempre partendo da una spinta egoistica, e quindi, come detto sopra, tutto ha davvero un senso… bisogna solo aprirsi ed imparare a vederlo.Ok… mi sono risposta da sola! 🙂

  • Alex ha detto:

    Mi sono trovata spesso di fronte a persone che credono che ciò che sanno, magari perchè fonte della loro sussistenza, sia da tenere solo per se.Per diffondere la cultura, cinofila o altro che sia, è necessario sfruttare ogni minima occasione che si ha per condividere quello che si sa. Non presunzione, non dittatura, ma condivisione.Parlando delle mie idee con altri educatori ho avuto diverse reazioni:il 70% ti guarda, ti fa il sorrisetto ebete come a dire “che cavolo dici, ma che ne sai tu”, e appena ti allontani è pronto a criticare con i suoi colleghi, clienti e amici.Il 30% ti guarda con una luce negli occhi che indica chiaramente la voglia di provare, capire se quello che dici può funzionare.Bene….. sarà quel 30% a fare la differenza.

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