Corso per Istruttori Cinofili? Parla tu! Ti ascolto…

Con questo post, hai la possibilità di dire a tutti la tua opinione sui corsi per educatori cinofili o per istruttori cinofili.

Tante persone continuano ad inviarmi email o a fermarmi durante i corsi per chiedermi cosa ne penso di una scuola o di un’altra.

Quello che posso dire è che ho contribuito con le mie lezioni alla formazione di diverse centinaia di educatori o istruttori. Sei anni fa ho lavorato nel corso per istruttori GIAC (SISCA – SCIVAC), ho fondato successivamente la Scuola Cognitivo Zooantropologica, assieme a Roberto Marchesini ed i colleghi Spennacchio e Panozzo. Ho tenuto diversi corsi, seminari ed interventi didattici su invito di svariati gruppi, associazioni ed Università.

Ora ho la mia scuola, ma non voglio dirti perchè non iscriverti altrove, posso solo dirti perchè quando ti iscrivi in ThinkDog ne rimani entusiasta. La scuola per istruttori ThinkDog è stata la prima ad offrire una formazione di altissimo livello (approccio cognitivo-zooantropologico, teoria dei sistemi, pnl, ecc.) con un perfetto equilibrio tra teoria e pratica. La prima a puntare tutto sui risultati piuttosto che su le sole conoscenze. La prima a creare un sistema che ti permette di lavorare facilmente e col supporto di una comunità di colleghi altamente interattiva. E questo solo per cominciare: mi fermo qui perchè avrò modo in futuro di parlarti meglio della Scuola per Istruttori Cinofili ThinkDog.

Oggi voglio concentrarmi su un’altra cosa.

Una cosa che ancora una volta ThinkDog sarà la prima a fare:

PARLA TU!

Quante scuole hai conosciuto fin’ora che chiedano agli allievi COSA VOGLIONO TROVARCI ALL’INTERNO?

Quali sono i tuoi bisogni?

Come pensi che sia megio strutturare una scuola?

Che tipi di persone devono essere gli insegnanti? Con quali esperienze?

Quali cose vorresti essere in grado di fare alla fine del corso?

Quali sono le materie che ti affascinano?

Che tipo i rapporto vorresti ci fosse tra gli insegnanti?

E tra te e gli insegnanti?

E che tipo di atmosfera vuoi trovare in aula?

E così via…

E’ vero non puoi sapere tutto in anticipo. Ed a molte cose deve pensare chi progetta il corso. Ma è anche vero che il progetto sarò fatto meglio tenendo conto anche dell’opinione dei futuri allievi.

Se sei già un allievo del corso per educatori ThinkDog, puoi lasciare un commento su come ti sei trovato, su cosa ti è piaciuto particolarmente o su cosa vorresti che ci fosse per i tuoi futuri colleghi. Puoi anche dialogare con loro direttamente attraverso questo specifico spazio.

E allora avanti, clicca qui sotto e lascia un commento!

PS: puoi lasciare il tuo commento su tutti i post (= miei “articoli”) che leggi in questo blog

10 Commenti

  • Anonymous ha detto:

    pensavo di essere”pratico” di cani. li ho sempre avuti, li ho sempre amatiho frequentato il corso educatori think dog quasi per curiosità e parlando con angelo la prima volta ho avuto subito la senzazione di parlare con una persona che avrebbe potuto dare quel tocco in piudopo un anno ho avuto la conferma di tutto cioprima guardavo i miei cani, ora li osservo. ora li incomincio a capire. ora mi rimprovero dentro capendo che molte volte ero io a non capirli. ma loro erano li ad invitarmi continuamente a farlo, senza pretendere nulla.al di la del futuro pezzo di carta di riconoscimento ho avuto un grandi cambiamenti interni verso gli animali e verso me stessoè stato un grande insegnamento di vitaciao a tuttifabrizio-pescara

  • Anonymous ha detto:

    Purtroppo mettere in mano un pezzo di carta a delle persone crea sempre dei problemi di natura etica che credo siano infiniti e dei quali sia impossibile discutere perche’ non si finirebbe piu’. A me secca che nel mondo cinofilo mi pare si stia andando sulla stessa strada di tutto il resto. Ci sono avvocati cinici a cui viene data una laurea con 110 e lode, medici imbranati che fanno i primari e via discorrendo. Mi sembra insomma che stia gia’ commercializzando un settore che in realta’ e’ cresciuto da poco. O forse proprio questo suo boom lo sta rendendo tale. E come si fa’ a sapere se la persona a cui si sta dando il famoso pezzo di carta diventera’ una Biancaneve dei boschi a cui i cani si avvicinano festosi o invece la strega cattiva che fa fuggire tutti? Beh, come in tutte le libere professioni, il passaparola e’ fondamentale. Il vedere, confrontare, sentire cosa le persone dicono e fanno lo e’ ancora di piu’. Forse la valutazione non va fatta in base ai certificati, giudicando bene o male chi li ha dati(magari anni luce prima) e chi li ha presi, ma va data nell’ hic et nunc. Penso cioe’ che vada responsabilizzato di piu’ il cliente che non l’addestratore. E fare un corso che ti regala una certa visione del cane puo’ aiutare a distinguere la farina dall’loglio. Come quando scegliamo una scuola per i nostri figli, anche se non siamo insegnanti, l’istinto ci dice cosa e’ giusto o cosa no. Gli istruttori penso abbiano una grossa responsabilita’, da loro dipende il benessere di degli esseri viventi, quindi, se non faranno bene il loro lavoro, penso dovranno avere a che fare solo con la loro coscienza e rispondere solo a lei. Io mi sono trovata ad avere a che fare con emeriti cretini, almeno secondo la mia visione del cane, ma nessun cane e’ mai uscito da casa mia. Se non ci si trova, si va da altri, da altri, da altri, finche’ non si trova la password per il cuore del proprio cagnoccio. Questo e’ quello che penso ora, diverso da quello che pensavo un mese fa, devo dire. Forse un corso deve solo gettare dei semi di sensibilita’. ed e’ secondo questa sensibilita’ che uan persona capira’ se e’ pronto per insegnare e affrontare un compito tanto difficile con coraggio, umilta’ e determinazione o se vuole solo essere un proprietario serio e migliore. Sara

  • Alex ha detto:

    Se fai un salto a Roma, anche se in incognita, a me e Adele puoi dirlo ;-)))Alex

  • Adele ha detto:

    Sono andata su google ed ho digitato “Corso per istruttore cinofilo”…. cosa offrono di più riguardo alla frequenza ? E perchè criticare questo corso Think dog senza conoscerlo o almeno criticarlo sull’unica cosa che superficialmente si conosce “dal di fuori” e cioè la frequenza ?Certo non si può e non si deve generalizzare, non conosco gli altri, ma ho conosciuto questo e così come so che se una cosa nn la assaggio non potrò mai sapere che gusto ha, allo stesso modo so che nessun corso mi aiuterà a diventare un buon genitore o un buon maestro se non ho la consapevolezza che …”gli esami non finiscono mai” !Ora qualunque cosa io decida di fare, dopo aver avuto una “etichetta” da istruttore, ecc. devo avere in me ben chiaro che infinite sono le possibilità e gli eventi nella vita compresa quella di cambiare e mutare le mie conoscenze, esperienze, deduzioni e farmi, interagendo, plasmare e crescere da e con essi.Adele

  • Angelo Vaira ha detto:

    Alex,Non sono le idee, ma i risultati che contano.Lo ripeto ancora una volta: bisogna guardare cosa sanno fare gli allievi quando escono dalla scuola per poter valutare.Io sono orgoglioso di ciò che hanno imparato e sanno fare i miei allievi.Non ho visto una tale crescita in nessun altro corso a cui ho preso parte ed il motivo è che oggi non si sa ancora cosa significhi fare FORMAZIONE.Il tuo interlocutore sa cosa significa formare?Sa che è necessario che è meglio che tra un insegnamento e l’altro ci sia del tempo?Sa che in realtà durante il mese in cui non ci si vede si continua a lavorare, studiare, “tirocinare”, e confrontarsi?Lui come alternativa cosa propone? E soprattutto: di cosa ha paura?

  • Alex ha detto:

    Nel discutere di corsi per diventare istruttore cinofilo qualcuno mi ha dimostrato tutta la sua disapprovazione. Perchè???Semplice, non si può imparare in uno o due anni con frequenza di due-tre giorni al mese, tutto quello che un istruttore dovrebbe sapere e che ci vogliono anni di esperienza per imparare.Alcune persone non ritengono giusto che alla fine di questi corsi sia dato un attestato riconosciuto che ti identifica come istruttore cinofilo e ti permette di praticare.Io non sono proprio daccordo, Voi che ne pensate???

  • Anonymous ha detto:

    Sono un’allieva del Corso Educatori Thinkdog 2006/07, il corso si è appena concluso e vorrei dare una testimonianza di che cos’è: Thinkdog.Quando entri nel mondo della cinofilia per passione, sport, per lavoro o semplicemente perchè ami i cani, conosci un mondo che non sempre riesci a riconoscere e spesso ti senti un “cinofilo” più o meno preparato, ma non ti senti mai veramente parte di quel mondo, a me è successo così.La frequenza di decine tra corsi, stages, seminari, eventi, sport, campi, letture di ogni tipo, non sono mai stati abbastanza.Thinkdog è la svolta, è il cambiamento!E per me è stata La Scuola.Oltre ad avermi dato una preparazione teorica e pratica così professionale, dettagliata, precisa, (per me fondamentale l’approccio cognitivo-zooantropologico e la pnl) e approfondita da un’accurata bibliografia e con insegnanti di altissimo livello, mi ha fornito gli strumenti cognitivi per sviluppare capacità e ottenere dei cambiamenti positivi nelle relazioni uomo-cane e di conseguenza in tutte le relazioni tra esseri viventi.La capacità di “trasmettere”, di entrare in “sintonia” con chi mi sta davanti l’ho imparata qui.L’apprendimento di tutto è stato anche supportato dalla forza di un bellissimo gruppo ben coeso, fatto di persone con percorsi ed esperienze diverse, ma con la stessa motivazione a realizzare obiettivi comuni.Offrendo ognuno le nostre capacità e competenze abbiamo rimesso in gioco noi stessi e lavorando in team SENZA competere, ci siamo invece posti su livelli di ascolto e di fiducia che ci hanno permesso di comprendere e di raggiungere mete di conoscenza e di apprendimento inimmaginabili.Ovviamente fautore di tutto questo è Angelo Vaira che come ogni grande leader sa fare, ci ha guidato con sensibilità e forza in questo fantastico percorso che per tutti noi è indimenticabile.Finalmente…GrazieMonica CasalettoAllieva Corso Educatori Thinkdog 2006/07

  • una allieva della scuola ha detto:

    Vi racconto quello che ho visto in questa scuola in questi mesi :formatori, non insegnanti, che compongono un “tutto” professionale fatto di più diversitàun gruppo “in” formazione, con la sua unità interna, pronto ad aprire le porte all’esterno e a condividere con altri il proprio spazio formativo“il” gruppo come spazio di incontro e di confronto, agente di cambiamento e luogo di appartenenza, in cui le differenze vengono valorizzate come risorsela possibilità di “dare forma” al proprio stile ed ai propri obbiettivi professionali attraverso l’”azione”, ossia mediante processi che favoriscono il coinvolgimento e l’apprendimento attivo del gruppo e ho visto anche :un formatore che raggiunge una ragazza con il suo cane in fondo a un campo, dove forse si è un po’ persala “danza” di una formatrice insieme ad un cane mentre lo conduce al guinzagliola capacità di mettere in comune fatica e sofferenza da parte di chi tutte le mattine si chiede se avrà la forza di lavorare ancora con il suo cane, e di chi con il suo cane non poteva quasi più uscire di casala timidezza trasformata in poco tempo in capacità di ascolto ed accoglienza nel grande sorriso di una ragazzauna formatrice che in pochi minuti riesce a comprendere e a rappresentare con un’immagine la qualità ed il significato profondo della relazione di una persona con i suoi caniPer questo, e per molto altro, mi sono sentita a casa, ri-sentendo e ri-pensando a volte a “densi” momenti con vecchi compagni di gruppo di qualche anno fa.

  • Anonymous ha detto:

    Senza entrare nel merito dei vari corsi delle varie scuole, penso in genere che chi esce con un diploma di educatore/istruttore dovrebbe essere molto monitorato se decide con quel “pezzo di carta” di aprire a sua volta un centro cinofilo. Non è detto che tutti abbiamo esperienza a sufficienza (dipende da mille fattori variabilissimi) o che abbiano la capacità di comunicare tali esperienze. Non penso si debba aiutare solo il cane, ma cane e famiglia, quindi si può essere preparatissimi dal punto di vista cinofilo ma estremamente poco diplomatici o efficaci nel motivare le persone o comunque nel proporgli dei cambiamenti (mi includo pure io nel mucchio, è uno dei miei più grandi difetti). E quello che si trae da un corso è estremamente soggettivo. Penso insomma che alcune persone in aula possano sembrare degli istruttori provetti, ma nella vita “quotidiana” lavorativa lascino desiderare. Una cosa è gestire un cane che non si mette “terra” per mezz’ora, un’altra farci dieci o venti lezioni. Quindi alla fine spesso chi esce dai corsi educatori et similia ha moltissime conoscenze, ma non è detto che sia…”psicologicamente” pronto a gestire poi un suo campo.E purtroppo ci sono molti campi di istruttori pluridiplomati con dieci allievi felici (che magari nemmeno sanno che si potrebbe fare molto di più con il loro cane) e altri duecento che sono fuggiti perchè insoddisfatti.Forse andrebbe fatta una differenziazione a priori tra chi segue un corso come privato e chi come futuro istruttore. Penso anche che nemmeno chi insegna ai corsi abbia mai finito di imparare (nemmeno i cani finiscono mai di imparare tra di loro, quindi figuriamoci…) e che quindi, quando commette un errore, dovrebbe cogliere l’occasione per imparare e insegnare, non passarlo sotto silenzio. Queste in genere sono le due “pecche” che ho visto ovunque. Di Thinkdog mi piace, per quello che so, non essendo un’allieva “abituale” -anzi- l’atmosfera rilassata che c’è in aula e il fatto che si stimolino molto le persone a darsi delle risposte da soli: insomma, niente situazione-soluzione da imparare a memoria. Penso che aiuti molto ad imparare ad usare il proprio buon senso e a ragionare. Mi piace anche il rapporto molto diretto con gli insegnanti, per quello che ho percepito.Sara

  • Alex ha detto:

    Sono solo tre anni circa che mi interesso di cinofilia e ho letto tanti libri, conosciuto diversi metodi e teorie e sono sempre stata orientata verso i metodi gentili, ma il metodo ThinkDog mi ha affascinato per il tipo di approccio e la profondità degli argomenti e spero veramente di diventare un allieva dei prossimi corsi.Mi piacerebbe trovare un ambiente senza rivalità e dove tutti vogliono collaborare per raggiungere un unico fine “il benessere del cane”.Quindi mi aspetto che lo staff scelto per preparare i futuri istruttori lavori in completa armonia, avendo veramente voglia di condividere la propria esperienza con gli altri perchè solo così si può sperare in una diffusione a tappeto della cultura cinofila.Alla fine del corso sarebbe bello riuscire a lavorare con più cani possibili e fare di questa passione un mestiere, ma se questo non fosse possibile, vorrei almeno essere in grado di gestire al meglio il mio cane e di aiutare tutte quelle persone che non si sono mai avvicinate veramente al loro cane e che incontrerò nell’arco della mia vita (i soliti amici dei giardinetti o quelli incontrati per caso). Insomma mettere al servizio del cane la conoscenza acquisita. Sono particolarmente affascinata dalla conoscenza più profonda del cane, vorrei riuscire ad entrare in contatto con lui, con la sua mente. Comprendere, conoscere e riuscire a soddisfare tutti i suoi bisogni.Spero vivamente di riuscire a realizzare questo sogno. Per essere sicura di questo avrei bisogno che ThinkDog arrivasse a Roma.

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