Esercitati nella “lettura” dei cani, così da capire se…

…e quando lasciarli incontrare al guinzaglio.

Etologi, comportamentalisti e altri addetti ai lavori esercitano le proprie capacità di lettura del comportamento animale in diversi modi. Uno di questi è l’analisi di foto e filmati.

In un articolo precedente ho pubblicato la foto di un cane in difficoltà a comunicare, a causa del guinzaglio corto e del collare, e ho chiesto ai lettori del blog di “leggerla”, così da cooperare ed esercitarci insieme. Nella sequenza qui sopra, la foto è quella a colori, terza di tutta la serie.

Sono arrivate diverse risposte, alcune impegnate nella lettura, altre completamente contro (mi piace il confronto, quando è mosso dal rispetto e dalla motivazione a crescere insieme) e avevo promesso di fare la mia personale lettura dell’immagine. Eccola di seguito.

La foto è stata scattata in un parco per cani, a Milano. Tutti i cani erano liberi tranne uno. Non ne sono certo, ma a quanto ho potuto capire il proprietario lo ha messo al guinzaglio perché “non ascoltava il richiamo”. Non voglio condannarlo: ognuno ha le proprie ragioni. Solo desidero cogliere l’occasione per parlare di una questione tanto cara a tanti proprietari di cani che vivono in città.

Ad una lettura attenta si può vedere che il cane trattenuto al guinzaglio:

  • si appoggia al collare e vorrebbe abbassare la testa, come fa Jean Pierre, il cane sul carrellino
  • sembra che cerchi di ruotare su se stesso, ma che la gamba del suo conduttore glielo impedisca a causa della distanza troppo corta imposta dal guinzaglio
A differenza del cane al guinzaglio Jean Pierre è libero, si avvicina curvando, resta di fianco, abbassa la testa e va via, allentando la tensione emotiva che si era venuta a creare (ma quanto è bravo il mio Giampiero!).

Cosa mi ha fatto scegliere di lasciare Jean libero di interagire con l’altro cane? Fiducia nelle sue capacità di comunicare (ne parleremo). E una buona dose di conoscenza del linguaggio dei cani (e delle persone). Sapevo che probabilmente non sarebbe accaduto nulla dal modo in cui ho visto muoversi il cane al guinzaglio, dalla sua espressione del volto, dalla rapidità dei suoi movimenti e dai segnali calmanti che ha dato agli altri cani e a Jean quando l0 ha visto avvicinarsi. Inoltre lasciare che un cane libero si avvicini ad un altro al guinzaglio è un livello più alto di difficoltà che può essere deliberatamente utilizzato come momento di crescita.

Attenzione: nessuno è infallibile. C’è sempre il rischio che possa succedere qualcosa, ma anche qui ci viene incontro la comunicazione. Se sai leggere i cani, con ogni probabilità ti accorgi in anticipo di cosa sta per accadere e puoi decidere se intervenire o meno. In ogni caso correre rischi è sempre necessario, altrimenti facciamo come chi decide di non uscire di casa per paura che un aereo gli cada sulla testa. Bisogna solo valutare attentamente la situazione.

Gestire l’imprevisto

Concludendo se sai leggere la comunicazione dei nostri amici a quattro zampe, scorgi un cane che si avvicina da lontano e non puoi liberare il tuo, saprai se cambiare strada o se puoi farli incontrare.

Ma cosa fai se non hai tempo né modo di allontanarti e l’incontro al guinzaglio è inevitabile? Adesso che conosciamo il primo punto – Esercitati nella “lettura” dei cani – osserviamo gli altri tre punti per gestire l’imprevisto:

2. Usa guinzaglio lungo e pettorina

3. Fa in modo che il tuo cane abbia acquisito sufficienti competenze nella comunicazione

4. Passa al livello successivo e sbaglia deliberatamente