Il Richiamo: rendilo efficace! | Approfondimento al 2° video del Corriere.it


Qui sotto il link per guardare il video:

http://video.corriere.it/scienze-salute/animali/index.shtml

Ma 3 minuti sono pochi per tutto quello che vorrei raccontare… Ecco invece un bell’approfondimento!

Fare una passeggiata insieme ai nostri cani è una vera gioia, soprattutto se possiamo lasciarli liberi. Ma per poterlo fare abbiamo bisogno di due cose: una buona gestione in libertà ed un buon richiamo. E’ di quest’ultimo che si parla nel video.

Ci sono un sacco di modi di insegnare il richiamo. Ma ciò che conta davvero è preparare la mente del cane ad essere ricettiva e motivata a rimanere “connessa” con la nostra. Per “connessione” non intendo il fatto che il cane debbe avere perennemente l’attenzione su di noi. Questo lo puoi ottenere facilmente soprattuto da razze come i cani da pastore, ma non è assolutamente necessario durante una passeggiata ed anzi, sarebbe deleterio per la saute mentale del tuo cane.

La passeggiata dovrebbe avvenire in modo che il tuo cane possa sentirsi totalmente libero di andarsene in giro ad annusare le cose che attraggono di più il suo interesse, con te come base sicura, la tua supervisione come leader esperto. Riuscire a creare questo cordone ombelicale tra te ed il tuo cane è ciò che fa da base ad un richiamo efficace ed una passeggiata in relax e libertà.

Agire su questa sfera riguarda cose come la fiducia e un gran rispetto per i bisogni del cane. Questi ultimi ad esempio devono essere tutti soddisfatti prima di uscire in passeggiata. Se il nostro cane è rimasto tutta la settimana in giardino è naturale che appena slegato corra come un pazzo infischiandosene della nostra paura che si metta nei guai. Per lavorare su cose così delicate è necessario lavorare con un esperto, ma molte cose puoi già impararle leggendo altri post di questo blog.

Passiamo alla pratica. Voglio darti dei suggerimenti. Questi punti sono conoscenze molto preziose. Prova ad applicarli e vedrai subito i risultati. Non trascurare però di farti aiutare nella pratica da un bravo educatore cinofilo appena ne avrai l’occasione. Con l’educazione non si deve mai improvvisare. Lavora con qualcuno di cui ti fidi.

Per avere la certezza di essere in buone mani assicurati innanzitutto che non vengano usati:

  • Collari a strangolo
  • Barattoli con dentro monete o altri souvenir che facciano rumori improvvisi
  • Strattonate
  • Urla
  • Collari a scossa elettrica, citronella o simili

Ma veniamo al sodo…

Quando chiami il tuo cane nella sua testa c’è una bilancia: tu da una parte, tutto il resto dall’altra.

Ed ecco le domande chiave:

Come puoi fare in modo che il tuo cane preferisca te a tutto il resto?

Come puoi diventare il centro del suo mondo?

 

  1. Lavora ogni giorno per rendere sempre più interessanti le cose che fate assieme ed impararne di nuove (ricerca, giochi con le palline, clicker training, obedience, ecc) e fa queste cose soprattutto durante la passeggiata, non a casa
  2. Non chiamare il cane solo quando ci sono distrazioni: sennò il tuo richiamo significherà per lui che sta per accadere qualcosa di estremamente interessante rispetto a te e sarà pronto e ricettivo ad ogni cosa che non sia tu
  3. La maggior parte delle volte chiamalo senza nessun motivo particolare e premialo
  4. Se sai in anticipo che in un certo luogo può allontanarsi e non ascoltarti più, tienilo al guinzaglio e lavora in questo luogo solo quando sarà pronto
  5. Chiamalo solo se sai che tornerà da te (a volte sbaglierai, ma fino a quando ti sbagli due volte su dieci è tutto normale)
  6. Quando torna varia il premio in qualità, quantità e tipologia (a volte degli un bocconcino, altre volte una grossa manciata cibo, oppure giocaci un po’ o fate assieme le cose che gli piace di più fare con te)
  7. Chiamalo sempre con voce giocosa e propositiva: attraverso il tono di voce devi comunicargli che state per fare insieme qualcosa di straordinario


E’ solo il primo strato della cipolla, solo il primo strato… ma da’ buoni risultati!

Qui sotto il link per guardare il video:

http://video.corriere.it/scienze-salute/animali/index.shtml

5 Commenti

  • Alessandra ha detto:

    bhé la mia cagnolina mi ignora completamente durante le passeggiate,ho provato tante volte a insegnarle il richiamo ma con scarsi risultati :/

  • Sara ha detto:

    Assolutamente niente che faccia male al cane (mi scappa qualche pacca sul sedere perchè ho un problema con i morsi). E’ che mi sembra che io e lui proprio non ci capiamo. 🙁

  • caterina ha detto:

    beh sara, purtroppo non esiste una ricetta pronta da darti, purtroppo e per fortuna: perchè tu e il tuo cucciolo siete una coppia unica al mondo e quindi bisogna adeguare i consigli di massima alla vostra relazione e per fare ciò è necessario conoscervi! inoltre dipende dal contesto in cui vi trovate… ma il bello è che se segui i consigli di angelo non c’è nessun rischio, l’importante è che tu riesca a capire se stai facendo bene o meno e questo te lo dice il cane.

    PS hai ragione sul fatto che in rete si trova tutto e il contrario di tutto; valuta tu ciò che leggi, ma non permettere mai e poi mai a nessuno di far male al tuo cane

  • Sara ha detto:

    Il mio cucciolo di tre mesi torna quasi sempre. Alle volte però sono costretta a chiamarlo più volte, e magari si ferma a metà strada tra me e lui, glielo do comunque il bocconcino quando arriva? Oppure se è passato troppo tempo tra il richiamo e l’arrivo? Ho letto da qualche parte che se dopo tre richiami non torna devo lasciar perdere e far passare un po’ di tempo prima di richiamarlo. Se invece non torna e devo andare a prenderlo che faccio? Niente bocconcino, vero? Leggendo su internet si trovano mille pareri diversi!

  • Alex ha detto:

    E’ una cosa su cui trovo estrema difficoltà.Se sono in posti nuovi, il suo richiamo è perfetto (probabilmente ha maggior bisogno della sua base sicura), ma al solito parco ogni tanto non mi da retta e devo chiamarla più volte prima che venga.Sarà la giovane età (20mesi)????Alcuni giorni sento veramente di aver raggiunto una buona intesa, ma poi improvvisamente il giorno dopo sembra che tutto sia perduto.

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