La Magia ha una Struttura!

la struttura della magia

Ti è mai capitato di pensare che tra te ed il cane che hai difronte stia accadendo qualcosa di magico? In quei momenti sembra che tu ed il cane pensiate la stessa cosa. E’ come quando, nel mio lavoro, i cani cambiano non appena metto piede in casa. Sembra che, una volta saputo individuare il cambiamento che è necessario generare, non passi molto tempo tra quando lo immagino e quando esso si manifesta nella realtà. Certo non è sempre così, ma accade sempre più spesso.

E’ vero sembra magia. Alcuni lo chiamano talento. Eppure sono convinto che non sia conveniente rietenere che qualcuno abbia talento. Chiamandolo “talento” ti giochi la possibilità di imparare a fare le stesse cose. Ecco invece ciò di cui sono convinto: la magia ha una struttura.

Questa è l’idea su cui si fonda la Programmazione Neurolinguistica (PNL), tanto che il primo libro scritto da Bandelr e Grinder, i creatori di questa disciplina, si chiama appunto La Struttura della Magia.

Il loro lavoro è consistito nell’identificare la struttura dell’eccellenza umana. Il mio lavoro consiste da diversi anni nel fare la stessa cosa con la relazione col cane.

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> OTTIENI LO STESSO EFFETTO

Replicando la struttura ottieni lo stesso effetto “magico”. Non devi pensare se sia possibile o meno, devi solo farlo e guardare cosa accade. L’esperienza diretta conta molto di più di cosa pensiamo sia possibile ottenere.

Mentre cammiamo per strada possiamo incontrare dei cani felicemente condotti senza guinzaglio, che capiscono e si fanno capire in modo eccellente dai loro “proprietari”. Sono bravi, “obbedienti”, sembra che ci sia qualcosa di molto profondo nel loro sguardo. Sembra che siano così rilassati, nel posto giusto al momento giusto, con la persona giusta. Così sereni che quando vedi quegli occhi ti sembra di riuscire a vedere la loro storia. E per realizzare tutto questo non c’è voluto nessun tipo di addestramento. Quello che dobbiamo chiederci non è perché accade, ma come accade!

In ThinkDog abbiamo trovato diverse risposte a questa domanda. Ed abbiamo anche sorprendentemente ripreso ed applicato con grandi risultati alcuni dei principi della stessa PNL. Ovvio su di essi ci si deve muovere in modo diverso quando si tratta di cani. Ma la cosa straordinaria è che le risposte ricevute ci hanno permesso anche di fare altre scoperte del tutto nuove, che abbiamo deciso di condensare nel ThinkDog Model.

Ora, puoi continuare a considerare il cane alla vecchia maniera, secondo i metodi gentili, col solito rinforzo positivo. Puoi decidere di fare un passo avanti, con l’approccio cognitivo-zooantropologico. Oppure puoi definitivamente avvicinarti ad esso con autentica apertura, recuperando ciò che di magico accade quando l’uomo incontra il regno animale e sente qualcosa che gli parla dentro.

 

11 Commenti

  • Alex ha detto:

    Già Anne quant’è vero.Che pena mi fanno tutte quelle persone che pensano solo a come usare bene un collare a strozzo e a strattonare nel modo giusto, cioè lasciando subito dopo velocemente. Ci credono davvero!!! Credono che esista un modo giusto per usare un metodo che è solo coercitivo.Loro, mi chiedo, hanno mai letto la vera felicità negli occhi del loro cane??Forse si, quando lasciato libero di correre ha potuto esprimere se stesso.Perchè molti cani accettano ogni tipo di abuso???Me lo son sempre chiesta anche per i cavalli, con cui ho passato 15 anni della mia vita. Maltrattai in maniera ignobile, eppure sempre sottomessi. Se solo volessero potrebbero appiattirti a terra con un colpo, eppure……Alcuni animali o troppo sono stupidi o sono troppo intelligenti.Io opto per la seconda ipotesi.

  • Angelo Vaira ha detto:

    Nessuna Sara, il nostro approccio è zooantropologico. Piuttosto quello che cambia è come si fa zooantropologia (o come non si fa)… Ma questa è una lunga storia.

  • Anonymous ha detto:

    Devo dire che però non capisco, anzi, non so proprio, che differenza ci sia tra il vostro approccio e quello zooantropologico.Sara

  • Angelo Vaira ha detto:

    Ottimo questo commento!E’ proprio questo il punto! Sarebbe davvero un bell’approccio.Attenzione però: quello che hai appena descritto ha anch’esso una struttura…

  • Anonymous ha detto:

    E se la vera magia stesse nel liberarsi da schemi e strutture, per agire con responsabilità, cioè con l’abilità di rispondere alla vita così com’è, liberi da una mente che porta sulle spalle tutto il suo passato?

  • rossella ha detto:

    Mi scoppia il cuore…L emozione..Trilli libera,senza guinzaglio,la mia trovatella che sempre scappa.Vederla correre..in un prato grandissimo…non vederla più…non sapere se sarebbe tornata…La voce di Angelo:”Girati, Guarda!”e la vedo..Trilli con il pelo al vento,le piccole orecchie all’ingiù,il musetto buffo e la folle velocità verso me….e poi ancora..e ancora…e ancora..ogni volta vederla tornare da me!!E’ magia! Grazie! Rossella

  • Anonymous ha detto:

    Penso che il discorso possa essere ancora piu’ ampio e comprendere la differenza tra un insegnante e un docente.Io posso essere una buona insegnante.Ma non sono una docente.Penso che ci sia una grande differenza tra chi comunica il proprio bagaglio di conoscenze, e chi riesce invece a spingere una persona a varcare le soglie della propria mente, e ad essere fautore del proprio sapere e non solo.Io sono una creatura analitica fino alla nausea. Vedo tutto e il contrario di tutto di ogni cosa, fino a farmi fumare la testa.Devo ricordarmi spesso dei campanellini dei monaci,suonano per riportarli alla realta’ se stanno divagando troppo coi pensieri.O piu’ terra terra del mio insegnante di italiano, che diceva di smetterla di farci seghe mentali.Essere analitici non preclude pero’ l’essere ricettivi al nuovo,l’essere aperti di mentalita’. Se schematizzi, o altro, hai solo una dote in piu’,quella dell’analisi, mica una in meno.Solo non esserne schiava.Io bado sempre ai particolari, fino ad adesso ho lavorato bene solo con una persona con i miei cani, perche’anche lei bada alle stesse cose. Tragico, no?Certo che rende tutto piu’ difficile, ma non per questo meno magico.Magia non e’ solo il cane libero dal guinzaglio. Con i miei non lo farei mai!Magia e’ anche buttarsi assieme sul letto nello stesso momento.Magia e’ sentire che il cane ha sentito il frigo che si apre ma sta facendo finta di niente in cuccia sperando che tu arrivi con qualcosa di buono.Magia sono tanti piccoli attimi di sintonia.Sono quelli che dobbiamo cercare e amplificare.Anche io una volta leggevo molto sui cani e altro, poi mi sono stufata. A volte lo faccio ancora, rubacchio spunti a destra e a manca. Ma in fondo non me ne frega niente di cosa ha detto e fatto Karen Pryor o Alexa Capra. A me interessano i miei CANI. Vedere IO cosa fanno LORO.Magari gli altri hanno scritto delle gran cavolate…chi me lo puo’ dire se non un cane?Penso che il segreto sia non prendersi troppo sul serio, mica modificare il proprio modo di essere. Seguire in propri cani e vedere dove ci portano. La ricetta per la magia ce l’hanno di certo piu’ loro che noi. Sono docenti.Sara

  • Adele ha detto:

    Lo scorso anno eravamo a Lucca (mai stata prima) con alcuni amici, anche loro coi cani, e dopo aver girovagato per ore, decidiamo di tornare al parcheggio auto per andar via. Comunico la decisione al mio cane dicendo “andiamo in macchina”. Si sarebbe dovuti andare tutti in gruppo, ma era tale la sicurezza che vedevo in lei che ci avviammo da sole, io e lei lasciando il gruppo di amici perplessi di fronte alla mia scelta, al loro “itinerario”, con la promessa che se ci fossimo perdute, avrei squillato.Partimmo, e ciò che provai fu senza parole.Guinzaglio super lento, dialogo muto di partecipazione totale e sensazione di essere completamente nelle sue zampe e nella sua mente.Cammina, cammina , a volte pensavo che, poichè non riconoscevo alcuna strada,sarebbe stato impossibile non perderci, ma riuscii a rimandare indietro l’idea e pensai che era un gioco.Arrivammo sotto un ponte stretto e curvo che riconobbi come quelloche avevamo percorso con le auto arrivando a Lucca, ma, fuori dal ponte, mannaggia a me, non riconoscevo niente, ma lei proseguiva senza incertezze fino a condurmi in una enorme aiuola fra quattro enormi palazzi.Lo attraversiamo in diagonale, giriamo dietro uno di loro e sbucando fuori dall’angolo, la mia macchina era lì ed il mio cane si fermò.I miei amici seguendo altri percorsi, arrivarono un bel pò dopo.Che percorso aveva seguito la mia cagnetta satellitare ? Non lo so, cercai nei giorni successivi le strade con Google map, ma non avendo, come al solito, prestato attenzione ai nomi delle strade, non mi ci raccapezzai.Sono sicura che in quel percorso lei abbia seguito alcune modalità diverse da quelle di qualsiasi tom tom che mi avrebbe sicuramente condotto alla mia auto, ma non avrebbe potuto regalarmi la magia che ho vissuto perché deve esistere una stella molto più potente di qualunque satellite che i cani conoscono molto bene.Adele

  • Alex ha detto:

    Ho avuto la possibilità di vedere questi cani senza un briciolo di addestramento in perfetta sintonia con i loro padroni e mi son detta:Io leggo, provo, addestro, insegno …. il mio cane sembra recepire, ma quella magia dov’è???Perchè non riesco a vederla, non riesco a trovarla.Amo il mio cane, ma spesso mi soffermo a pensare che non comprendo cosa in realtà voglia dirmi.Come mi dice sempre Adele, ragiono troppo e voglio sempre schematizzare tutto e questo mi impedisce di trovare la magia.Del resto se la magia ha una struttura dovrò prima o poi riuscire a trovarla.

  • Angelo Vaira ha detto:

    Esatto!E’ una parte della ricetta…E con i cani si fanno anche cose che sui libri di pnl non sono riportate. Ma non per molto… 😉

  • Anonymous ha detto:

    Forse il talento/magia sta nell’individuare le risorse che si hanno a disposizione per riconoscere lo schema e poterlo così modellare? Forse la convizione che si possa fare è un ottimo punto di partenza, a mo’ di profezia autoavverantesi?Forse una mente aperta è il vero strumento per cogliere aspetti preziosi, che verrebbero altrimenti persi?Good Job!

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