La Regola d’Oro della Comunicazione col Cane

Perché a volte la comunicazione col cane non funziona? C’è come una discrepanza fra quello che vogliamo comunicare e ciò che il cane comprende di quello che gli “diciamo”. Come rimediare?

Laboratorio di Comunicazione Empatica - Vaira - ThinkDog

Usi una voce gentile, ti abbassi, cerchi di essere amichevole, ma il cane in tutta risposta si nasconde dietro le gambe del suo compagno umano o, come succede a Miki in questo video, abbaia e allontana minacciando un morso, perché la tua gentilezza viene scambiate per una minaccia.

Questo indica il principio più importante di tutta la comunicazione fra noi e il cane:

il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni

In altre parole il significato che il cane da a al nostro messaggio può essere compreso da come risponde. Per quanto abbiamo le più buone intenzioni, il cane potrebbe leggere il nostro comportamento in modo diverso, se non addirittura opposto a quello che vorremmo comunicargli. Ad esempio:

  • Al rientro a casa
    Spingiamo via il cane che salta addosso per dirgli di stare giù e quello salta addosso più forte di prima: ha inteso “giochiamo!”. E questo è quindi il significato che il cane da alla nostra comunicazione.
  • Quando vediamo un cane dietro a un cancello
    Ci avviciniamo in modo amichevole al cane dietro a un cancello e quello si mette ad abbaiare forte: per quanto siamo davvero amichevoli nelle intenzioni, lui interpreta il nostro avvicinamento come una minaccia, un pericoloso avvicinamento al suo territorio, e questo è quindi il significato che il cane da al quello che facciamo.

Alfred Korzybski, padre della semantica generale, diceva: la mappa non è il territorio. Ciò che pensiamo della realtà (mappa), non è la realtà (territorio). Non vale solo per noi esseri umani, ma anche per i cani e per tutti gli animali sociali.

la mappa non è il territorio cani

Ed ecco quindi la regola d’oro della comunicazione col cane e con ogni altro animale sociale, essere umano compreso:

Il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni.

  • Quante volte ti è capitato che un tuo gesto o delle tue parole fossero interpretate in un modo diverso da quello che volevi comunicare?
  • Cosa fare a quel punto, quando ti rendi conto che è arrivato un messaggio diverso da quello che volevi mandare?

Calibra e fa qualcosa di diverso

Calibrare è “misurare”. Osserva attentamente sia le risposte grandi (allontanarsi, saltare, spostarsi, abbassare la testa, annusare ecc.), sia quelle più sottili (cambiamenti di espressione del volto, un orecchio che si muove, un leccatina di muso, sbattere le palpebre). Quindi adegua il tuo comportamento nel tono, nell’intensità e rapidità dei gesti, nell’allontanarti o avvicinarti, di poco (pochi centimentri) o di tanto (uno o più passi) ecc.

Ad esempio: se ti avvicini con voce gentile e il cane fa un passo indietro, tu fa un passo indietro. Questo si chiama ricalco.

Ricalcare è un must

due cani in ricalco mirroring rispecchiamentoMolti anni fa ho studiato e introdotto in cinofilia “ricalco e guida” (ricalco, mirroring, rispecchiamento). All’inizio mi hanno criticato, ma come è accaduto per altre cose (ad esempio le Classi di Socializzazione ®), oggi è accettato come un modo non solo utile, ma essenziale per comunicare bene col cane. Rispecchiare il cane, sincronizzare i propri movimenti con in suoi è alla base di una comunicazione efficace, empatica, fatta col cuore, di quelle che preludono all’intesa perfetta.

In questi articoli e sul mio libro, puoi ricavare maggiori informazioni su cosa sia il ricalco:

Conflitto territoriale fra cani randagi tailandesi: sai leggere cosa si dicono?

Ricalco e Guida

L’Arte del Ricalco

Lascia che sia il cane a guidarti

Certo per chi pensa ancora che col cane bisogna essere dominanti, dei capi, sempre leader che guidano, questa frase suonerà strana, se non addirittura errata. Eppure gli educatori cinofili più bravi sanno che la relazione migliore è paritetica, connotata da reciprocità. Gli etologi ci indicano come le dinamiche di branco fra cani randagi siano complesse. E che gli atteggiamenti dispotici e impositivi sono rari e controproducenti ai fini di cooperazione e buone relazioni. Il cane aggressivo, il soggetto che si impone, è quello che più difficilmente viene seguito; gli altri membri del branco evitano la sua compagnia e tendono ad allontanarlo.

Conclusioni

Fa’ quindi attenzione a cosa fa il cane in risposta a quello che hai appena fatto tu. Sii sensibile, allena il colpo d’occhio, partecipa a delle Classi di Socializzazione per affinare la tua capacità di leggere i cani e comportarti di conseguenza o fatti aiutare dal tuo educatore di fiducia (qui la mappa degli educatori ThinkDog) a diventare sempre più bravo e competente nell’adeguare la tua comunicazione alle risposte che ottieni dal tuo cane.

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