Le 4 Bugie Sui Cani Aggressivi

Cosa è l’aggressività nel cane? Si può rieducare un cane aggressivo senza usare coercizione?.

Premessa: perché questo video

Questo video NON è contro chiunque usi il collare a strangolo. Ci sono addestratori alle prese con cani pericolosi che non vedono alternative. Se il loro lavoro dovesse fare la differenza nella vita di un cane, è giusto che lo facciano, sebbene personalmente preferisca metodi differenti. Si tratta di scelte: mi mordo le mani e mi rattristo quando vedo cani strattonati al collare a strangolo che si potrebbero meglio aiutare senza, così come ad alcuni verrà l’orticaria nel vedermi al lavoro tenendo un rottweiler con guinzaglio lungo e pettorina.

Quello che mi preoccupa è invece la chiusura mentale. C’è chi dice che con i cani aggressivi si possa usare SOLO la coercizione. Beh, non è così. Sono molti gli esperti del settore in Italia che ritengono la coercizione non necessaria e in molti casi altamente controproducente, anche in caso di aggressività.

Ma cosa è l’aggressività?

Dopo il mio video della scorsa settimana, pubblicato su Corriere.it, ho capito da alcuni commenti, che c’era bisogno di definire cosa fosse l’aggressività e oggi, con questo video sulle 4 bugie, si rende ancor più necessario. Partiamo dalle basi, ovvero da cosa in etologia si intenda per aggressività.

Dizionario di Etologia - EinaudiAggressività: diamone una definizione

Secondo il Dizionario di Etologia Einaudi, a cura di Danilo Mainardi:

L’aggressività è uno stato interno o motivazionale che influenza la predisposizione di un animale ad aggredire. Come è noto in campo umano, l’aggressività non sempre sfocia in comportamenti aggressivi e quindi è bene tener distinto questo termine da quello di aggressione. 

Questa definizione conferma quanto affermato nel video di Duke e ne sostiene il lavoro: l’aggressività parte “da dentro”. Se vogliamo fare un bel lavoro col cane, a poco serve inibire il comportamento aggressivo con le punizioni: finché non cambia il suo stato interno e ciò che lo innesca (motivazioni, emozioni, capacità, convinzioni) non otterremo una diminuzione di aggressività. Perché il cambiamento interno avvenga, è necessario modificare ciò che il cane pensa degli altri cani.

Questo è un’altro motivo per cui scelgo di non legare la presenza degli altri cani a eventi sgradevoli o dolorosi, come strattonate, rimproveri, collari con le punte rivolte verso l’interno e simili. Il mio consiglio è anche quello di evitare il più possibile il conflitto fra cane e proprietario, che si verifica nel momento in cui il proprietario vuole sottomettere il cane, volendosi imporre come “capobranco”. L’ho imparato molto tempo fa studiando “Psicoterapia comportamentale del cane e del gatto” di B. L. Hart, L. A. Hart. Per me aveva un gran senso e da allora, era il 1998, ho cercato di adeguarmi il più possibile a questa prescrizione.

Aggressione

Sempre secondo il Dizionario di Etologia, il termine ‘aggressione’ si riferisce alle manifestazioni di minaccia, di rabbia ed eventualmente di attacco nei confronti di un animale della stessa o di diversa specie o addirittura di un oggetto qualsiasi. (…) Gli animali fanno uso dell’aggressione sia nelle interazioni con i conspecifici (per esempio nelle dispute territoriali) sia in quelle con individui di altre specie (per esempio per difendersi dai predatori).

L’aggressività fra maschi

Secondo il nostro Dizionario le forme di aggressione sono diverse, per esempio intraspecifica (tra cani) e interspecifica (fra cane ed esseri umani per esempio), predatoria, offensiva, difensiva ecc. In particolare l’aggressione intrasessuale (cane dello stesso sesso, fra maschi, o fra femmine) è la forma di aggressione più studiata e sulla cui base gli etologi, hanno costruito i loro modelli motivazionali dell’aggressività.

La comune aggressività fra maschi (e fra femmine) quindi, non solo tecnicamente rientra nelle diverse forme di aggressività, ma è addirittura la forma di aggressività più studiata dagli etologi.

aggressività fra cani

Sei punti importanti per capire meglio l’aggressività

  1. l’aggressività è perfettamente contemplata nell’etogramma nel cane
  2. ciò vuol dire che è normale, non rappresenta una psicosi, ma ciò nonostante potrebbe costituire un problema per una persona che ogni giorno deve portare il cane al parco
  3. se un cane ringhia o minaccia un altro cane, trattasi di aggressività intraspecifica, non di “semplice ostilità fra maschi”
  4. possono esserci certamente livelli di intensità diversi, dal semplice abbaiare e mostrare i denti, all’avventarsi su altri cani, cercare di morderli o provocare seri danni
  5. ci sono livelli di pericolosità differenti, a seconda della taglia del cane (il morso di un jack russel è diverso da quello di un pastore tedesco), del tipo di morso (graffia? pinza? trattiene? scuote?), dal controllo esercitato dal cane durante il morso, dal target (chi morde? bambini, anziani, cuccioli o adulti?) e da altri fattori come la prevedibilità o l’imprevedibilità delle aggressioni
  6. l’aggressività può essere considerata un problema psichico quando è usata fuori contesto o in modo inadeguato allo stesso (è normale che tu ti difenda allontanando un cane, non lo è se mordi in modo incontrollato, provocando grossi danni, in risposta alla sola presenza pacifica di un altro cane) e quando manca apprendimento, ovvero il comportamento non si adatta, ma permane nel suo schema rigido e maladattivo, nonostante l’esposizione a esperienze che in soggetti normali costituirebbero un buon ambiente di apprendimento

aggressività fra cani

Addestramento o Riabilitazione Comportamentale?

È abbastanza evidente come qui il campo sia rappresentato dalla rieducazione comportamentale, che poco o nulla ha che vedere con l’addestramento (non sarà certo l’insegnare al cane il seduto, il terra, la condotta al piede, il riporto o l’attacco lanciato, a modificarne le espressioni comportamentali). È una distinzione necessaria. Piccolo inciso: come espresso nel video, fare riabilitazione comportamentale, non significa “somministrare farmaci”, ma sapere come agire su strutture cognitive più o meno profonde, come le competenze sociali ed emotive, o su altri elementi come le motivazioni e i sistemi di credenzeConosco diversi veterinari comportamentalisti e istruttori cinofili, che fanno della riabilitazione comportamentale il loro lavoro, svolto spesso in modo superlativo. Ovvero, grazie al loro intervento i cani cambiano in meglio, diventano più adattabili, sereni e più felici insieme alle loro famiglie.

Angelo, ma allora sei contro l’addestramento?

Assolutamente no! Ho diversi amici addestratori impegnati in diverse discipline, dal retrieving, all’obedience, all’agility, al soccorso in acqua e su macerie. I loro cani si divertono un mondo, sono pieni di salute e sprizzano gioia da tutti i pori mentre lavorano. Ci sarà anche chi fa agonismo in utilità e difesa senza usare violenza e coercizione. Queste persone hanno tutto il mio sostegno. Addestratori, educatori, istruttori in riabilitazione comportamentale e veterinari comportamentalisti, non sono figure in antitesi, ma complementari. Nessuna di esse ha più valore di un’altra.

Addestratori, educatori, istruttori in riabilitazione comportamentale e veterinari comportamentalisti, non sono figure in antitesi, ma complementari. Nessuna di esse ha più valore di un’altra.

E quindi, le 4 bugie sull’aggressività fra cani

  1. l’aggressività non si può “curare”, si può solo gestire
  2. i cani aggressivi si possono gestire solo col collare a strangolo
  3. per rieducare un cane aggressivo è necessaria la coercizione
  4. se non usi la coercizione, allora imbottisci i cani di psicofarmaci

Come si interviene allora su un cane aggressivo?

Un esempio del modo in cui lavoro con l’aggressività fra cani lo trovi qui, insieme a una spiegazione approfondita del metodo: http://angelovaira.it/blog/come-rieducare-un-cane-aggressivo-il-caso-di-duke/

22 Commenti

  • Elena ha detto:

    Ciao Angelo,
    piacere di conoscerti e complimenti.
    Ho visto alcuni tuoi video e mi piace la pacatezza e delicatezza con cui spieghi, oltre che la chiarezza.
    Ho lasciato un commento anche su FB ma non so se in mezzo ai mille lo potrai vedere, allora provo anche qui.
    Vorrei sapere che pettorina usi nel video con Duke?
    Io mi chiamo Elena, ho 36 anni ed ho sempre avuto setter inglesi. Ora ne ho uno maschio di 5 anni di nome Iago che se libero non ha problemi con gli altri cani (ok si fa conoscere in modo un pò agitato e rumoroso ma non è aggressivo, solo che se qualche cane non apprezza la sua enfasi, per usare un eufemismo, rischia di prenderle) MA se al guinzaglio in passeggiata incontra un altro cane inizia ad abbaiare ed agitarsi eccessivamente (anche se l’altro cane non fa nulla). La volta peggiore nell’agitarsi abbaiando ha beccato la mia gamba che ha solo graffiato, ma per farti capire che la sua agitazione va oltre.
    Io finora ho usato solo collare con guinzaglio e al massimo pettorina easy walk perchè tira.
    Ho visto educatori e comportamentalisti che dicono che lui per paura faccia così sentendosi insicuro legato. Mi hanno suggerito di tenere il guinzaglio morbido/lungo e andar via oppure provare a metterlo seduto per distogliere la sua mente…non ho ottenuto grandi risultati , in più quando fa così io mi spavento perchè temo possa succedere qualcosa. Inoltre, ha energia da vendere e non è facile contenerlo.
    Tu cosa ne pensi?
    Provo con la pettorina?
    Preciso che Iago è con me da quando ha quattro mesi, nessun trauma apparente, poco avvezzo alle passeggiate perchè di solito lo lascio correre libero e cerco di assecondare le sue attitudini naturali da cane da caccia con piccole gare amatoriali senza sparo…
    Grazie per il tempo che vorrai dedicarmi.
    P.s. fai incontri o lezioni private il Lombardia?

  • Roberto ha detto:

    L’addestramento và fatto su cani sani, equilibrati, senza turbe comportamentali. L’addestratore non è un taumaturgo. Se il cane ha dei problemi ci vuole un comportamentalista.
    Il ruolo dell’addestratore è quello di insegnare determinati comportamenti a seconda delle esigenze del proprietario e delle caratteristiche del cane.
    Non è detto che l’addestratore debba per forza preparare un cane per una disciplina sportiva: puo’ bastare un A.B.C. a seconda delle esigenze del proprietario.
    Il problema è che molte persone si rivolgono all’addestratore per risolvere problemi caratteriali, ma ripeto l’addestramento và fatto in soggetti sani ed equilibrati, altrimenti sarebbe come se un preparatore atletico facesse correre le perzone che hanno una zoppia acuta. Grazie pr l’attenzione.

  • Euroitalia Pet ha detto:

    Sottoscriviamo in pieno. Attraverso l’addestramento dei cani, si possono risolvere i più comuni problemi di aggressività o altri tipi di comportamenti errati, ma naturalmente occorre molto tempo e pazienza. E, poi, ogni caso va considerato a sé.

  • Sabrina ha detto:

    Sono stupita dal livello di aggressività di alcuni commenti… e delle varie giustificazioni per usare il collare a strangolo :O( (già il nome ricorda pratiche da inquisizione…) o i vari collari declinati in tutte le salse.

    Premetto sono una semplice “proprietaria” e non una specialista, però leggo molto e mi informo perché adoro i miei cani (e i cani in generale) e credo nel rispetto degli animali.

    Qui voglio citare alcune fonti che spero contribuiscano a spostare la diatriba a livelli più scientifici e soprattutto far cambiare idea a tutti coloro che si affidano ancora ai collari.

    Consiglio la lettura dello studio di Hallgren sui danni causati dai collari e soprattutto dai collari a strangolo alla colonna cervicale.

    http://www.amazon.it/Problemi-alla-schiena-comportamento-moderno/dp/8889006285/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1444936534&sr=8-1&keywords=cane+problemi+schiena

    Consiglio anche questo articolo di un veterinario olistico sugli effetti nocivi del collare a organi come la tiroide e gli occhi:

    http://www.peterdobias.com/blogs/blog/11015137-choke-prong-and-shock-collars-can-irreversibly-damage-your-dog

    Uno studio dell’università di veterinaria del Wisconsin che dimostra i danni oculari causati dai collari (NON riscontrati con le pettorine – e loro non vendono pettorine… ):

    http://1stsat.cynod.com/CollarsandEyeIssues.pdf

    Cito inoltre il video della favolosa Turid RUGAAS che parla anche lei dei danni causati dal collare e su come scegliere la pettorina ideale.

    https://www.youtube.com/watch?v=vPuf_nhUmE0

    Un ultimo studio dell’università di veterinaria dell’Illinois su come i collari a strangolo e semi-strangolo aumentano l’aggressività dei cani, l’incidenza di problemi come la sindrome di Wobbler, la paralisi del nervo laringeo e l’artrosi vertebrale degenerativa …

    http://www.dogdaysnw.com/doc/overall_collars.pdf

    … smetto… (non mostro delle foto di ferite causate dai collari perché viene da piangere e viene tanta tanta rabbia!)

    Ci sono davvero innumerevoli studi scientifici che dimostrano la nocività dei collari
    (e intuitivamente credo tutti preferirebbero essere tirati da un imbracatura dorsale comoda e ben calibrata piuttosto che da una corda – o peggio una catena! – stretta attorno al collo… )

    Indico infine il sito di Victoria Stilwell, (famosa educatrice inglese, anche lei fautrice di metodi basati sul rispetto, la comprensione e la gentilezza) tanto per spostare il dibattito da attacchi personali su Angelo Varia (che spiega benissimo le sue idee, fondandole su decenni di studi e d’esperienza) a concetti. Anche Victoria preferisce la pettorina al collare…

    https://positively.com/dog-training/myths-truths/

    Per il momento non ho ancora letto un solo studio sui benefici/vantaggi del collare…

    Infine per concludere mi viene da aggiungere che se la pettorina si sfila (come qualcuno ha commentato) è perché non è della taglia giusta o non è stata adattata alle misure del cane, altrimenti è impossibile riuscire a sfilarla anche per il Mister Houdini di servizio… ;O)

  • Roberto ha detto:

    Ciao Angelo, ho un amstaff maschio di due anni che per un’evidente insicurezza interiore, ogni volta che incontriamo un cane in passeggiata reagisce impulsivamente strattonando e guaendo perche’ vorrebbe affrontarlo. Non posso fare altro che allargare dare spazio e andare via. Ho provato a legare il guinzaglio davanti ma il risultato e’ lo stesso. Tento di migliorare le sue capacita’ cognitive, di scelta, girandomi con spalle e piedi in una direzione diversa e aspettando con il guinzaglio teso che decida autonomamente di staccarsi dal problema e quindi lo porto via…

  • Mary ha detto:

    Ciao Angelo, grazie per quello che fai. Per favore potresti parlare anche di aggressivita’ verso gli umani e come fare? Il mio beagle tende a mordere qualsiasi sconosciuto che incontra. Abbiamo frequentato corsi, scuole, sentito conportamentalisti ed educatori. Ma sono passati due anni e non abbiamo trovato una soluzione e per questo ho spesso paura di liberarlo

  • Tania ha detto:

    Premetto che non sono educatrice, ne addestratrice, ma una semplice padrona di un cane (non il mio primo), che mi piace informarmi e che amo le discussioni, purchè queste siano rispettose… quindi spero che questo commento non venga inteso come un tentativo di far polemica.
    Cito un pezzo iniziale di questo articolo, che mi trova in disaccordo:
    “Il mio consiglio è anche quello di evitare il più possibile il conflitto fra cane e proprietario, che si verifica nel momento in cui il proprietario vuole sottomettere il cane, volendosi imporre come “capobranco””
    Ora… Mi pare ovvio che “imporsi” come capobranco non ha alcun senso.
    Un “capobranco” è tale perchè ha il rispetto del cane, che sceglie spontaneamente di “sottomettersi”.
    Se io dico al mio cane, che vorrebbe andare a litigare con un altro, No, è no… ma non ne nasce nessun conflitto, semplicemente il mio cane mi rispetta e si fida, quindi mi ascolta.
    Ovviamente è diverso se stiamo parlando di cani la cui aggressività nasce da problemi (mancata socializzazione, traumi subiti, paura, ecc….), ma quando è semplicemente dovuta all’elevata aggressività intraspecifica del cane (tipico in diverse razze, e normalissimo direi), cosa c’è di sbagliato nello spiegare al cane che certi atteggiamenti non vanno bene, punto?

    Per quanto riguarda le “bugie”…
    1. Dipende… alcuni casi si possono (devono) curare, altri vanno gestiti e basta.
    Se il cane è aggressivo perchè dotato di un’elevata aggressività intraspecifica, non c’è niente da curare… bisogna solo “gestire” il cane, insegnandogli che aggredire gli altri non è cosa gradita (e evitando di metterlo in situazioni in cui sono gli altri ad andargli addosso, come le aree cani…).
    2. SOLO, no. Però è il metodo più sicuro… il collare a strangolo non si sfila, la pettorina sì.
    (senza considerare i cani che, oltre a problemi di aggressività intraspecifica, hanno anche problemi di aggtressività interspecifica).
    Devo dire che mi sono venuti i brividi a vedere la pettorina usata con Duke: un cane, se vuole, la sfila in 3 secondi…
    3. Coercizione: “L’obbligare altri a fare o non fare una cosa, usando la forza o minacciando d’usarla; coazione, costrizione, limitazione della libera volontà”
    Direi che anche impedire a Duke di raggiungere l’altro cane sia coercizione. Lo si sta obbligando a non fare qualcosa, trattenendolo. Il fatto che venga trattenuto da una pettorina non significa che non si stia usando la forza (“qualsiasi causa capace di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo”), forza non è sinonimo di violenza.

    Sul 4 invece direi che siamo d’accordo (anche perchè io considero coercizione anche la pettorina)

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ne ho visti di cani sfilarsi il collare a strangolo! La pettorina agganciata davanti è molto più sicura e non si sfila MAI. Ad ogni modo, per metodi coercitivi ho ben spiegato cosa intendo nell’articolo. Certo che è coercizione tenere un cane legato al guinzaglio, ma un conto è un metodo INCENTRA sulla coercizione, un’altra è la corrcizione stessa. È la stessa differenza che c’è fra “pungere con un ago” e l”agopuntura”. Sulla storia del capobranco vedo abbiaml visioni distinte (la scienza oggi ci dice che col cane abbiaml un rapporto di tipo genitoriale, che non significa
      Trattare i cani come bambini, vada sui podcast di Radio24, nella mia trasmissione trova interventi di esperti). Comunque ho citato testualmente chi pensa che bisogna essere capobranco e ragion per cui bisogna anche sottomettere il cane, lo avrà certamente sentito in giro, gente che la pensa così è pieno, ce n’è anche uno in TV.

      • Tania ha detto:

        Se il collare è troppo grande sì, si sfila solo se il cane abbassa il muso… altrimenti, mai visto! Neanche il mio ci riesce con strangolo o semistrangolo… In compenso la pettorina agganciata davanti l’ha tolta in 30 secondi… certo, sempre di più che quando è agganciata sulla schiena (5), ma comunque molto facilmente.
        Poi, se lei ha visto collari a strangolo della misura giusta che si sono sfilati… beh, le credo sulla parola. Però creda anche a me quando dico che la pettorina, agganciata dove le pare, si sfila.
        Appena ho tempo guarderò la sua trasmissione, intanto però… continuo a non capire: un genitore non riceve rispetto dai suoi figli? Certo che deve anche meritarselo, che non può averlo “perchè l’ho detto io”. Che si chiami capobranco, che si chiami genitore, cambia poco… un capobranco che ottiene l’ubbidienza con la forza vale tanto quanto un genitore che la ottiene a suon di “perchè l’ho detto io e qui comando io”, però se, quando ero bambina, mia madre mi diceva “vieni via di li”, io PRIMA andavo via (per rispetto), POI cercavo di capire perchè.
        Penso di aver capito di chi parla (qualcuno di oltreoceano?), e se ho indovinato, beh, ovvio, ma quello è un pazzo, e di pazzi è pieno il mondo… c’è anche tantissima gente che crede che il capobranco sia scelto, rispettato, amato, e certo non temuto.
        E quindi non ho capito (senza dubbio per colpa mia), perchè è sbagliato dire al cane “non si attaccano gli altri cani”? Perchè non concentrarsi sul creare un rapporto di rispetto tale che se si dovesse rendere necessario dire al cane qualcosa (“non litigare” come “non mangiare quell’osso buttato per terra” o “inutile che piangi, dalla femmina in calore non andiamo” o qualsiasi altra cosa) lui lo farà, per rispetto nei nostri confronti, senza che ci sia alcun conflitto?

        Quanto alla coercizione…
        Se la definizione da dizionario non va bene per il guinzaglio, non si scandalizzi se qualcuno trova sbagliata la definizione di aggressivo per duke.
        Può essere considerato aggressivo? Sì.
        E il guinzaglio lungo 3 metri coercitivo.
        Però, nel parlato, coercizione vuol dire tutta un’altra cosa, così come aggressivo.

        • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

          Certo che puoi dire al cane: non attaccare gli altri. Il punto è che pur avendo capito potrebbe non riuscire a farlo perché non ha le competenze emotive e cognitive per poterlo fare. Come chi sa che l’ascensore non cade, ma ne è terrorizzato e quindi non ci sale. Inoltre a mio modo di vedere un cane che necessita di “comandi” dall’esterno per comportarsi in modo adeguato, è un cane che non sceglie, che non è libero, la cui mente pensante è stata sottovalutata. Lo stesso collare a strangolo è l’emblema di come si privi deliberatamente il cane del suo potenziale di apprendimento: con costrizione si cerca di ottenere ciò che il cane può offrire con maggiore libertà (pettorina, guinzaglio lungo, libertà dal guinzaglio).

  • Sabrina ha detto:

    Cara Virna, come compagna umana di vita di due “trovatelli” (appunto un Jack Russell e un fantastico miscuglio terrier-teckel e chissà cos’altro :O) ) potrei dire la stessa cosa.

    Siamo stati vittime di varie aggressioni da cani lasciati liberi da proprietari idioti ed incoscenti … ed erano sempre cani di media/grossa taglia (suppongo i proprietari si dicano che comunque il loro “non si farà male” :O( !!!!)

    Lo schema e lo stesso:
    punta-corsa- io con i miei al guinzaglio che grido al proprietario di richiamare il pargoletto di 20-30 chili che si precipita verso di noi- il proprietario che se ne infischia o urla “non si preoccupi tanto è buono…” (o peggio proprietario assente…) – aggressione – snapping/morsi – rissa- io sola che tento di gestire il tutto e salvare i cani …

    I miei cani non sono aggressivi, (il Jack in particolare è un cane fantastico! Un amore!!!!) sono stati socializzati, educati, vanno regolarmente a classi di educazione canina…

    Eppure a forza di farsi aggredire da altri cani il mio piccolo “teckel-mix” diventato più pauroso e mostra una marcata aggressività di difesa con cani di un certo tipo… il problema è diventato particolarmente acuto da quando un cane si è avventato su noi tre e mi ha fatto cadere.
    Suppongo che i miei abbiano percepito il mio spavento (i cani sono delle “spugne emotive” incredibili) e quindi adesso associano certi cani a “la nostra umana è in pericolo”

    Risultato: sto facendo un percorso “rieducativo” con un’istruttrice cinofila :O( ma non è facile!

    Adesso sento la voce di Angelo Vaira – come il grillo saggio di Pinocchio ;O) -“perché non li lasci liberi in passeggiata ? Interagiscono meglio…”

    Sì sarebbe meglio lasciarli liberi… ma dove vivo (a Ginevra – Svizzera):

    1) è vietato praticamente ovunque tranne nei parchi per cani o nelle zone boschive (in quest’ultima ma solo in alcuni periodi dell’anno, quando la fauna tipo cervi, cinghiali ecc. non ha i cuccioli) ,

    2) nelle campagne e nei boschi circostanti ci sono stati molti casi di cani avvelenati (la cattiveria umana è senza limiti… come del resto la stupidità)

    3) nei parchi per cani solo fra il 2014-2015 ci sono state 3 aggressioni mortali (la stupidità umana …ecc.) http://canidos.ch/images/Articles_Journaux/2015.01.20_TDG_EnclosChiens.pdf
    (questa è l’ultima…)

    4) Molta gente odia i cani
    (nel 2014 il papà di una bambina ha massacrato di botte un povero labrador di 15 anni – del tutto docile!!!! – solo perché aveva rubato un biscotto alla sua piccola… il cane ha riportato severissime fratture e ha subito l’amputazione di una zampa, i proprietari erano due poveri pensionati… non c’è da meravigliarsi se i bambini diventano violenti con genitori simili!!!).
    http://www.tdg.ch/geneve/actu-genevoise/maitres-labrador-agresse-ampute-punis/story/21543338

    Quindi bisogna gestire con molta cautela, attenzione e intelligenza le passeggiate

    5) I miei cani sono davvero meravigliosi e “coccolosi” (come tutti i cani :O) del resto) e quindi devo anche gestire i bambini che si fiondano su di loro a mo’ di “cavalleria rusticana” per abbracciarli, baciarli ecc…. con genitori che ovviamente trovano del tutto normale che un cane debba sottostare agli attacchi delle loro pesti… e non si preoccupano nemmeno di chiedere il permesso al proprietario.

    Conclusione: passeggiate con pettorina e guinzaglio lunghissimo, percorsi poco frequentati per evitare problemi… cani liberi solo in aree isolatissime e lontanissime dalla città… dove posso vedere bene cosa c’é per terra.

    Detto ciò cara Virna hai ragione TUTTI ma proprio TUTTI devono educare, rispettare e gestire i loro cani (e credo che i tuoi siano fortunati ad avere una proprietaria che lo pensa e lo fa :O) ).

    E TUTTI ma proprio TUTTI devono rispettare gli altri: uomini o animali che siano.

  • adriano susca ha detto:

    ma lei ha mai lavorato con cani veramente aggressivi? non parlo del boxer che si azzuffa con gli altri cani dell’altro video. parlo di cani morsicatori con una storia di agressioni alle spalle, che hanno ucciso altri cani se non persone, o hanno mandato all’ospedale qualcuno?
    Lei continua a demonizzare il collare a strangolo senza prendersi la briga di spiegare il reale utilizzo, e sono convinto che lei lo conosca, almeno spero altrimenti sarebbe solo un presupponente.
    Il collare a strangolo serve come sicurezza per l’operatore, per poter bloccare il cane nel caso aggredisca. La sfido a fermare un bul mastif, o un dogo argentino, o un pastore del caucaso con la pettorina. Nonostante il nome non serve per strozzare il cane, sarebbe difficile lavorare con un cane che è impegnato a non morire soffocato.
    Lei con questi messaggi rischia solo, oltre dare una informazione incompleta e di parte dato che lei commercia pettorine(tra le più care in commercio) e guinsagli di 3 metri, rischia che qualcuno metta in pratica questi sistemi con cani veramente aggressivi, non con il povero duke del quale vorrei conoscere l’attuale situazione, facendosi seriamente del male.
    Il collare a strangolo è uno strumento che se usato in modo competente non danneggia il cane e mette in sicurezza l’operatore.
    La pettorina anche è uno strumento che di per se non è innoqua come lei fa credere, anche la pettorina va saputa usare. Il collare, fisso e semistrangolo, se vestito correttamente va ad agire sulla base del collo, ovvero in una delle parti più fortemente muscolate del cane. La pettorina anche se indossata bene agisce sul torace dove la muscolatura non è neanche lontanamente paragonabile a quella del collo, e sull’articolazione della spalla, e in caso di forte trazione da parte del cane e/o del proprietario sollecita imn modo dannoso la colonna vertebrale. E non sono io a sostenerlo ma ci sono dati e relazioni che lo dimostrano, mentre negli studi anti collare addotti dalla PETA, se riportati integralmente e nonparzialmente si evince che solo in pochissimi casi i problemi a trachea e vertebre cervicali erano riconducibili al collare.
    Del resto se i collari fossero quello strumento micidiale che si vuol far credere che siano, i cani si sarebbero estinti da molto tempo dato che fino a una trentina di anni fa le pettorine non esistevano quasi e per secoli si è invece usato il collare.
    Passi il collare con le punte che andrebbe vietato per legge assieme all’elettrico, e il collare a strangolo dovrebbe essere usatosolo da personale competente la dove necessario per la sicurezza, il collare fisso o semistrangolo della giusta misura, non sono ne più ne meno dannosi della pettorina; diopende da come si usa e dal soggetto su cui si usa.

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ho lavorato con un bulldog americano di 50kg, morso il suo stesso proprietario per un totale di 72 punti di sutura fra interni ed esterni. Dogo argentino? Fatto? Amstaff? Fatto. Asia Centrale? Fatto. Rott? Fatto. Mi fermo qui. Mi rattrista la sua supponenza, dovrebbe portare un po’ di rispetto. Sono 18 anni che lavoro sui problemi comportamentali dei cani, come professionista (unica occupazione, dalla mattina alla sera), non come hobby svolto nel eek end. Di cani e casi ne ho visti tanti e di tutti i colori. Suvvìa.

      • adriano susca ha detto:

        Sarò supponente ma da dai suoi video si deduce tutt’altro. Sopratutto, e qui mi ripeto, rischiano di creare pericolosi tentativi di emulazione. Capisco che lei guadagni molti soldi grazie alla televisione e ne sono felice per lei, ma un po’ di serietà e di onestà intellettuale non guasterebbe. Con i suoi brevi video di pochi minuti, con quell’assurda trasmissione “cambio cane” crea un danno non solo nei confronti dei proprietari che tentano di emulare le sue gesta, ma a tutto il settore professionale perchè quando la gente tenterà con insuccesso di emularla finirà per perdere fiducia nella figura dell’istruttore cinofilo.
        Se la cinofilia fosse la sua unica occupazione non avrebbe dicerto il tempo di fare lo speeker radiofonico, e il personaggio televisivo mi creda. Personalmente,anche se utilizza metodi diametralmente opposti, non la considero differente da Cesar Milan. Sicuramente meno ignorante dal punto di vista cinofilo, ma altrettanto sicuramente più interessato alla propria immagine e al proprio successo mediatico che alla cinofilia e ai cani.
        Auguro buona fortuna ai suoi fans, e di avere la fortuna di fare un bagno di umiltà a lei.

        • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

          Caro Adriano, sono PIENO di gente che mi scrive e quando mi incontra mi ringrazia perché grazie a Cambio Cane la loro vita è cambiata in meglio: cani più felici e problemi risolti. Sicché le sue supposizioni (appunto) rimangono senza alcun fondamento.

      • Gianna Eufrate ha detto:

        Gentile Adriano, mi scusi l’intromissione ma penso che la SUA aggressività le abbia offuscato la capacità di recepire il messaggio di Vaira: l’articolo è chiarissimo ed invita ad un approccio più profondo con il cane sottolineando la differenza tra caso e caso che deve sempre comunque essere valutato dall’educatore.
        Inoltre è evidente che non conosce il lavoro di alto livello degli operatori di Thinkdog, e il loro approccio al mondo canino; legga altri suoi articoli e si renderà conto che c’è margine anche per un miglioramento nella relazione con i suoi simili.

  • Claudia ha detto:

    Gli psicofarmaci li userai tu, noi interagiamo solamente con i cani senza coercizioni. Invece di parlare vieni a trovarci e ne discutiamo che dici? Comunque io sono solo un’allieva, ti risponderà chi è molto più esperto di me!

  • Virna ha detto:

    Vorrei commentare questo “ci sono livelli di pericolosità differenti, a seconda della taglia del cane (il morso di un jack russel è diverso da quello di un pastore tedesco”: sì, è vero, ma alcune razze hanno un’aggressività intraspecifica più marcata di altre, per esempio il jack russel. Ora, i miei cani possono essere educatissimi e tranquillissimi, ma non sono stupidi o masochisti: se il jack russel di turno, spesso libero, si avventa contro i miei in mezzo alle zampe allora loro giustamente reagiscono!. Non sarebbe ora di finalmente convincere le signore e signorine che trattano i piccoli jack come innocui peluche che TUTTI devono educare i propri cani?Compresi quelli che li lasciano liberi perchè “il mio è buono”?

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