Cambio Cane. E cambia tutto. In meglio.

Avrei voluto chiamarlo “Cambio Cuccia” e non “Cambio Cane”, perché in realtà è il cane che ha bisogno di una vacanza!

Cambio Cane ⓒ Foto Angelo Vaira

L’obiettivo di Cambio Cane? Un’esperienza di arricchimento, in termini di competenze e significati, sia per i cani che per e loro famiglie.

Ognuno di noi ha potuto osservare in questi ultimi anni il grande impatto che i mass media hanno avuto sulla cultura cinofila. La gente comune oggi ha preso maggiore familiarità con la figura dell’educatore cinofilo o dell’esperto in problemi comportamentali. Certo non è mancato il dibattito sulle metodologie mostrate in TV, ma le discussioni – quelle condotte in modo intelligente – sono sane e utili alla crescita di tutti.

Il mio piccolo contributo nella comunicazione su larga scala ho potuto già offrirlo grazie a chi ha creduto in me e mi ha dato l’opportunità di pubblicare un libro, realizzare un intero video-corso in collaborazione col Corriere della Sera e condurre SOS 4 Zampe su Rai 2.

Ma mi avete chiesto di non fermarmi. Volevate andare in TV con un programma tutto nostro. Qualcosa che permettesse al grande pubblico di capire davvero i cani e mostrasse i passi avanti che in questi anni la cinofilia ha compiuto a proposito di educazione, relazione col cane e problemi comportamentali.

E quindi abbiamo fatto anche questo!

Una trasmissione tutta dedicata ai cani, su Fox Life.

Ma mica una trasmissione qualsiasi! Qui, signori, scardiniamo convinzioni, rovesciamo i ruoli, restituiamo al cane la sua dignità di individuo, essere pensante dalla ricca vita emozionale: i cani fino ad oggi sono stati sottovalutati.

In questo programma i cani ci spiazzeranno, ci commuoveranno e ci dimostreranno quanto siano importanti per noi, se desideriamo una vita ricca di significato.

Come funziona?

I cani di due famiglie se ne vanno in vacanza, l’una a casa dell’altra per qualche giorno.

In questo periodo il cane non vive semplicemente sereno come se stesse in una pensione a cinque stelle dove tutti si occupano del suo benessere, ma vive al contempo esperienze che soddisfino maggiormente i suoi bisogni, rispetto alla famiglia di origine.

Esempio classico è il cane chiuso in appartamento per tutto il giorno, non perché i proprietari non abbiano il tempo di portarlo a spasso, ma “perché tanto è piccolo e può fare cacca e pipì sulla traversina”. Ecco che nell’altra famiglia comincia invece a uscire e fare esperienza del mondo, esattamente come chiedeva da tanto tempo. E si trasforma. Da pestifero e diffidente, diventa immediatamente socievole e sereno. Nonostante non sia nel suo nucleo familiare di origine.

Quando torna a casa trova la sua famiglia cambiata, più capace e con una maggiore consapevolezza dei suoi bisogni. E così il cane non muta solo il suo comportamento, ma cambia definitivamente stile di vita. In meglio.

I benefici per i telespettatori

Immaginate per un attimo cosa accadrebbe se la gente vedesse in TV che per gestire un cane aggressivo con gli altri cani non c’è bisogno di sottometterlo o strattonarlo, ma basta avere tempismo, comunicare correttamente e con una pettorina e un guinzaglio lungo cambia atteggiamento in un attimo, perfino se è un grosso San Bernardo!

E cosa accadrebbe poi se il programma facesse vacillare le convinzioni errate su cui la gente fonda il proprio rapporto, a volte disperato, con i cani? Siamo davvero sicuri di conoscere a fondo i concetti di “relazione”, “adattamento”, “affetto”, “stress”, “apprendimento”?  E cosa sappiamo davvero di ciò che è alla base di una mente sana, ovvero i processi di costruzione e rottura dei legami d’attaccamento?

Pensateci per un attimo: non è di relazione – invece che di performance – che i cinofili più attenti e preparati parlano oggi?

Tutela e benessere dei cani

L’intento è buono ok, ma concorderete con me che è una situazione che va gestita con estrema attenzione. E poi, non volevo solo che i cani fossero tutelati, ma che anche ne ricavassero dei benefici. Per cui mi sono messo al lavoro. Ho passato circa due mesi a stendere il progetto e poi a farlo comprendere alla produzione, che devo dire è stata molto molto comprensiva e non so come abbia fatto a non mandarmi al diavolo con tutti i vincoli che ho posto (a proposito voi della produzione e di Fox Life, se state leggendo, proprio in questo momento… grazie!).

L’obiettivo? Un’esperienza di arricchimento, in termini di competenze e significati, sia per i cani che per e loro famiglie.

Spezzare gli schemi

Chi mi segue sa che più che una novità è un mio modus operandi. Spesso faccio e dico cose che obbligano la gente a pensare con la propria testa, discutere fra loro, porsi domande e andare a fondo.

Così, so perfettamente che chi ama i cani, anche solo la metà di quanto li ami io, si sta già ponendo tutta una serie di domande. Le stesse che io stesso mi sono posto fin dall’inizio. Di seguito ne passo in rassegna alcune, le più importanti. Poi, se ne avete altre, fatemele nello spazio dedicato ai commenti.

Domande e risposte

Perché funziona?

Quando un cane cambia ambiente sociale la sua mente si pone in uno stato di scoperta, maggiore flessibilità e predisposizione all’apprendimento. E’ una situazione paragonabile a quella che viviamo quando siamo ospiti in casa di chi non conosciamo o quando cambiamo posto di lavoro: ci muoviamo con cautela, cerchiamo di capire regole e costumi del gruppo che ci ospita e di adeguarci all’ambiente. Questa maggiore disponibilità ad apprendere del cane può essere utilizzata per insegnargli cose nuove o rimuovere schemi maladattivi.

Al contempo anche le famiglie devono necessariamente rinunciare ai loro soliti e abituali schemi di pensiero sul cane che vive sotto lo stesso loro tetto. Basta etichette come “è stupido”, “è capriccioso”, “è un testone”, “è prepotente”, ecc. Adesso dovranno andare oltre le abitudini mentali e osservare il cane per davvero, da cima a fondo per comprederne attitudini e bisogni. E col mio aiuto il nuovo cane diventerà davvero il loro maestro.

E quando torna casa? Tutto come prima?

Certo che no! Non voglio mica sia solo una vacanza!

Come abbiamo appena detto non è solo il cane che impara, ma anche – e soprattutto – la famiglia. Quando il cane torna a casa trova i propri familiari più preparati, più bravi a comunicare e più competenti.

Ma davvero ogni cane può trarre beneficio da una situazione simile?

Assolutamente no! Al programma possono partecipare solo cani che abbiano una buona base psicologia.

C’è una selezione molto rigida per i nostri amici pelosi. Dalle prime fasi di contatto della redazione si passa poi, alla mappatura delle famiglie e della distanza fra loro, raccolte dati, profilo di ogni familiare, anamnestica del cane, prove video, simulazioni con videocamere e infine il mio parere, dopo aver studiato tutto il materiale e valutato i possibili “appaiamenti” (quale cane va in casa di chi e perché).

Non vogliatemene, ma questa trafila è per me una condizione imprescindibile, un punto assolutamente necessario se vogliamo che i cani stiano bene.

Non è che poi il cane soffre di “ansia da abbandono”?

La risposta è ovvia, ma è perfettamente lecito che se la ponga chi non conosce la psicologia del cane.

Certo che no! Da sempre difendo il benessere dei cani, nei metodi, nella forma, nella cultura e non ho certo intenzione di cambiare idea proprio adesso!

Stiamo parlando di cani che vanno in famiglie sensibili e attente, monitorate da video camere, con la mia supervisione e intere sessioni di coaching riprese dal vivo. Tutt’altra storia è un cane lasciato per strada in un luogo a lui sconosciuto, col proprietario che fugge in auto.

Se poi bastasse la permanenza lontano da casa a creare cani ansiosi, dovremmo far chiudere immediatamente le pensioni per cani e far cambiare lavoro ai dog sitter. E invece, per fortuna, non è così.

Ma i cani non si stressano cambiando ambiente sociale?

Certo che si!  Esattamente come quando fanno agility, obedience, trekking, training, nuove esperienze, ecc.

Certo che sì! Come quando fanno agility, obendience, addestramento. E certamente meno rispetto a quando vengono lasciati in pensione.

Non tutto lo stress è cattivo. Ci sono due tipi di stress: eustress e dis-stress (per approfondire puoi leggere questo articolo, scritto dalla neuropsicologa Cecilia Rassiga). Il primo fa bene, il secondo fa male. Il primo è il sale della vita. Il secondo è l’amaro riscontro che abbiamo superato il limite e dobbiamo riposarci.

Anni fa scrissi un articolo sullo stress nel cane. Mi accorsi che molti dei problemi di comportamento che mi riportavano erano dovuti a stress eccessivo (dis-stress). Conoscere lo stress e le sue cause ci permette di operare scelte consapevoli per il benessere, la crescita e lo sviluppo dei nostri cani. Siamo noi che decidiamo, sempre e su qualsiasi cosa: la casa in cui si vive, l’alimentazione, durata-luoghi-tempi di ogni passeggiata, chi bisogna incontrare e chi no, quali giochi fare o non fare ecc.

Meglio quindi ponderare bene le nostre scelte così da fare un attento bilancio di costi (stress) e benefici (sviluppo cognitivo) per ogni attività che vogliamo far svolgere al nostro cane.

Ci sono delle basi scientifiche?

Una delle cose che un comportamentalista può fare per spezzare gli schemi di un cane aggressivo nei confronti dei suoi proprietari è allontanarlo mettendolo in pensione per una settimana. Al suo rientro tenderà ad accettare le norme sociali per qualche giorno ed è lì che il professionista si inserisce modificando drasticamente il modus operandi dei proprietari, così da rendere i cambiamenti duraturi.

Ma non mi sono basato solo su questo per capire che la cosa poteva funzionare.

Negli ultimi anni si va delineando sempre più marcatamente un’approccio relazionale nel modo di intervenire sul comportamento e la cognizione del cane. In altre parole stiamo integrando sempre più profondamente i risultati ottenuti nel campo delle neuroscienze affettive e neuroscienze sociali, delle motivazioni interpersonali e dell’etologia cognitiva, con particolare riferimento a Panksepp, Topàl, Liotti, Prato Previde, e Bekoff.

Su questi principi baso il mio lavoro oggi. Su questi principi baso i miei interventi in “Cambio Cane”.

Quali correlazioni col concetto di base sicura?

Spesso crediamo che per essere una base sicura bisogna impedire ai cani di fare esperienza. Ma la funzione di base sicura è proprio quella di fornire le competenze per poter fare esperienza con ciò che base sicura non è. E questo attraverso esperienze di:

  • interazione diretta: sono la tua base sicura, interagisci con me
  • agevolazione: sono presente come base sicura, ma intervengo nella misura in cui ce n’è bisogno mentre interagisci con altro e/o con gli altri
  • autonomia: non sono presente fisicamente, ma ciò che ha imparato attraverso il nostro legame ti permette di cavartela da solo
I cani, nel nostro programma televisivo, vivranno una esperienza di autonomia rispetto alla loro famiglia, di interazione diretta con l’altra e di agevolazione con me. Quanto ci metteranno ad instaurare un legame con le nuove persone? Lo scoprirete guardando la trasmissione. E ne sarete sorpresi!

Una formula che faccia emergere l’importanza della relazione

Abbiamo già girato delle puntate e i risultati sono eccellenti. Il focus è totalmente spostato sulla relazione. Finalmente!

Il cosiddetto “training” esiste, i cani modificano i loro comportamenti, ma personalmente mi sono seccato di perdere tutto quel tempo in esercizi quando la vera causa della stragrande maggioranza dei problemi è dovuta alla frustrazione dei bisogni del cane. E qui uno comincia a capire che un conto è l'”addestramento”, rendere destro, aumentare la destrezza del cane nell’esecuzione di un particolare compito. Tutt’altra cosa è invece è l’intervento che si fa a monte, più profondo, che tocca la psicologia del cane e della famiglia, i significati e il valore che gli uni attribuiscono all’altro e viceversa.

Nei membri delle due famiglie emergono emozioni profonde. In questo stato essi sono maggiormente in grado di auto-analizzarsi e capire dove possono migliorare e in cosa, raccogliendo al contempo anche la motivazione a cambiare. Osservare se stessi e cambiare le proprie abitudini in funzione della soddisfazione dei bisogni dell’altro è il primo passo per una relazione correttamente impostata. Ecco che si lavora davvero sulla relazione!

Chiedetevi per un attimo cosa accadrebbe alla proprietaria di un chihuahua trattato come un bambino, se si trovasse davanti a un cane da pastore, il quale non può essere preso in braccio e pieno di entusiasmo chiedesse spesso di giocare o di essere portato a spasso. E al chihuahua cosa accadrebbe se venisse inserito in una famiglia che finalmente gli consente di vivere le sue esperienze “da cane”, se gli venisse offerta la possibilità di camminare per terra e invece di stare sempre in braccio, e così conoscere persone, altri cani ed esplorare nuovi luoghi, dando luogo a nuove interconnessioni neurali e sviluppando nuove capacità motorie, sociali e cognitive? Il cagnolino rinascerebbe, ecco cosa accadrebbe. Lo vedreste in poche ore assumere un atteggiamento più sicuro, sereno. Percepiremmo immediatamente che la parte più sana della sua personalità ha finalmente avuto modo di esprimersi.

Effetto domino

Non è che l’inizio, tutto questo. Non pretendo di poter rendere perfetta la relazione tra questi cani e le loro famiglie col mio intervento. Mi propongo più che altro di alzare il livello della qualità della vita di questi cani. Lasciando che il mio aiuto sia come il dito che spinge il primo tassello del domino, da cui poi scaturisce un effetto a catena.

Del resto, non dimentichiamoci che siamo sempre in TV e la TV non deve nel modo più assoluto sostituire il lavoro con un professionista. Mi riterrò soddisfatto se le puntate riusciranno anche solo a preparare il terreno, o in altre parole ad avvicinare le persone a una visione corretta della relazione con i nostri amici a quattro zampe.

E’ un inizio anche per i telespettatori, che spero comprendano quanto ricca sia la vita emozionale dei cani e quanto valore essi abbiano nelle nostre vite.

Un inizio per tutti noi. La vera sfida per noi cinofili, sarà vincere la battaglia col proprio ego. Me in testa a tutti.

Pronti?

Vi aspetto tutti sul Fox Life, il canale SKY.

48 Commenti

  • luisa ha detto:

    Ciao Angelo, grazie ai tuoi consigli la nostra pelosetta paurosa sta facendo passi da gigante! Da quando ho scoperto te e ThinkDog ho visto e letto tutto ciò che vi riguarda… amo il vostro metodo e la vostra filosofia. Ho appreso grandi cose… spero in modo giusto! Ora, ho contattato un’educatrice ThinkDog… non vedo l’ora di iniziare! Mi avete aperto un nuovo mondo… Grazie!!! Mi manca solo una cosa: le puntate di cambio cane! Ho scoperto il programma quando già era finito… Sigh! Ci terrei tanto a guardarle con i miei bambini ma sono introvabili… sai dove posso reperirle? Grazie ancora.

  • francesco ha detto:

    caro FLO la sottomissione in natura non è la dittatura di un pazzo come hitler.. e non è obbligatoriamente coercizione. Un cane, un lupo o qualsiasi altro canide non è triste e non piange perchè deve seguire un capobranco e sai perchè? perchè questo capobranco è qualcuno in cui avere fiducia che seguendolo ci fornisce cibo acqua protezione una tana sicura in poche parole.. SOPRAVVIVENZA E CONSERVAZIONE DELLA SPECIE. e c’è poco da dire su questo discorso qualunque umano può pensarla come vuole.. ma mi dispiace non il cane, poichè nei secoli si è adattato ed è sopravvissuto non facendo estinguere la specie in questa maniera.
    … un’altra cosa molto importante in natura non esiste un capobranco (guida leader ecc chiamatelo come vi pare) che non se lo meriti, gli animali non sono come noi, non sbagliano se sei capobranco lo meriti punto. per anzianità per esperienza per intelligenza il branco ti sceglie e ti segue. Non è come tra noi che abbiamo un dittatore o un premier che poi ci conduce nella nerda fino al collo. in natura chi comanda porta alla sopravvivenza sempre. o al massimo quasi sempre

  • flo ha detto:

    buongiorno da poco ho scoperto questo intelligente programma, spero che ve ne siano tanti altri di simili sia per dare finalmente un’immagine diversa del rapporto uomo cane basato sulla fiducia prima di tutto e sul rispetto verso l’animale nonche’ la comprensione dello stesso, per mezzo di un potente canale come la tv anche in virtu’ di un pericoloso “ritorno” di vecchie teorie ormai superate da anni (per fortuna) basate sulla sottomissione e sulla coercizione. Spero che questo programma abbia presto successo e molta visibilita’. Coraggio continuate cosi. Colgo l’occasione per augurarle Buon Natale.

  • Ilaria ha detto:

    Ciao Angelo, potresti dirmi cosa devo scrivere nell’email per partecipare al programma? Ti ringrazio 🙂

  • Sasha ha detto:

    Rispondo al suo post rivolto a me sig.r Vaira. Quanto da lei sollevato secondo il mio punto di vista non può essere messo sullo stesso livello…. ovviamente decidiamo tutto noi per il nostro cane, sulle cose importanti…e per quanto mi riguarda le varie decisioni sono sempre rivolte a cercare il benessere del cane…. decisamente ritengo che però la scelta di cosa mangiare o se tenerlo in casa in un giorno di pioggia non sia rapportabile con la scelta di spedirlo in un altro gruppo sociale.
    Le scelte elencate da lei riguardano a mio avviso la sfera della quotidianità e della vita del cane in relazione alla nostra in un ambiente familiare…. l’altra scelta implica l’esclusione dal gruppo, e per quanto amichevole io non riesco a pensare che non provochi ansia, disorientamento e sentimenti affini nel cane.
    Ovviamente lei è l’esperto, magari il suo sistema funziona, i cani del programma non soffrono…. quanto da me sostenuto è legato alla mia esperienza con i cani, quanto da loro appreso nel corso degli anni, crescendo con loro, ascoltandoli…. e quanto da me appreso … forse è solo il mio caso… ma i miei cani in una situazione del genere non si divertirebbero certo….

    La ringrazio comunque per aver preso in considerazione le mie osservazioni e aver trovato il tempo di dire la sua.
    S

  • sara ha detto:

    Caro Angelo, seguirò sicuramente questo programma, ma dubito di riuscire a trovare in una sola puntata un caso simile al mio. Sono la padrona di un cane con un livello di aggressività (penso territoriale) che non permetterebbe un’esperienza di questo tipo. Forse sbaglio a pensarla così?

  • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

    E dunque eccoci alla prova del nove. Il primo episodio di Cambio Cane è qui: https://www.facebook.com/groups/cinofiliaonline/?fref=ts

    Lascio giudicare a voi se aveva ragione chi era a favore o chi sosteneva che avrebbe traumatizzato i cani.

  • LIA ha detto:

    Caro Angelo,

    Ho preso il 10 di questo mese una canina da un canile di Salerno, si chiama Alina, da quando è arrivata sta sempre sul divano! è come se non ci fosse, sul modulo di affidamento c’è scritto “nata nel 2007” mi chiedo cosa avrà passato questa creatura per essere così infelice!! non abbaia, ma scodinzola, come posso aiutare la mia piccola Alina??……..
    Grazie, Grazie di tutto, ho bisogno di sapere cosa devo fare!!! LIA
    ( Io vivo in Toscana)

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Sembra una situazione molto delicata Alina. Potrebbe trattarsi di un trauma, di mancanza di esperienze nel periodo della socializzazione (termina più o meno quando cadono i denti da latte) o di entrambe le cose. Bisogna assolutamente che sentiate un professionista. Clicca qui per cercarne uno: http://www.thinkdog.it/dove/

      Per ora sappi che con voi migliorerà ne giro di altre due o tre settimane. Probabilmente uscirà dal suo guscio e interagirà allegramente con voi, ma solo in casa. Fuori sarà difficile. Con l’aiuto di un esperto potreste riuscire invece! Tieni presente che le mie sono solo previsioni superficiali. Sarà più preciso ciò che vi dirà l’esperto con cui lavorerete.

  • Sasha ha detto:

    rispondo ad Angelo… ho l’intelligenza per capire a chi si riferiva.. non ritengo studipo il mio giudizio.. sono sicuramente ignorante della trasmissione… della nuova fantomatica teoria… ma allo stesso tempo sono fiero di esserlo… ho appena riportato alla vita una segugia… due mesi di lavoro … poco alla volta … affrontando le varie problematiche…. ritengo che se un cane è problematico al 99% la colpa è dei proprietari….SOS TATA docet!!!… come in ogni campo della vita.. è molto semplice fuggire dalle proprie responsabilità… ammettere i propri limiti.. errori….alla fine tutti questi show hanno un minimo comune multiplo… non ci si è inventati nulla di nuovo…. alla fine anche loro devono vivere… altrimenti cosa si trasmetterebbe.. il mio pensiero è che in tutti gli altri casi chi partecipa al programma è consapevole di quello che sta facendo .. il cane no….per questo ritengo che comunque sia… qualunque sia il risultato… lo si è ottenuto facendo soffrire il nostro povero amico… che come sappiamo bene tutti.. nonostante tutto ci amerà comunque… comunque sia.. auguro una buona vita a tutti… anche a Vaira…

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Sasha, comprendo perfettamente ciò che intende… Il cane è assolutamente consapevole di ciò che accade: sa di trovarsi in un altro gruppo sociale. Non lo ha scelto forse. Ma questo è un altro essenziale punto che intendo sollevare: in quali altre occasioni il cane decide? Siamo noi a scegliere cosa mangia e quando, se si esce in passeggiata e quanto dura, se incontrare altri cani o meno, se debba vivere in giardino, alla catena o in casa, se giocare con la palla, col disco o se non giocare affatto, se educarlo o no ecc. Siamo SEMPRE noi a decidere le cose più importanti.
      Quindi il punto è: gli fa bene? Partecipare alla trasmissione lo arricchirà come individuo? Sarà un’esperienza formativa per lui? Lo farò sentire amato e al sicuro, tanto da poterlo rendere felice? Perché vedi, al di là delle nostre “teorie” sono i cani a dirci come stanno. E guardando le immagini nessuno potrà dire che questi cani non siano stati felici! Basterà guardarli…

  • Sauro Meneghin ha detto:

    Io dico solo una cosa.. tante parole, ma vorrei sentire il parere dei cani.

    Non vogliamo antropomorfizzare i cani, ma va benissimo, e allora scambiate umani come è già stato fatto e se volete far del bene ai cani, insegnate ai loro padroni a saperli gestire.

    Potrete fare la vostra bella trasmissione, guadagnare in fama e far soldi ugualmente, ma per favore, rispettate i cani!

    Cordialmente.

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Avrai il parere dei cani guardando ciò che diranno loro stessi in TV. I cani parlano. Continuamente, per chi ha occhi e orecchie per sentire le loro parole.

      Dedico la mia vita a loro. Ho fondato associazioni appositamente create per tutelarli. Come potrei non rispettarli?

      Om mani peme hung

  • Angelo ha detto:

    Esporre le proprie perplessità è giusto, giustissimo. Lo è ancora di più mettere in gioco i propri pensieri e le proprie idee.
    Vedo con piacere che qui, censure non ce ne sono.
    Ritengo invece che è errato ed anche stupido “giudicare” nel momento in cui:
    – non si è parte viva del contesto che si sta giudicando
    – non si è visto ancora nulla nei risultati (positivi o negativi che siano)
    – non si è al corrente dello scontro che si sta avanzando
    Personalmente leggo perplessità e anche diffidenza, giusto. Ma mi spiace leggere giudizi del tutto ingiustificati, privi di senso e anche avanzati in un modo abbastanza “ignorante”.
    Non mi riferisco a nessuno in particolare, ma chi si sa autoleggere, sa bene a chi mi riferisco.
    Ahhhh, dimenticavo: parlo da persona che sa quello che dice, perché ha preso parte al progetto scambiando il proprio cane!

  • ALE ha detto:

    dubbio..ma se le famiglie che scambiano i cani sono, parole tue ” gentili, sensibili, competenti ecc” come mai con tutta la loro gentilezza sensibilità e competenza non riescono ad educare ed interagire correttamente col proprio cane ma lo debbono fare col cane di qualcun altro???

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ho già risposto. Mi chiedo: perché citi cose che non ho mai detto? Commento buttato là tanto per fare polemica come si vede in giro per il web recentemente? Andiamo bene, la cultura cinofila sta subendo un duro colpo ultimamente a causa di queste prassi. Non ho mai detto che sono famiglie competenti. Ed essere sensibili, non significa essere competenti.

  • dalina ha detto:

    mi candido come co-conduttrice

  • rossella de cesare ha detto:

    In questo mondo mancano due cose secondo me importanti: la fiducia e il saper aspettare… io direi di non giudicare in modo affrettato e sopratutto considerare il fatto che tutto è in evoluzione

  • Claudio Cani Sciolti ha detto:

    Aggiungo i miei 2 cent di commento a questo blog, perché tante volte ci siamo trovati a gestire situazioni in cui i cani venivano *realmente* abbandonati e/o sballottati a destra e sinistra, vuoi per sopraggiunte difficoltà, vuoi per leggerezza delle famiglie… Angelo, e non solo lui, ha risposto più che puntualmente a ciascun post, e non è quindi per rinforzare alcuna posizione, già ben chiarita ed esplicita, che aggiungo le mie note.

    Forse un aiuto a comprendere meglio la situazione ci può venire dai vecchi esperimenti di Bowlby relativi al concetto di “base sicura”, ed ai vari contributi (Mary Ainsworth e la sua Strange Situation, la ricerca sui ruoli paterno e materno di Main e Weston, i percorsi evolutivi di Waddington, e così via), condotti dagli anni ’70 in poi, che mettono l’accento su quali difficoltà un piccolo umano debba attraversare per superare con successo le prime fasi del suo “muoversi nel mondo” e di come l’ambiente, cerchie ristrette in primis (padre e madre, ma anche famiglia in senso più lato) e società in secundis abbiano ruoli ben precisi a cui adempiere, pena una qualche forma di ripercussione negativa nel novello essere umano.

    L’abbiamo sempre detto e non finiremo mai di ripeterlo: i cani non sono esseri umani, e antropomorfizzarne comportamenti e piste evolutive, così come interpretarne i comportamenti ricercandone i paralleli negli agiti umani, è pericolosissimo e sempre fuorviante, dato che si stanno comparando due specie differenti, con approcci ed elaborazione del contesto basati su schemi cognitivi, gerarchie di bisogni e sistemi motivazionali profondamente diversi, anche se ai più smailiziati piace tracciarne corrispondenze analogiche (ma mai omologhe). Questo però non toglie che, così come avviene negli esseri umani, anche nei cani l’etologia abbia indicato come i meccanismi alla base della crescita evolutiva ed esperienziale di ciascun individuo prevedano un corretto sviluppo del bagaglio di autonomia ed autostima del cane, unito ad un’assistenza non oppressiva ma guidante degli affiliati più vicini ed esperti, che possano quindi consentire all’essere in crescita la possibilità di allontanarsi, esplorare, fare esperienza e comunque e sempre rientrare alla sua base sicura, appunto, e continuare così fino ad un suo distacco, ben gestito e naturale, che sancisce il suo passaggio all’età più matura.

    I cani vengono troppo spesso gestiti (o meglio, “non-gestiti”) in modo superficiale e distaccato, non già per malizia o cattiveria (o meglio, a parte questi casi, che non ci interessano in questa sede), ma per superficialità, mancanza di sensibilità ed incompetenza: e nel buon nome del “credevo di far bene” si commettono le azioni più sbagliate e nocive. E tutto questo riguarda non già il numero, sempre troppo grande, di cani abbandonati, maltrattati e detenuti in canile o nelle pensioni, ma i cani di tutti, i cani di famiglia, i cani che, teoricamente, questi problemi di malagestione non dovrebbero [più] sperimentarli. E invece…

    Il format che andrà in onda sicuramente non mancherà di entusiasmare un certo numero di personaggi che lo interpreteranno a loro uso e consumo, vuoi per ingenua faciloneria, vuoi per furbetteria e piccineria squisitamente italiane (“Ah, ho visto che devo fare, beh, mo’ lo faccio io, ché, mica vado a spendere soldi per un educatore che fa le stesse cose, no?”), e di questo temono i molti che, da addetti ai lavori, avanzano perplessità in merito; ma bisogna pur tener presente che gli stessi personaggi di sopra seguono anche il buon Millan e ne applicano, per di più distorcendole ulteriormente, le già non ben fondate modalità relazionali, dispensano consigli a destra e a manca, e, dove possibile, mantengono anche pensioni familiari con cani che vi entrano disorientati e ne escono ben più stressati e scossi di prima. E allora? E allora ben venga questo format che, condotto comunque sotto una supervisione di qualità, continua nel tempo (prima e durante, e ci si stava organizzando per un “dopo”…), sicuramente più che “destabilizzare” funzionerà come breve ma simpatica vacanza, occasione di arricchimento ed autoaccreditamento per i fortunati partecipanti – tanto umani quanto canini.

    Aspettiamo dunque con ansia queste puntate, e vediamo di utilizzare questa opportunità per diffondere ancor più ad ampio raggio un interesse, un riguardo ed un ruolo che i nostri cani, tutti i cani, si guadagnano e si meritano ogni giorno di più.

    Claudio Cani Sciolti

  • Susanna Canonico ha detto:

    Sono dispiaciuta nel vedere che si parla di cani “devastati”.
    Sopratutto da parte di un educatore cinofilo.
    Mi chiedo: ma un educatore cinofilo cosa consiglia ai propri clienti se hanno necessità di separarsi dal cane?
    Di portarlo in una pensione “normale”? In una pensione casalinga? Da un parente?
    Io quando posso cerco di evitare che i miei clienti e/o amici portino i cani in una semplice pensione, anche se questa ha grossi giardini e gabbie spaziose, consiglio sempre una pensione casalinga, magari gestita da un educatore o da persone con una competenza cinofila soddisfacente.
    Mi piacerebbe davvero sapere, Maurizia Puggioni, cosa consiglia ai suoi clienti.
    Ho sempre portato i miei cani ovunque, ma quest’anno per due gare sportive sono stata in camper per qualche giorno in 2 posti completamente diversi, uno a 42 gradi ed uno a 10 gradi in luglio e la mia Ava, a 13 anni suonati con artrite ed artrosi ne avrebbe sicuramente risentito, ho chiesto ad una dog sitter di ospitarla. E’ andata molto bene e lei non ne era assolutamente scossa.
    I cani in questione, non sono cani con problemi alle spalle che potrebbero far vacillare le loro sicurezze, ma sono cani selezionati adeguatamente.
    sono seguiti da educatori e da Angelo Vaira.. molto meglio che affidarli ad un parente senza nozioni cinofile che potrebbero spaventare il cane anche se lo conoscono accuratamente.
    =)

  • elianna ha detto:

    Avendo a che fare con i cani di canile, mi trovo spesso a constatare con ammirazione la loro capacità di adattamento e la flessibilità mentale con cui affrontano le varie esperienze, e che spesso li rende più “svegli” dei loro simili più fortunati che vivono in casa; penso che ogni cane dovrebbe essere libero di esprimersi in differenti ambienti e circostanze e perciò un eccessivo attaccamento al padrone spesso è per loro frustrante e limitante. Un cane affettivamente sereno può affrontare anche il temporaneo distacco. E poi suppongo che i cani e le famiglie siano scelti in base ad una selezione che tenga conto anche del fattore distacco.
    Mi piace questo progetto e spero che serva quanto meno ad avvicinare le persone alla figura dell’educatore e a porsi nuove domande sui bisogni dei loro amici a 4 zampe.
    Bravo Angelo! 🙂 Aspetto con curiosità …

  • elena_iane ha detto:

    Non nascondo che leggendo l’articolo qualche domanda e perplessità l’ho avuta… ma il cane come affronta questo cambiamento? lo capisce? lo vive come un abbandono? e come affronta poi il rientro? e può questo programma alimentare l’idea che sia accettabile “sballottare” un cane tra varie famiglie (es. adottarlo e rimandarlo indietro, ecc.) in un pubblico un po’ “superficiale” e disattento? Conosco tuttavia la filosofia e mentalità tua, comprendo e condivido l’idea dell’importanza dello stress e delle esperienze e reputo la mia conoscenza del tema e dei cani nettamente più limitata da fidarmi e voler vedere con curiosità il risultato di questo programma. Sono sicura che le espressioni dei cani coinvolti parleranno molto chiaramente sull’impatto dell’esperienza! E forse mi insegneranno che “proteggere” il proprio cane da qualsiasi stress lo limita nel suo sviluppo

  • Valentina Silvestri ha detto:

    Come si fa a dire che non voler separare un cane dal suo contesto implica iperprotettività e apprensività (cosa scritta dall’utente Vanni) ??? Il benessere dei cani dipende da due fattori (e lo insegnano a qualsiasi corso. E lo si può riscontrare semplicemente guardando i cani) : gruppo sociale e stimolazione ambientale. Con gruppo sociale si intende un gruppo sociale fisso, in cui regna la comunicazione. Non si intende “soggetti a caso”. I cani sappiamo bene che hanno straordinarie capacità. Ma non vedo perchè ci si debba giustificare usando in malo modo certe innegabili verità, per sostenere qualcosa che altro non è che un reality dal format di dubbio gusto.

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Innegabili verità: come quella che il sole gira attorno alla terra? Cara Valentina, mi sa che devi approfondire un tantino i tuoi studi. Oppure mi indichi la pubblicazione scientifica in cui si dice che il benessere dei cani dipende dal fatto che il gruppo sociale rimanga sempre lo stesso.

  • vanni ha detto:

    Ciao Angelo. Quando ho sentito della trasmissione in fieri ne ho tratto immediatamente una sensazione positiva. Nel seguito ho ascoltato e letto le tante critiche che anche qui Ti vengono formulate e ciò mi ha disorientato. Una risposta che fuga le mie perplessità si fa strada da sola quando passeggio con Zakk e vedo molti cani… o meglio “tutti” i cani, attaccati al collo con un cappio ed un metro scarso di guinzaglio, gli occhi spenti, i padroni che li impiccano perché non si avvicinino, perché non annusino, perché non tirino, perché non facciano altro che restare attaccati all’altro capo del cappio. Padroni convinti, voglio pensare loro malgrado, che per essere il capobranco, il leader, si debba essere determinati ed autoritari, impiccando la stupida bestia con colpi sicuri e calci di tacco… e la chiamano psicologia… e lo chiamano psicologo!
    Debbo molto a Turid Rugas ed a Te e penso che si profili un principio di “dovere etico” ad andare in televisione e dire, raccontare, mostrare quanto è affasciante riuscire a dare al proprio cane un segno diverso e ricevere da lui mille volte di più in affetto e mutuo benessere.
    E non penso che il mio dire equivalga a “il fine giustifica i mezzi” poiché cambiare contesto per un cane non è un trauma così nefasto, anzi non è un trauma affatto! Smettiamola di pensare che sono così incapaci ad elaborare le difficoltà, poiché proprio questa convinzione nelle persone accresce l’incapacità nei loro cani. I peggiori danni ai figli sono causati da genitori presenti e protettivi. Ed a dirla tutta pare che si stia parlando di una trasmissione che fomenti l’abbandono…
    Vai, Angelo. Sono sicuro che anche a fronte di un titolo invero infelice, trasparirà il valore del massaggio… altrimenti mi rimborsi l’abbonamento a Sky che ho da poco sottoscritto apposta!

  • Fede88 ha detto:

    Ho letto più volte l’articolo e sono dell’idea che bisogna aspettare e vedere cosa verrà fuori.. io penso che i cani vanno abituati a stare senza di noi ma non per questo è un trauma per il cane.. ogni programma che darà qualche spunto positivo e che non farà vedere il cane strattonato con il collare a strozzo (stile cesar millan) per quanto mi riguarda è ben accetto..

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ecco una posizione equilibrata! La cultura cinofila ha bisogno di muoversi un questa direzione: uno può esprimersi a favore o contro, non è questo che conta, ma la qualità delle discussioni. Ci vuole intelligenza, equilibrio e ponderatezza se insieme vogliamo crescere e di crescita/evoluzione della cinofilia vogliamo parlare.

  • Francy educatrice cinofila ha detto:

    spero che tutti i commenti rimangano perchè altrimenti davvero siamo in dittatura….
    sono daccordo con quanto scritto sopra… con questo programma andremo incontro ad ancora discultura cinofila, maltrattamenti, gente che darà il cane a famiglie o addirittura lo portera al canile per una settimana perchè dio tv ha detto cosi!! cavolo i soldi come fanno cambiare le persone!!!

  • Ary ha detto:

    Ho letto a fondo questo articolo. Personalmente mi fa piacere che qualcuno si contrapponga alla cinofila americana che ci propinano, ma non mi piace come questo programma verrà svolto! Il problema come è stato sottolineato è la famiglia che non è capace (per ignoranza) di soddisfare le esigenze del cane. Quindi due famiglie che non sanno gestire il loro cane se li scambiano. Ma c’è un problema Sign. Vaira, lei afferma che: “Stiamo parlando di cani che vanno in famiglie sensibili e attente, monitorate da video camere, con la mia supervisione e intere sessioni di coaching riprese dal vivo” MA COME POSSONO ESSERE FAMIGLIE SENSIBILI E ATTENTE???? Ad ogni modo, sono convinta che il cane non tragga beneficio a essere portato via dalla propria famiglia. Io in casa offro il servizio di pensione per cani, e si vede benissimo che il cane è spaesato e nei primi tempi (non ore, ma giorni) si comporta non bene, ma di più, non mostrando nessun atteggiamento errato.( giocano, dormono, mangiano tranquillamente, mostrandosi rilassati ma sempre con un’attenzione particolare al mondo che li circonda) Solo dopo molto tempo inizia a sentirsi rilassati e si lasciano veramente andare. Quindi mi chiedo come uno possa risolvere il problema del cane se esso non li mostra affatto? Aggiungo inoltre che mai e poi mai permetterei ad un’altra persona di gestire il mio cane senza che io sia li di persona. Sono proprietaria di un Cane Lupo Cecoslovacco, e mi ha dato alcuni problemi! Come li ho risolti? Alzando il fondoschiena e andando IO al campo con li MIO cane, seguendo corsi di psicologia canina e tanti altri (avevo la possibilità nono solo economica) e subendomi un bel pò di ramanzine dalla mia Addestratrice.
    Finisco con l’affermare che avrebbe potuto diventare un programma interessante, in contrapposizione ad altri, ma anche dopo aver letto l’articolo sono ancora più convinta dell’inefficacia.
    Ma fare come la Stiwell no eh? (battuta!)

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      🙂 Ciao Ary, grazie per aver commentato!
      QUESTIONE FAMIGLIE ATTENTE E SENSIBILI
      La contraddizione è solo apparente. Uno può essere attento e sensibile pur trovandosi in casa un cane pestifero. Quello che manca in questo caso sono informazioni corrette e nuove capacità, non sensibilità. E’ la storia di quasi tutte le persone che contattano un educatore cinofilo per farsi aiutare.
      QUESTIONE PENSIONE
      Anche io ho fatto, grazie alla mia compagna, pensione in casa. E devo dirti che tutti i cani che abbiamo avuto si sono adattata alla velocità della luce. E la stessa cosa accade ai cani che partecipano alla trasmissione. Immediatamente “giocano, dormono, mangiano tranquillamente, mostrandosi rilassati ma sempre con un’attenzione particolare al mondo che li circonda”. Non smettono mai di farlo. Segno che tutto procede per il meglio. Quando vado da loro sembra che abbiano vissuto lì da sempre. Ieri ho fatto una chiacchierata con una mia allieva che fa pensione. Anche lei dice che il massimo che le è capitato di vedere è un cane che ci ha messo un giorno ad ambientarsi. Credo che tu, come chiunque altro abbia questo problema facendo pensione debba porti delle domande. Possono esserci diverse condizioni che non permettono a un cane di ambientarsi rapidamente, come per esempio il sovraffollamento: ci sono troppi cani. Da un commento come questo sono sempre più convito che anche chi fa pensione debba fare dei corsi di formazione (adeguati).
      QUESTIONE TUO CANE
      Non c’è solo un modo di risolvere problemi. E ad ogni modo, se è vero che hai letto attentamente, avrai anche letto che il focus non è risolvere i problemi del cane, ma fargli fare una esperienza di arricchimento.
      QUESTIONE EFFICACIA
      Il mondo è spesso diverso da come ce lo aspettiamo e dobbiamo avere l’apertura mentale e l’umiltà necessaria per capire che a volte semplicemente ci sbagliamo. I cani e le famiglie che fino ad ora hanno partecipato, di benefici ne hanno avuti tanti, per cui sono molto sereno.

      • Ary ha detto:

        QUESTIONE FAMIGLIE ATTENTE E SENSIBILI
        Su questo ti do ragione.. manca l’informazione! Ma non vedo perchè allontanare il cane! Una volta informata la famiglia su cosa devono fare e soprattutto su cosa sbagliano, l’educatore cinofilo non sparisce! Ma aiuta la famiglia a mettere in pratica ciò che ha imparato.

        QUESTIONE PENSIONE
        Precisiamo che io non mi sono improvvisata amante dei cani da un giorno all’altro, ma è dal 2006 che frequento corsi e continuo tutt’ora a seguirli! Io non ho detto che i cani non si sono ambientati, anzi, se così non fosse non mangerebbero, non giocherebbero e non dormirebbero ma mi farebbero impazzire tutto il tempo! Fin da subito mi ascoltano come se fossi la loro padrona! Ho solo precisato che ad una attenta osservazione, basata su quello anche che i proprietari mi hanno riferito sul comportamento a casa, il cane non manifesta alcuni comportamenti ES: la padrona di un boxer mi ha detto che in casa non ha più oggetti sui tavolini xchè il boxer li fa cadere tutti e salta sulla cucina. Il cane è stato in stallo da me per 20 gg e non ha mai provato a saltare sulla cucina e non ha mai rotto nulla! Si è azzardo una volta, ma è bastato richiamarlo a me e non ci ha provato più.
        QUESTIONE CANE
        Ribadisco: queste esperienze perchè non può farle con il suo branco?
        QUESTIONE EFFICACIA
        Non penso che sia questione di umiltà, il problema è a mio parere voler fare assolutamente qualcosa in contrasto con quello che si vede al giorno d’oggi! Ma non possiamo semplicemente cercare di migliorare quello che c’è ed eliminare quello che non va bene? Perchè sono 20 anni (se non più) che è ormai chiaro che il problema è la famiglia e che le lezioni classiche a tu x tu educatore-famiglia-cane vanno benissimo, sono alcuni METODI che non vanno.

  • Maurizia Puggioni Educatrice Cinofila ha detto:

    Censura in un paese democratico ed empatico …. fa ben poco ‘posto sicuro’
    Che tristezza

  • davix ha detto:

    Io non conosco la psicologia canina come la conosci tu, ma per niente al mondo parteciperei a questo programma: privare un cane del SUO branco e scaraventarlo in un altro non vedo come possa fagli del bene, visto che in natura (lupi) questo avviene come conseguenza di comportamenti o situazioni spiacevoli e penso sia così che la viva un cane.

  • Eleonora Satta ha detto:

    Come si fa a partecipare come famiglia?

  • Eleonora Satta ha detto:

    Peccato che non ho Sky, ma spero che venga replicato su Cielo, cosìcché ci sia un punto di vista diverso (molto diverso!!) da quello dello pseudo “psicologo per cani”. Grazie Angelo!

  • Maurizia Puggioni Educatrice Cinofila ha detto:

    So già che questo commento non comparirà, ma lo metto ugualmente.
    Era già indecente ‘cambio moglie’ ma almeno gli umani capivano a cosa stavano partecipando. Questo è addirittura indegno, da di chi dice di amare i cani spacciare un format televisivo per ‘educativo’ poi.
    I cani ne usciranno devastati e le famiglie anche (anche se non credo che i cani siano di proprietà visti i contatti con i canili per reperire gli animali che ho avuto modo di constatare di persona) ma sopratutto contribuirà ad abbassare ancora il livello delle conoscenze cinofile, con buona pace dei cani che vedranno la loro vita peggiorare ancora di più, venendo incompresi e maltrattati … ma l’ha detto il dio-televisione …..
    Mi auguro che i soldi guadagnati in questo modo indegno prendano la strada che ‘meritano’ di vero cuore …. io farei attenzione, perchè il karma funziona sempre

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      :-O Capisco che sei preoccupata… Il fatto è che delle puntate le ho già girate e i cani non ne escono devastati, semplicemente. Sono felici e più competenti di prima.
      I quanto ai canili, purtroppo è una menzogna. La redazione ha chiamato ovunque per avere contatti di famiglie che hanno un cane, non per girare con i cani che stanno in canile. Forse per questo hanno anche chiamato i canili, ma ricorda che successivamente a questo c’è una ulteriore selezione, la trafila è lunga.

  • Condivido in pieno il cambio di prospettiva nel modo di porsi nel rapporto con noi stessi e di conseguenza con gli animali. E’ interessante in questa trasmissione di Angelo l’introduzione dell’analisi autocritica di tutto ciò che possiamo considerare le nostre “forme mentali limitanti” più radicate. Spesso, anche se non ce ne accorgiamo, questi box della mente possono dimostrarsi come pesanti condizionamenti che ci ostacolano, impedendoci di vedere oltre i confini che oggi definiscono il nostro modo abituale di relazionarci con gli altri esseri viventi.. Questa trasmissione ci propone, secondo me, di guardare oltre la solita visione nel modo di relazionarsi al cane…ma vale come approccio con tutti gli animali non umani (ma in fondo vale anche con altri umani!). Quindi “Evviva”!

  • Kolly75 ha detto:

    Proposito e programma interessanti! Spero in un cambiamento positivo di informazione, riguardo il giusto rapporto che di deve avere con i propri cani. Una cosa mi lascia un po’ titubante: la separazione. Non riuscirei serenamente ad allontanarmi dai mie cani, anche se solo per poco tempo;)

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ti capisco perfettamente. Sai a volte è necessario farlo (tipo ci ricoverano o abbiamo altre emergenze). In questo caso aver abituato il cane alle separazioni, anche prolungate è una forma di educazione preventiva. Credo dobbiamo chiederci prima di tutto cosa è utile a un cane e cosa no. Ad ogni modo io sono SORPRESO di quanto velocemente si adattino questi cani! In poche ore sembra che abitino nell’altra casa da sempre. Insomma li vedo felici. E tanto mi basta. Grazie! 🙂

  • Francesco ha detto:

    Congratulazioni! Sarà sicuramente un successo!! Sarà possibile vedere gli episodi online? Non ho SKY, perché non guardo la TV. Però vorrei poter vedere il tuo programma.

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