La motivazione a meditare

Se vuoi che la pratica della meditazione metta radici e fiorisca devi sapere perché pratichi. Altrimenti come riuscirai a sostenere il non fare, in un mondo in cui solo il fare sembra avere valore? Che cosa ti indurrà ad alzarti presto la mattina per stare seduto a osservare il tuo respiro, mentre tutti gli altri se ne stanno al calduccio a letto? Che cosa ti indurrà a dedicare un certo tempo a “essere soltanto”, mentre gli ingranaggi del mondo girano e i tuoi impegni e le tue responsabilità ti chiamano? Che cosa ti stimolerà a portare la consapevolezza in ogni attività della tua cita quotidiana, momento per momento? Che cosa impedirà che la tua pratica perda energia, diventando monotona o esaurendosi completamente poco a poco, dopo un iniziale scoppio di entusiasmo?

– Jon Kabat-Zinn

La parola “pratica” ci fa intendere che la meditazione va fatta costantemente nel tempo e non possiamo aspettarci che dia i suoi frutti solo perchè qualche volta ci siamo seduti e abbiamo “provato”. Per una pratica costante serve una motivazione integrata nella propria visione della vita. Ecco perché la meditazione deve essere sostenuta da una corretta visione.

I “quattro pensieri fondamentali” della tradizione tibetana, sono un rimedio specifico per questo. Forniscono una buona dose generale di meditazione.

  1. Cominciamo col cogliere l’opportunità di essere nati con la capacità di meditare, in un paese libero in cui se mediti non corri il rischio di essere scoperto, incarcerato o addirittura ucciso per questo. Siamo evidentemente sostenuti da un lavoro e da altre condizioni che ci lasciano il tempo di farlo, se lo desideriamo. Abbiamo la preziosa opportunità di ottenere beneficio e di esserlo per gli altri.
  2. Riflettiamo sul fatto che queste perfette condizioni potrebbero cambiare. E’ la verità dell’impermanenza. Nulla è immutabile. Non possiamo essere certi nemmeno di quanto lunga sarà la nostra vita: un’altro giorno? Un altro anno? Dieci, cento? Chi può saperlo. Meglio non lasciarsi sfuggire neanche un momento.
  3. Tutto ciò che siamo dipende dalle scelte che abbiamo fatto in passato. E ogni volta che sediamo a meditare stiamo piantando i migliori semi per il nostro futuro. Questa è la legge di causa-effetto, che non procede sempre linearmente, e che i buddhisti chiamano “karma”.
  4. Qualsiasi tipo di felicità ottenuta attraverso condizioni esterne è appunto “condizionata”. Non è duratura. Dopo aver comprato la nuova auto, il divano dal design perfetto, dopo aver ottenuto la laurea, la casa, il nuovo lavoro, ecc. cadiamo nelle nostre solite abitudini mentali. Se non lavoriamo con noi stessi non saremo mai capaci di essere felici indipendentemente da ciò che accade. La pratica costante conduce al “risveglio”: uno stato di gioia, intelligenza, compassione, energia, al di là di ogni immaginazione. Con questo costante stato mentale non solo siamo felici noi, ma abbiamo le migliori capacità per influenzare positivamente gli altri.

Ogni volta che la mia motivazione cala, rifletto attentamente sui “quattro fondamentali”. E mi ricordo della mia visione della vita delle cose, dei rapporti umani… L’energia aumenta e la pratica fiorisce.

E tu da cosa trai motivazione? Perché pratichi?

2 Commenti

  • lucia Catena 3299088422 ha detto:

    Da cosa traggo la motivazione nella mia vita?
    credo che ognuno di noi,me inclusa,sia in questo mondo per un preciso motivo.Credo nella Provvidenza Divina che si manifesta puntualmente attraverso una preghiera spontanea ed individuale praticata in ogni luogo e in ogni momento della giornata.
    Non ho mai praticato la Meditazione ,affrofondirò sicuramente l’argomento.
    Una cosa per me è certa: un cane è un grande dono per ogni essere umano come un uomo è il più grande dono che Dio possa fare ad una donna,e viceversa.
    Conoscerti Angelo,è stato per me un grande dono.lucia catena

  • flelle ha detto:

    L’energia aumenta…Ciò che alimenta in noi l’energia che ci dona questa forza, è la stessa forza che ci fa servire. Il servire ci rende forti, tenaci, pratici, trasformando tutto questo in una sola parola, energia, forza di vita.

    “Dormivo e sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Volli servire e vidi che servire era gioia”

    Tagore

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