Posted by Angelo Vaira on 28,dic ,2011 in Meditazione : Buddhismo, News | 1 comment
Se vuoi che la pratica della meditazione metta radici e fiorisca devi sapere perché pratichi. Altrimenti come riuscirai a sostenere il non fare, in un mondo in cui solo il fare sembra avere valore? Che cosa ti indurrà ad alzarti presto la mattina per stare seduto a osservare il tuo respiro, mentre tutti gli altri se ne stanno al calduccio a letto? Che cosa ti indurrà a dedicare un certo tempo a “essere soltanto”, mentre gli ingranaggi del mondo girano e i tuoi impegni e le tue responsabilità ti chiamano? Che cosa ti stimolerà a portare la consapevolezza in ogni attività della tua cita quotidiana, momento per momento? Che cosa impedirà che la tua pratica perda energia, diventando monotona o esaurendosi completamente poco a poco, dopo un iniziale scoppio di entusiasmo?
- Jon Kabat-Zinn
La parola “pratica” ci fa intendere che la meditazione va fatta costantemente nel tempo e non possiamo aspettarci che dia i suoi frutti solo perchè qualche volta ci siamo seduti e abbiamo “provato”. Per una pratica costante serve una motivazione integrata nella propria visione della vita. Ecco perché la meditazione deve essere sostenuta da una corretta visione.
I “quattro pensieri fondamentali” della tradizione tibetana, sono un rimedio specifico per questo. Forniscono una buona dose generale di meditazione.
Ogni volta che la mia motivazione cala, rifletto attentamente sui “quattro fondamentali”. E mi ricordo della mia visione della vita delle cose, dei rapporti umani… L’energia aumenta e la pratica fiorisce.
E tu da cosa trai motivazione? Perché pratichi?
L’energia aumenta…Ciò che alimenta in noi l’energia che ci dona questa forza, è la stessa forza che ci fa servire. Il servire ci rende forti, tenaci, pratici, trasformando tutto questo in una sola parola, energia, forza di vita.
“Dormivo e sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Volli servire e vidi che servire era gioia”
Tagore