Qual è la tua “Itaca” ?

Vero talento!

Guarda e ascolta questi ragazzini suonare.

Pensa a cosa perderemmo se l’ambiente in cui sono cresciuti non avesse permesso loro di esprimersi e imparare.

Poche cose sono così tristi come il talento sprecato.

Poche cose danno così tanta felicità come il potenziale realizzato.

Per prenderti cura di te prova ad accudire i tuoi talenti. Permetti loro di esprimersi. Di guidarti.

Quali sono le tue passioni?
Per cosa ti alzeresti al mattino pieno di energia?

Ci sono cose che il tempo non restituisce. E lo fa per insegnarti quanto siano preziose le tue scelte, le azioni che compi ogni giorno.

Cosa è più bello?
Il luogo in cui arriveranno questi bambini o quello che accadrà loro durante il viaggio che stanno compiendo?

 

Sempre devi avere in mente Itaca. Raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
Soprattutto non affrettare il viaggio. Fa che duri a lungo e che da vecchio metta piede sull’isola tu, ricco di tesori accumulati per la strada, senza aspettarti ricchezze da Itaca
Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto orma savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che un’Itaca vuol significare.

Costantinos Kavafi

Cosa è per te “Itaca”?

6 Commenti

  • Anonymous ha detto:

    Apprezza il bello e il brutto che ti sarà vicino e ti renderai conto che dipende da te considerare qualsiasi cosa piacevole o spiacevole, brutta o bella. Non aspettare il sole quando c’è la pioggia, goditela e impara ad apprezzarla. Perchè puoi imparare come non bagnarti. Gli eventi piacevoli lasciano in noi un bel ricordo, quelli spiacevoli un grande insegnamento. Dobbiamo accettare tutto senza pensare di poter trasformare il dolore in gioia, ma comprendendone la necessità e la finalità. Nella mia Itaca c’è tutto, il bene e il male, il bello e il brutto: non ho raggiunto un luogo di pace e di felicità, ma sono io che sono cambiata, sono io che adesso vedo il mondo che mi circonda con occhi diversi, e vedo Itaca.Sara

  • Anonymous ha detto:

    Brevi riflessioni in evoluzione.Itaca, la casa, gli affetti, i legami, gli incontri, il ritorno.Dove lenire le ferite, condividere le gioie.I tesori raccolti lungo il percorso non vanno mai perduti, sono in noi per sempre.Ritrovali! Ritrovati!Adriana

  • Anonymous ha detto:

    Diversi da chi? Uguali a cosa? Tutti noi siamo semplicemente unici. Possiamo assomigliarci in tanti aspetti, dall’estetica alla morale a mille altre cose, ma tutto il resto può essere diverso. Specie le motivazioni. L’unico modo per essere sereni e proseguire il proprio viaggio verso la propria Itaca è amare chiunque ci stia vicino proprio per quel suo essere unico, per quel suo essere così uguale e così distante. E intanto andare avanti verso la nostra meta. C’è chi ci accompagnerà nel viaggio, chi resterà indietro: come i compagni di Ulisse. Non dobbiamo chiederci perchè non ci seguiranno, perchè non arriveranno dove arriviamo noi: la nostra Itaca non è per loro, tutto qua, è solo nostra. Unica, come noi l’abbiamo sognata, e come siamo noi. Nè uguali nè diversi.Sara

  • Anonymous ha detto:

    Non so chi tu sia cara “anonima”, ma…hai tradotto in lettere anche i miei pensieri!!Stesse domande che martellano la mia testa…Stesse giustificazioni con il resto del mondo…Stessa concezione di vita…E’ stupefacente come sia difficile essere se stessi, ma è ancor più stupefacente la facilità con cui la gente ti cataloga come “alieno” se pensi fuori dal coro.Personalmente sono stanca di dare mille spiegazioni ogni giorno, ma sempre più contenta del mio modo di vedere il mondo, che mi permette di dire “stop”, di godere dei piccoli momenti di gioia e di non essere travolta dai ritmi della società.Ti auguro con tutto il cuore di raggiungere la tua isola!Jessy

  • Piernicola ha detto:

    Bel messaggio… mi sa che nei prossimi giorni lo citerò e ne espanderò alcune idee mettendoci dentro un pò della mia esperienza professionale di Coach…

  • Anonymous ha detto:

    Qual è la mia Itaca?Quali sono i miei talenti?Quali sono le mie passioni?Queste sono forse le domande che più mi sono posta negli ultimi anni ma la società, le aspettative di chi ti sta vicino, i doveri di cui ognuno di noi si fa carico mi hanno impedito di dare delle risposte e seguire il mio cuore.Guardo la gente nei mezzi pubblici, per strada, nei negozi e sempre mi chiedo……perché si alzano la mattina?perchè corrono?e soprattutto dove corrono?La vita è un meraviglioso regalo ma troppo spesso la corsa in cui ognuno di noi è impegnato ci impedisce di guardarci dentro e attorno. Guai poi a parlarne in giro……..la gente troppo presa dalla propria di corsa finirebbe solo per non capire, per guardarci come dei diversi e superarci senza nemmeno dopo poco ricordarsi di noi.Come non ti interessa la carriera?Come preferisci stare a casa a leggere un bel libro invece che lavorare 14 ore al giorno con l’obiettivo di una promozione?Mente, spirito, animali insieme rappresentano il mio concetto di vita e sono contenta finalmente di capire che non sono sola.Spesso in ufficio mi sono ritrovata a dovermi giustificare perché alle 19.00 volevo andare a casa dopo aver passato l’intera giornata al lavoro. A dover giustificare il mio bisogno di passare un po’ di tempo con me stessa e con i miei cani. Il mio bisogno di vivere secondo la mia concezione di vita e non quella imposta da loro.Credo che la società di oggi sia profondamente malata. Dimentichi il valore della vita e lo rimpiazzi con valori futili e passeggeri. Avverto questo nel malessere che leggo negli occhi di molti. Uniformarsi è più facile o forse per alcuni è l’unica via. Opporsi è difficile, faticoso e incombe su ognuno di noi che l’ha fatto la paura del fallimento. La paura di non poter più tornare indietro. La paura di non aver seguito le regole e per questo di essere puniti.Ma opporsi vuol dire anche combattere per un obiettivo che se pur non condiviso da tutti lo è da alcuni. Vuol dire riconoscere il valore della vita e celebrarlo. Celebrarlo ogni giorno o quasi alla ricerca della propria felicità e dell’armonia con il resto del mondo.Ecco la mia Itaca! Spero di raggiungerla non alla fine della vita ma prima. Spero di poterci passare anni sereni. Spero di poter finalmente fondere la mia anima, il mio corpo e la mia mente per dare spazio alle mie potenzialità. Crescere là i miei figli insegnandoli l’amore e l’armonia.Per ora la mia Itaca è quando torno a casa metto il guinzaglio ai cani e ce ne andiamo al parco (nella speranza che non litighino con altri cani!!ehehe!), o ancora una bella tazza di tè e un buon libro, una chiacchierata sincera con amici e tanto altro.Troppo romantica eh?Saluti

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