Sentirsi davvero vivi

 

Isteresi. E’ un fenomeno che riguarda i corpi elastici. Quando interviene una forza esterna a modificarli tornano dopo un po’ alla loro forma originaria. Almeno che… L’azione compiuta sul corpo elastico è talmente potente da modificarne la struttura per sempre.

A noi esseri umani accade la stessa cosa.

E’ difficile capire dall’esterno perchè tanto entusiasmo nei corsi. Eppure qualcosa di molto potente accade. Anche se dopo mesi o anni ti guardi indietro e ti sembra davvero di essere stato un po’ folle mentre vivevi quelle esperienze, qualcosa dentro di te è cambiato per sempre.
E’ un punto di non ritorno. Non guardi più le cose allo stesso modo. Provi sensazioni diverse. L’odore della neve e quello caldo della sabbia provocano sensazioni che non hai mai provato e di cui allo stesso tempo ti sembra di riappropriarti. E lì ti spieghi cosa accade al tuo cane quando avverte l’odore di una traccia nel bosco e sembra essere una cosa sola con esso. Lì ringrazi gli animali di insegnarti come si fa sentirsi davvero vivi. E ti convinci che mai e poi mai tornando indietro rinunceresti a scegliere per un attimo di abbandonare ogni schema ed essere un po’ folle.

“Chi vive senza follia non è poi così saggio come crede”
La Rochefoucauld

26 Commenti

  • Anonymous ha detto:

    Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si.Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime.Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.Quando la risata finisce il professore dice: -“Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita… Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore; le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene.Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc.La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne’ per le palle da golf.La stessa cosa succede con la vita.Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti.Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito.Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose…Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia…Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!”Sara

  • Anonymous ha detto:

    Una donna per me ama come una madre. Sempre.Su qualunque cosa si posi il suo sguardo.Non vorremmo che nostro figlio andasse in moto, abbiamo paura da matti, ma non possiamo nè vogliamo impedirglielo. Vogliamo che viva la sua vita.Così teniamo la nostra paura per noi e ascoltiamo felici quello che ci racconta.Vorremmo che facesse il medico, ma in realtà ci va bene anche se fa l’animatore turistico.Lo vorremmo sempre vicino a noi, ma piangiamo di gioia quando si sposa.Penso che sia questa devozione, questo modo di donare incondizionatamente l’amore la vera gioia.Tutto il resto è un di più.Per me.E’ la forza dei sentimenti e la loro fragilità assieme.E’ amare con la brezza e riuscire a camminare con la tempesta.Sara

  • Anonymous ha detto:

    continuavo a rimuginare su quanto scritto da anonimo….ma Anna mi ha preceduto! Sai, pensavo…una cosa è affiancare due vite, senza farsi preconcetti, arricchendo l’uno la vita dell’altro…un’altra cosa è patteggiare di continuo.Il ragazzo con cui ero nei campi…beh, ci amiamo, follemente. Dopo dieci anni, ancora e sempre. Ci siamo accettati così come siamo, pur avendo preso due strade diverse, pur essendo stati assieme tre volte e tutt’e tre finite rovinosamente.Sai cos’è che non va? La sensibilità. L’etica. Come vediamo il mondo. Tutto quello su cui le nostre vite si basano e attorno a cui ruotano, non quello che c’è attorno.Lui sa e capisce quanto amo i miei cani, ma lui no, per lui sono solo bestie. Uno di loro è morto anche per colpa sua. Eppure è stato lui a portarmi in casa il mio primo cane…sì, ma con l’idea che fosse solo un cane. Per me è stato scoprire, anzi, riscoprire che c’erano cose più importanti.Come si fa a conciliare questo?Era facile conciliare le scelte finchè riguardavano l’andare in pizzeria o ad una festa…ma immaginati un carrierista convinto che si trova di colpo la fidanzata, sempre impeccabile, di colpo piena di peli di dalmata. O che va di nascosto a dormire coi cani. E altro.Certo che avremmo potuto patteggiare, ma in questo caso sarebbe stato rinunciare alla nostra natura, e questo può solo rendere infelici. Entrambi, perché nessuno dei due aveva “ragione”.Così siamo felici, abbiamo trovato la giusta distanza di amarci e apprezzarci.Come dice Anna…anch’io ho fatto tante prove, a volte mi sembra troppe, e sono servite eccome, ma quando hai ben chiaro chi sei tu, qual è la passione che muove la tua vita, a quella non rinunci e non patteggi. Faresti male a te, ma soprattutto all’altro.L’ amore è una cosa semplice, sono due anime che si trovano e si capiscono, che hanno tra di loro una comprensione infinita.Non è cercare qualcuno di preciso, o un nostro…clone, ma capire quando si ha davanti una persona con cui potremmo condividere la nostra vita. Che condivide quelle due-tre cose davvero importanti, quelle a cui tieni da quando sei bambino.Sara

  • Anonymous ha detto:

    “Esserci”… in due!E’ purtroppo un’utopia.Ci si può incontrare anche con meno pretese, senza per questo sentirsi vergognosamente dipendenti, possessivi o ” vivere la vita facendocela passare accanto”. Con la capacità di modellare un po’ se stessi, la difficoltà di dover un po’ mutare, il doverci separare un po’ da cose che prima volevamo, a cui davamo importanza, la reciproca capacità di affidarsi e di mettersi un po’ nelle mani dell’altro, elaborare un progetto che non coincide quasi mai con quello dell’altro…. insomma trovarsi e accettarsi è un po’ possibile, senza per questo sentirsi un bel po’ depredati della propria sacrosanta, strabordante individualità.Spero…anche se qui il motto è: “meglio soli che …”…contenti voi.A volte il perenne ottimismo rivela una tensione a piacere per forza.Siamo esseri umani e esternare anche emozioni “negative” è accettabile e sopportabile.La pietrificazione, lo struggimento, la gelosia, il bisogno, il sentirsi “unici” per una persona, la nostalgia fanno parte di noi, ma… forse, non è che questo manifestare crea quei “legami e dipendenze” che non si riesce a gestire quindi è meglio …. sublimare… con un eccesso di ottimismo e farsi bastare a se stessi?????….ummmh

  • Anonymous ha detto:

    Io direi solo che…amare è difficile. Imparare ad amare ancora di più.E soprattutto restare aperti all’amore. Lasciare che entri nella propria vita ogni volta che ci si presenta davanti, senza pensare che ora sto bene, ora male, ora sì, ora no…Ci si deve essere in due. Certo. E si deve essere sempre disponibili ad esserci. Solo così eviteremo di correre dietro a chi solo ci stuzzica o incuriosice, o di evitare chi ci vuole bene per pigrizia di impegnarci o altro.Eh sì, cos’ha a che vedere questo con l’amore? Niente!Cos’ha a che vedere con l’imparare ad amare? Tutto!Solo vivendo si impara, solo facendo esperienza, solo provando le cose sulla nostra pelle. Anche l’amore, tutti i suoi tipi. La passione, l’amicizia, il desiderio di possesso, la gelosia, l’affinità profonda e l’impuntarsi su chi non ci…fila, tutto questo è amore, sono parti dell’amore.Si devono conciliare tutte, moderarle, e soprattutto provarle.Sara

  • Alex ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che si possa essere felici anche perdendo la persona amata, ma trovo decisamente triste l’eventualità di vivere senza la speranza di trovare l’anima con cui passare il resto della propria vita.

  • Anonymous ha detto:

    Mi sono persa nelle parole di Alberoni, nel senso che leggendo ci sono parti in cui mi sembra più confuso lui di me… ma questo sarà senz’altro un problema mio…Credo comunque che alla fine un vero rapporto d’Amore abbia bisogno di un’unica condizione: “Esserci”… in due!Se c’è questo, se entrambi “SONO PRESENTI” (nel senso più profondo, ossia a se stessi e all’altro) allora non esistono problemi che non possano essere risolti.Ma solo a questa condizione… e purtroppo è una condizione molto più rara di quanto normalmente si creda, ma come tutte le cose rare è estremamente preziosa e quindi vale la pena cercarla!E poi gira voce che chi cerca trova… Io sono ottimista!:-))))))))))Un abbraccio,Anna

  • Anonymous ha detto:

    Da piccole le mamme delle mie amiche dicevano loro che chi ti è destinato, non te lo toglie nessuno.A volte, tante, ti sembra che una persona sia quella “giusta”, e…guardati adesso indietro, la rivorresti vicino? No, anzi, magari ringrazi il Cielo di non aver fatto la stupidaggine di restarci, che avresti rovinato la vita di due persone, la tua e la sua.Ma chi ti è destinato, non te lo toglie nessuno. Prima o poi torna.Se non torna, non doveva tornare, non è che non voleva o non poteva tornare.Sara

  • Adele ha detto:

    e se fosse il “sempre” che non ti fa vivere il presente ?i cani sono sempre al presente anche quando anticipi loro qualcosa e scondinzolano e impazziscono, loro son felici in quel presente in cui fremono ed attendono qualunque cosa accada dopo, perchè dopo sarà dopo e ci sarà un’altra vita e reazione ancora per quel presente che sarà.

  • Anonymous ha detto:

    Inanzi tutto grazie a tutti delle vostre belle parole siete carinissimi.Conosco la differenza tra dipendenza e amore, so che sono due cose completamente diverse.”Il bello di amare davvero è proprio non avere bisogno di quella determinata persona per essere felici, ma volerla ugualmente accanto.” Hai ragione amare non è averne bisogno è volerla accanto, poterla acarezzare, guardare e sentirla “tua” sempre; peccato che questo non sia possibile.

  • Alex ha detto:

    Che strane coincidenze!!Ultimamente quando inserisci un post, c’è sempre qualcosa che lo lega a una mia attuale situazione.A volte siamo convinti (a me è capitato diverse volte) che senza quella determinata persona non potremmo essere felici. E’ questa è una vera idiozia.Quanto vorrei che una persona che è stata importantissima per me capisse questa cosa.

  • Anonymous ha detto:

    Sai “anonima”…continuo a pensare a quello che hai scritto…Il bello di amare davvero è proprio non avere bisogno di quella determinata persona per essere felici, ma volerla ugualmente accanto.Essere appagati delle propria vita prima di tutto, e volerla condividere.Non considerare un altro nè mezzo nè fine della propria gioia, ma solo per quello che è.Sara

  • Anonymous ha detto:

    C’è una persona per me molto speciale che mi manca moltissimo.Un momento…mi manca?E’ con me la mattina, tante volte nella giornata,a volte ad orari assurdi, a volte se ne va, a volte torna.Mi fa sentie felice, triste, arrabbiata e tante altre cose belle e brutte come quando quella persona mi era materialmente vicina.Verso le stesse lacrime di quando mi faceva star male, e mi sento ugualmente felice come quando mi faceva star bene.Volere una persona sempre vicino, è solo desiderio di possesso, non è amore. L’amore è paziente, benevolo, dura.Quello vero, sincero, quello che nulla vuole e nulla prende ma basta a se stesso.Quello che può anche fare a meno della presenza della persona amata.Quello che non diventa un’ossessione, ma nemmeno se ne va via.Non è felicità tramite l’altra persona, è la felicità di sentire, di sapersi capaci di qualcosa di così forte.E non dipende dalle scelte dell’altra persona, ma solo da noi.Se amiamo davvero, amiamo qualunque cosa succeda.Anche se l’altro se ne va.Siamo nel cuore della vita.Sara

  • Anonymous ha detto:

    “Wow! Qui abbiamo una persona davvero fortunata!”…si un quella sera lo sono stata veramente…”Le emozioni non durano per sempre. E’ vero. E ci sono un mucchio di cose per cui E’ MEGLIO che sia così.”… non è giusto che tutto debba finire, provi un nodo in gola e vedi le lacrime scorrere negli occhi…rimane un tale vuoto dentro che ti fà mancare l’aria…”Il più importante quando si tratta di relazioni è che quelle emozioni le hai prodotte tu. Le hai vissute nel tuo corpo, nella tua mente ed hanno pervaso la tua anima. Da dove sono scaturite se non da te stesso?L’altro, in momenti così magici non è una causa ma uno specchio: ci mostra la nostra parte migliore, ci mostra cosa siamo in grado di essere, ci porta più vicini che mai a capire chi siamo davvero e cosa potrebbe diventare la nostra vita se solo ci decidessimo ad impegnarci a viverla e non farcela passare accanto.”… e se avessimo sempre bisogno di quella persona, di quello specchio perchè solo quando ti perdi nei suoi occhi ti senti Viva? e se tutti i giorni il ricordo di quegli occhi è quello che ti fà vivere?e se…tutto finisce e non hai più lacrime da versare ma solo speranza di poter Rivivere?…..

  • Angelo Vaira ha detto:

    Anna, se continui così dovrai aprire un tuo blog! Ci hai mai pensato? 😉

  • Anonymous ha detto:

    “Aprirsi, fidarsi, vivere intensamente e poi tutto finisce.Meglio solo puro pensiero senza emozioni…”E’così triste pensare che si possa vivere senza emozioni. E’vero che molto spesso l’emozioni finiscono, sia belle che brutte, ma è anche vero che vale sempre la pena di viverle perchè sono l’unica cosa che ci da la certezza di essere DAVVERO VIVI….poi le emozioni si possono sempre rivivere perchè rimangono sempre nel nostro cuore in un tatuaggio indelebile, io se penso ad un bacio, ad un abbraccio riesco a sentire il batticuore di quel momento mentre il pensiero si modifica e finisce in nulla…Vivi le emozioni e scrivile nel cuore così in ogni momento potrai riviverle e risentirti VIVO come allora….

  • Anonymous ha detto:

    “Aprirsi, fidarsi, vivere intensamente e poi tutto finisce.Meglio solo puro pensiero senza emozioni…”Cara anonima, spero tanto per te che il tuo commento sia solo uno sfogo e non un reale proponimento.Sai cosa vorrebbe dire?Chiudere il Cuore. E sappi che decidere di farlo significa chiudere la porta a qualunque tipo di emozione… a quelle brutte ma anche a quelle belle. E’ assolutamente impossibile chiudere la porta alla sofferenza lasciando entrare la Gioia. Se rifiuti una, rifiuti inevitabilmente anche l’altra. Sei sicura di volerlo?Non credere che non ti capisca… hai tutta la mia comprensione. Tanti anni fa io quel proponimento l’ho messo in pratica, e se ora ti dico questo è perchè ne ho visti i risultati: una lenta ma inesorabile morte interiore.Certo, non provi più quei picchi di sofferenza che si provano quando una grande Gioia finisce, ma provi una sofferenza continua… apparentemente meno intensa ma molto, molto più devastante. Vivi anestetizzato. Quando sei sotto anestesia non provi dolore, ma stai bene? No! E te ne accorgi quando ti risvegli…Io ho avuto la fortuna di risvegliarmi, ma soprattutto ho avuto la forza di accettare tutto il dolore che per anni ho rifiutato e la volontà di rimettermi in gioco, costi quel che costi. Non credere sia facile, quando hai costruito dei muri non basta pensare di eliminarli per buttarli giù. Hai un solo modo per farlo: deciderlo… e poi prenderli a picconate! Ma ricordati che le picconate fanno male e costano una gran fatica. Per questo c’é gente che non riesce ad uscirne e passa il resto della vita “sotto anestesia”. E’ questo che vuoi?La soluzione? Evitare a priori di costruire barriere.Continua a restare aperta, continua ad essere ben sveglia, continua a “vivere davvero”, la sofferenza di oggi, se accettata, sarà la felicità di domani.La Vita è un gioco… e come tutti i giochi a volte si vince e a volte si perde… non é importante, ciò che conta è partecipare con Gioia! Torna con la memoria a quando eri bambina. Cos’era più bello? Giocare, correndo il rischio di perdere e restare delusi, o stare in disparte a guardare gli altri farlo? Non so tu, ma io, decisamente, preferisco la prima!E se mettendoti in gioco sei rimasta delusa… ricordati che la “de-lusione” è solo la fine di un’illusione, quindi in Realtà non hai perso nulla! Per un’illusione persa, ci sono innumerevoli possibilità Reali! A noi il compito di trovarle, ma per farlo bisogna continuare a cercare… con il Cuore aperto!Un abbraccio e tantissimi auguri,Anna

  • Anonymous ha detto:

    “Aprirsi, fidarsi, vivere intensamente e poi tutto finisce.Meglio solo puro pensiero senza emozioni…”

  • Anonymous ha detto:

    …in questi giorni ho vissuto dei momenti magici, così intensi che mi hanno fatto battere il cuore così forte che credevo esplodesse…ho vissuto attimi di estrema emozione, un emozione mai vissuta, un emozione tanto forte da credere che le parole non possono servire a spiegarla, un emozione che mi ha fatto sentire VIVA come non mai, un emozione che mi perseguita giorno e notte, un emozione che fa battere il tuo cuore allunisono con la persona che te la fa vivere…. peccato che questa emozione che ti fà DAVVERO VIVERE non duri per sempre….

  • Anonymous ha detto:

    Non mi sono mai sentita più viva che nei momenti delle passeggiate lunghe nei boschi con il mio cane… diventiamo una cosa unica.Guardando in dietro, non mi ricordo più bene come era la mia vita prima di avere un cane.. mi sembra così terribilmente “vuota”, così meno intensa, è stata Kimba ad insegnarmi di vivere ogni giorno di nuovo la gioia di un attimo.Anne

  • Anonymous ha detto:

    “Guardavo Lucky, ancora una volta insegnarmi ad essere un tutt’uno con le foglie, il terreno che calpestava, l’aria fredda, lo scroscio della pioggia, l’odore di bagnato e le parole degli alberi mossi dal vento.Lì ho compreso. Non c’è nulla da rifiutare. Tutto può passarti sotto pelle e renderti davvero vivo e più saggio. Adesso. Non avrei mai più permesso a me stesso di subire una situazione.”Angelo, che Bella questa immagine!Ci sono momenti nella vita che sono magici, momenti in cui accade qualcosa che ti accende una lampadina e ti fa dire: ho compreso! Da quel momento tutto cambia… e l’elastico non può più tornare alla sua forma originaria!E’ la Vita! E’ lo scopo della Vita!Intuizione dopo intuizione… evolvere! Ed è in questi momenti che capisci cosa vuol dire… “sentirsi davvero vivi”!Un abbraccio a te…e al mitico maestro Lucky! Anna

  • Alex ha detto:

    Tutto fa parte di noi e della nostra vita……questo vuoi dire??? dobbiamo accettare tutto quello che ci capita, cadere e rialzarsi più forti di prima???Per questo sono stata accusata di essere egoista, solo perchè accorgendomi che qualcosa non andava ho voluto porre rimedio e andare avanti per la mia strada con nuova energia, non pensando a chi lasciavo indietro e a chi non era disposto a seguirmi e a condividere.Quella goccia di follia mi ha fatto lasciare una base ormai instabile, ma presente per andare alla ricerca di una VERA base sicura, ma che forse non esiste. Chissà se la troverò.Alla fine potrò avere qualche rimorso, ma almeno non avrò rimpianti.

  • Adele ha detto:

    se cammini a piedi nudi sulla sabbia, la senti: bollente, sottile, insinuante e poi non la senti più perchè i granelli ti hanno invaso anche l’anima e son tecammina, cammina, magari i tuoi piedi si induriscono, ed anche così secchi ed asciutti son sempre i tuoi, gli stessi di qualche tempo prima, oppure non sono sempre i tuoi ?puoi stabilire se ti piacciono di più o meno, se son più felici oppure no, decidere, se puoi, di modificare il loro stato, se puoi, ma anche se ti dici che non puoi: puoi.spesso lo dimentichiamo anche quando siamo di fronte a chiunque ci penetri addosso come i granelli della sabbia e temiamo di perdere il baricentro…………“Guardavo Lucky, ancora una volta insegnarmi essere un tutt’uno con le foglie…” e con un granello di sabbia in più.vale la pena, vale maledettamente la pena, vivere

  • Fragola ha detto:

    Ciao. Proprio oggi ho scritto un post che parlava di quattrozampe… E proprio oggi ho deciso di contattare una comportamentalista milanese per farmi aiutare con la mia cagnolina ansiosa. Magari se fossi passata prima di qui ti avrei chiesto consigli…destino, si vede doveva andare così. Provo allora a farti un’altra domanda: io ho da poco una cagnolina e lavoro da poco vicino bergamo. Mi piacerebbe trovare un gruppo di gente con quadrupedi al seguito con i quali organizzare qualche passeggiata o comunque qualche attività per cani e proprietari insieme. Puoi aiutarmi? ciao

  • Anonymous ha detto:

    “non essere se stessi” o “essere se stessi” sono concetti difficili da definire. Soprattutto, bisogna avere un’ottima conoscenza di se per poterne dare definizione.Generalmente, quando diciamo che “siamo noi stessi”? Quando ci sentiamo in armonia con il mondo, quando siamo in pace dentro, quando sperimentiamo la pienezza del nostro spirito. Ed in queste condizioni diamo il meglio di noi, siamo grintosi, allegri, e tutto questo arriva anche a chi ci circonda.Quando, invece, diciamo che “non siamo noi stessi”? Quando qualcosa turba la nostra armonia e la nostra anima; siamo distratti da altri pensieri, è capitato un evento imprevisto o semplicemente ci troviamo a che fare con persone che non ci vanno giù.Il nostro atteggiamento quindi si modifica e la mente ci fa “adattare” alla situazione, trovando l’umore ideale.Non è vero quindi che non siamo noi stessi, semplicemente prevale una caratteristica di noi a seconda della situazione, differente da persona a persona.Se una cosa non ci va di farla per un qualsiasi motivo, ma è necessaria per il raggiungimento di un obiettivo, utilizzeremo 50% non-voglia, 25% forza di volontà, 25% gioia, per esempio.Ma l’importante è come dici tu, non rifiutare niente!! Vale proprio la pena tentare, sempre.Jessica

  • Angelo Vaira ha detto:

    A volte non è esattamente così. A volte capita, mentre tengo cun corso di non essere esattamente me stesso. Diciamo che in quel momento qualcosa sta cambiando la tua “forma” e ti ritrovi a far ricorso alla tua determinazione se vuoi aiutare comunque chi ti sta difronte ed essere fedele al tua promessa di rendere migliori le cose per gli animali.Una volta camminavo nel bosco con Lucky e sentivo le goccie d’acqua della pioggia colpirmi il viso ed il vento sulla mia pelle raffreddarle, quasi come per aumentarne intenzionalmente il tocco. Guardavo Lucky, ancora una volta insegnarmi ad essere un tutt’uno con le foglie, il terreno che calpestava, l’aria fredda, lo scroscio della pioggia, l’odore di bagnato e le parole degli alberi mossi dal vento.Lì ho compreso. Non c’è nulla da rifiutare. Tutto può passarti sotto pelle e renderti davvero vivo e più saggio. Adesso. Non avrei mai più permesso a me stesso di subire una situazione. Per quanto difficile potesse apparire me ne sarei preso cura ed avrei continuato a proteggere le persone che amo.Non so bene come spiegarmi, ma è un po’ come una specie di musica nel sangue ed una immensa distesa e piena di infinite possibilità davanti.

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