Dossier Aggressività Possessiva: Cosa Significa e Cosa Fare Quando un Cane Difende Cibo o Oggetti

Aggressività possessiva: un cane ringhia quando ha un osso, o un altro oggetto. Cosa significa? È giusto che lo faccia? È possibile insegnargli a non farlo? Va punito? Va ignorato? Che fare?

Che cos’è l’aggressività possessiva? Quali implicazioni ha nella relazione con un cane? Come si può intervenire se un cane ringhia o morde quando ha un osso, del cibo o un oggetto a cui tiene particolarmente?

L’intento di questo dossier è quello di aiutare chi si trovi in difficoltà col suo cane, ma anche quello di fornire elementi di indagine, intervento e riflessione ai professionisti del comportamento.

La mia decisione di dedicare una serie di articoli all’aggressività possessiva, è sorta a seguito delle reazioni suscitate da un mio post su Facebook. Oltre un migliaio di like, 500 condivisioni e più di 800 commenti che hanno visto opinioni discordanti fra appassionati e professionisti, se non addirittura opposte, per certi aspetti.

C’è chi ha detto che il cane andrebbe punito severamente, chi ha detto che andrebbe ignorato, chi che è un segnale di dominanza e che andrebbero rimessi al loro posto i ruoli fra proprietario e cane. C’è anche chi ha detto che il ringhio di un cane al suo proprietario rappresenterebbe un fallimento nella relazione e chi invece che potrebbe essere perfettamente normale. Sul significato del ringhio e le sue sfumature si è espresso addirittura Marc Bekoff, uno degli etologi più importanti al mondo, che su invito dell’ottima istruttrice cinofila Deborah Segna, ha colto l’occasione per fare chiarezza. Ne parleremo.

L’intento di fondo

Conscio del fatto che questo mio dossier potrebbe non incontrare il favore di tutti, avverto la necessità di esporre le mie opinioni in proposito per riordinare le idee. Facebook infatti non sembra essere la sede adatta per prendere seriamente tutti quei punti che sono emersi dalle discussioni. La mia speranza è quindi quella di conciliare i pensieri che sono solo apparentemente in contraddizione e dall’altra parte aiutare chi è incuriosito dal mio approccio a capire in che modo si distingua, su questo argomento. L’intento di fondo è promuovere un dialogo che permetta ai proprietari di comprendere l’argomento e inviti i professionisti a confrontarsi con rispetto fra loro.

Gli interrogativi a cui dare risposta

Dalla discussione al mio post sono sorti diversi interrogativi a cui tenterò di rispondere:

  • Che cos’è l’aggressività possessiva?
  • Se un cane ringhia, significa che è dominante?
  • Quale significato ha il ringhio nella comunicazione di un cane?
  • Da quali elementi psicologici emerge il ringhio? Mancanza di fiducia? Un’elevata possessività? Un problema di dominanza?
  • Si può giudicare la qualità della relazione col nostro cane dal fatto che lui ci ringhi?
  • Quali sono le possibili conseguenze dal lasciar ringhiare il cane quando mangia un osso? Quali i rischi? E i vantaggi?
  • Come si può insegnare a un cane a non ringhiare quando ha cibo, ossa o oggetti per lui importanti?

Per i più attenti ci sono considerazioni di ordine superiore, che ci aiutano a capire meglio cosa sia la relazione col cane, quali dinamiche muova e come si interviene in educazione e riabilitazione comportamentale, se di queste dinamiche si voglia tenere conto:

  • Il tema del cambiamento: quanto è giusto modificare il comportamento di un cane? Il fatto che non corrisponda ai nostri bisogni, desideri e aspettative di “cane educato” è sufficiente? Quando è giustificabile o assolutamente necessario?
  • I temi di singolarità, soggettività e complessità: perché nello specifico Jean Pierre, il cane nella foto ringhia? Qual è la sua storia e le sue condizioni? In che modo queste intervengono a generare il comportamento della sua aggressività possessiva? Perché, pur lavorando da venti anni in questo settore e avendo aiutato molte famiglie alle prese con cani aggressivi, ho scelto di non intervenire per modificare il comportamento di Jean Pierre?
  • In quel momento Jean Pierre non si sentiva a disagio? Perché l’ho fotografato?

Ecco, sono questi credo, gli interrogativi più importanti sollevati dalla foto e dalle parole del mio post (se di interrogativi ne individuate altri, segnalatemeli).

Un articolo alla volta

Questo è un dossier, ovvero un gruppo di articoli. La necessità di ciò ricade nel bisogno che abbiamo di poter leggere e dialogare attorno a un tema per volta, dei tanti che compongono il l’argomento generale dell’aggressività possessiva.

Pubblicherò un articolo per volta e liberando un po’ di tempo fra i miei impegni, per cui siate pazienti e aiutatemi. Non mi sarà facile, ma la passione che ho per l’argomento e il desiderio di essere di utile e di condividere ciò che so, sono così grandi che non potrei fare altrimenti.

Il primo articolo

Il primo articolo di questo dossier sarà pubblicato proprio qui sul mio blog, martedì 18 dicembre alle 7:00 del mattino.

Sarà anche inviato tramite:

Ci “vediamo” martedì 18 dicembre!

24 Commenti

  • Monica Ceruolo ha detto:

    Gentile Angelo, anch’io ho bisogno di Voi per il nostro amato Kiko. Vi ho scritto in fb e chiesto anche alla doc Gallicchio(nostra indispensabile veterinaria), di metterci in contatto. PERFAVORE ci aiuti con l’aggressività incomprensibile del nostro AMORE. Grazie Monica

  • Rosario ha detto:

    buona sera angelo sono rosario e vorrei sottoporti un quesito sono un educatore cinofilo da poco ho preso in carico un cane di razza pit bull che ha problemi di aggressività ma non possessiva ma da paura ho provato con la tecnica del dog zen a cercare di calmarlo ma non sono riuscito ad abbassare il suo arousal in nessun modo usando questa tecnica potresti aiutarmi con qualche consiglio ti ringrazio anticipatamente

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Il doggie zen può essere un piccolo aiuto, ma non costituisce una risorsa così efficace per i cani che tendono ad arousal alto. Punterei a migliorare l’autoregolazione, ma ci vuole un programma che non si limiti a una tecnica. Per come lavoro io il lavoro deve perfettamente adeguarsi al soggetto e dipende quindi da come risponde alle esperienze di apprendimento che gli si fa vivere. Inoltre ai fini dell’aggressività da paura il lavoro sull’autoregolazione potrebbe rivelarsi molto limitato. Il mio suggerimento è di lavorare con un istruttore esperto in riabilitazione cognitivo-comportamentale.

  • Monika ha detto:

    Buonasera Angelo,
    Sono Monika ho un cocker di 8 mesi che si chiama Clark, con lui abbiamo qualche problema perché tende a mordere e ringhiare se gli si toglie di bocca qualcosa che non dovrebbe prendere (ha già mangiato e vomitato 3 calzini).
    Si comporta così, ruba la calza o altri oggetti scappa e se si prova a toglierli reagisce in modo molto aggressivo, cosa posso fare per farlo calmare?
    A volte gli vengono i 5 minuti e si mette a giocare coi denti, ci prende le caviglie ,le mani e stringe forte. Per il resto è un cane molto vivace e dolce, si fa volere bene.
    Ho letto non bisogna mai entrare in conflitto col cane, ma se prende qualcosa di pericoloso in bocca? Come comportarsi? Grazie:)

  • Ania ha detto:

    Ma tratterai anche il tema del cane possessivo che diventa aggressivo nei confronti di altri cani?

  • Costanza ha detto:

    Grazie Angelo!! Ho mandato subito l’e-mail! Spero di avere presto un tuo aiuto!!

  • Costanza ha detto:

    Sarei felicissima di incontrarti per risolvere questo problema … cosa suggerisci?

  • Costanza ha detto:

    Buongiorno Angelo,
    Magari non c’entra con la discussione in corso ,ma non conosco altro modo per contattarti:
    Il problema che ho con la mia boxerina di 7 anni è che è aggressiva… diciamo possessiva nei miei confronti: una cosa che non mi lascia fare assolutamente è quella di passeggiare nel nostro giardino in pace, se lo faccio comincia a saltarmi addosso dandomi delle violente spinte e abbaiandomi contro. Non ha mai morso nessuno però! Non lo fa con cattiveria, molto probabilmente ho sbagliato io qualcosa quando era cucciola… però ho bisogno di qualcuno che mi aiuti perché chi ho chiamato finora non è nemmeno riuscito ad avvicinarsi a lei( in quanto estraneo), e quindi lei lo tiene lontano con ferma decisione abbaiando e pizzicando il nuovo venuto. Aiutami ti prego! Grazie!

  • Elisabetta Nathan Rogers ha detto:

    Buongiorno mi chiamo Elisabetta ho un Bullterrier mini di nome Totò di due anni.Da qualche mese soprattutto al mattino appena sveglio Totò ci accoglie ringhiando e tremando se ci allontaniamo ci segue scodinzolando tenendo sempre il pelo alzato …siamo molto perplessi anche perché non è mai stato un cane aggressivo ne’con i suoi simili ne’ con gli umani ….

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      In bull terrier sono una razza molto particolare. Alcuni soggetti hanno un comportamento molto strano anche su altri fronti. Eviterei di balzare subito alla conclusione che è un problema di dominanza. Dobbiamo assicurarci che non ci siano cause organiche o neurologiche prima. Poi va fatta un’indagine sulla sua storia e le vostre routine. Consiglio immediato apporto di un veterinario esperto (inteso come anni di pratica) in comportamento, il quale mi auguro si affianchi a un bravo istruttore cinofilo.

      • Elisabetta Nathan Rogers ha detto:

        Gentilissimo,Grazie per il consiglio ,ho cercato già un veterinario comportamentarista in provincia Venezia ma non saprei a chi rivolgermi…per quanto riguarda l’istruttore cinofilo ,purtroppo non abbiamo avuto molta’ fortuna’con i due istruttori che ci hanno seguiti …lei avrebbe qualche nominativo da consigliarci?

  • Fiore ha detto:

    Salve mi chiamo Fiorenza,
    credo che il ringhio come altri vocalizzi rappresenti il bagaglio del cane sia dal punto di vista psicologico riferito alle prime relazioni con la mamma e i fratellini, che fisiologico fa parte del suo modo di comunicare. Poi nel vissuto del cane crescendo probabilmente il ringhio assume valenza diversa in base alle varie esperienze che vive. La mia cagnolina non ci ringhia mai apparte quando giochiamo..ma li “ringhio” anch’io! Quando le tocco la ciotola o mi porta l’osso xké le piace che glielo tenga mentre lo rosicchia non ha mai ringhiato, si fida. La cosa più importante secondo me è cercare di imparare sempre di più per comprenderli al meglio.
    Grazie ad Angelo lo ammiro molto per il suo grandissimo lavoro.

  • Simonetta ha detto:

    No sta semplicemente difendendo una sua risorsa

  • Flavia ha detto:

    Ho sempre avuto cani raccolti da situazioni particolari con una brutta storia alle spalle, spesso i miei cani mi ringhiano, per esempio quando lo prendo e gli gratto il pancino, quando li abbraccio forte e lo bacio, ma se smetto mi guarda incitandomi a continuare. Ringhiano mentre giochiamo con la pallina e cerco di togliergliela, ma se li faccio non diventa aggressivo. Certe volte a qualche mio ordine non gradito mi rispondono come se stessero parlando ma eseguono. Non ritengo il ringhio qualcosa di negativo

  • Anna ha detto:

    Ciao,mi chiamo Anna e ho un dolcissimo bassoto (giotto), di 3 anni. Mi piacerebbe tanto approfondire quest argomento, poiché anche il mio cane quelle poche volte che ho provato a dargli un osso si è comportato con aggressività e senso de possesso. Non riuscendo gestire la situazione ho evitato di dargli l’osso…mi piacerebbe comprendere di più. ….grazie

    • Angelo Vaira Angelo Vaira ha detto:

      Ciao Anna, la scelta di come rispondere a Giotto dipende da tanti fattori. Appiccicare una procedura standard non ha molto senso e potrebbe peggiorare le cose. Con alcuni cani si può dare l’osso e lasciarli in pace. Questo a volte è sufficiente perché il cane generi col tempo fiducia in chi gli è attorno. Altre bisogna intervenire con procedimenti più lunghi e articolati. Fra le prime cose da valutare per esempio ci sono il grado di aggressività, minaccia e pericolosità. Un’altra è il grado di prevedibilità della risposta. Il mio invito è quello di rivolgerti ad un professionista, il quale, se è bravo, vi spalancherà nuove porte su tutta la relazione col cane, rendendo questa problematica una occasione di approfondimento del legame e della relazione con Giotto.

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