Un Cane che Ringhia per Difendere un Osso si sente Dominante?

Cane che ringhia al cibo

Il ringhio è un segnale che il cane sia dominante? Se lasciamo un osso a un cane che ringhia, gli confermiamo che è dominante rispetto a noi?

Può essere molto preoccupante avere a che fare con un cane che ringhia mentre mangia o mastica un osso. Fra le preoccupazioni più comuni vi è quella che il cane si senta dominante.

In questo articolo risponderemo alle seguenti domande:

  • La dominanza è un mito o una realtà?
  • È vero che ogni comportamento problematico trova origine in un problema di dominanza?
  • Un cane che ringhia mostra di essere dominante?
  • Quali segnali ci possono rivelare chi è il ‘dominante’ fra due cani?
  • Se lasciamo un osso a un cane che ringhia, gli confermiamo che è dominante rispetto a noi?
  • Un cane che mostra aggressività possessiva si sente il “capo branco”?
  • Si può guadagnare leadership con l’aggressività?
  • È giusto porre dei limiti al cane?
  • Si possono usare punizioni fisiche?

Ma, prima di continuare tieni presente che questo articolo è parte di un intero Dossier sull’Aggressività Possessiva, a cui forse vuoi dare un’occhiata generale.

“Non deve permettersi!”

Alcuni credono che se il cane ci ringhia lo fa perché è dominante. O, quanto meno, che se glielo lasciamo fare, gli comunichiamo: “sei tu che comandi”.

La conseguenza è che questo stato di cose degenererebbe poi in un rapporto squilibrato e pericoloso. E quindi le raccomandazioni, da parte di chi la pensa così, sono:

  • “Non devi assolutamente permetterglielo!”
  • “Non si deve permettere di fare una cosa del genere!”
  • “Io al mio cane devo potergli fare ciò che voglio!”
  • “Bisogna rimetterlo al suo posto!”

Sorvolo sulle affermazioni più fantasiose e dal caratteristico sapore antropocentrico, del tipo: “il cane è stato creato per essere al servizio dell’uomo”. Fanno certamente sorridere, ma su questo non mi dilungo. Concentriamoci su chi invece, legittimamente e giustamente, è preoccupato dall’atteggiamento del cane che ringhia e affrontiamo la questione “ringhio = dominanza”.

Dominanza: realtà o mito?

Come ho scritto nel libro “Dritto al cuore del tuo cane”, in questo e in quest’altro articolo, la dominanza esiste. È parte del comportamento sociale degli animali e quindi anche dei quello dei nostri cani. Col cane infatti non abbiamo un rapporto simmetrico e sempre paritario. Ci sono cose che è necessario siamo noi a decidere, anche se questo non incontra i desideri dei nostri cani. La visita dal veterinario, le uscite, gli orari dei pasti, i luoghi da frequentare ne sono degli esempi. La questione in sostanza è come come scegliamo di porci socialmente, non se esista o no un posizionamento sociale.

L’ossessione per la dominanza

Per molti la dominanza diventa una vera e propria ossessione. C’è chi tende a far ruotare tutta la relazione col cane attorno alla dominanza:

  • Il cane tira al guinzaglio? È dominante.
  • Salta addosso? È dominante.
  • Distrugge casa? È dominante.

La conseguenza più nefasta di questo modo di pensare è il rischio di intepretare il comportamento del cane come “sfidante”, un affronto insomma, al nostro status di “capo branco”. E l’affronto genera rabbia e indignazione col tentativo di “rimettere il cane al suo posto” attraverso metodi che purtroppo segnano in peggio la relazione di fiducia che abbiamo con lui.

Due cani si confrontano in una Classe di Socializzazione®️

Ma la verità è che il comportamento di un cane – anche il più problematico – emerge da questioni che il più delle volte con la dominanza non hanno nulla a che vedere. Per esempio un cane può tirare al guinzaglio per frustrazione, stress, paura, irrequietezza e addirittura perché glielo abbiamo insegnato noi senza accorgercene. Dobbiamo quindi considerare che la maggior parte dei comportamenti problematici origina da cause che non hanno nulla a che vedere con la dominanza.

Chi tende a incentrare tutto il rapporto col cane sulla questione della dominanza è anche possibile che sia finito in un recinto antropocentrico: il cane sarebbe stato “creato” per essere al servizio dell’uomo.

Dobbiamo quindi considerare che la maggior parte dei comportamenti problematici origina da cause che non hanno nulla a che vedere con la dominanza.

Ma, è solo la mancanza di una conoscenza approfondita della biologia che porta a pensarla in questo modo. Diverse persone sentono dentro di sé che qualcosa stona con questo orientamento di pensiero e appena può fa il salto e decide di guardare al cane in modo diverso. Magari studia un po’ di etologia e comprende che le motivazioni sociali di un cane sono diverse e fra queste la dimensione agonistica (ovvero il competere per le risorse, lo status sociale, la dominanza e la sottomissione) occupa solo una parte del comportamento sociale dei nostri cani. Altre dimensioni importanti sono quella affettiva e quella cooperativa, per esempio.

Se vogliamo un bel rapporto col nostro cane quindi, conviene allargare la nostra visione della relazione con lui ed evitare di prendere sul personale i comportamenti che per noi rappresentano un problema. Persino il ringhio può sorgere da fattori che con la dominanza non hanno nulla a che vedere.

Un cane che ringhia si sente dominante?

Cane che ringhia

L’etologia ci dice che ringhiare è un comportamento che nelle interazioni diadiche (fra due cani) può essere osservato sia nei soggetti subordinati che in quelli dominanti.

Un esperto cinofilo riconosce lo status sociale di un cane sommando alla propria esperienza, l’osservazione una serie di comportamenti espressi in situazioni differenti fra due cani. Più tempo si passa con loro più è affidabile la nostra valutazione. A volte però anche gli istruttori più esperti non sanno esprimersi oppure lo fanno, ma sono in discordanza fra loro. Questo accade perché le dinamiche legate allo status sociale sono più complesse di quanto pensiamo. La nostra mente tende a semplificare le cose per poterle maneggiare meglio, ma a volte lo fa così tanto da rendere inservibile tale semplificazione. Ho trattato più approfonditamente la questione status, ruoli e dominanza in questo articolo.

Quali segnali ci possono rivelare chi è il ‘dominante’ fra due cani?

Lupi leccano il musoGli etologi però ci aiutano. Si sono interrogati più volte sulla questione. Si sono chiesti: qual è il comportamento dal quale possiamo capire con maggiore certezza chi è il soggetto dominante e quale il subordinato in una interazione fra cani? Tale segnale per essere attendibile non deve essere presentato sia dal subordinato che al dominante, ma da uno solo di loro. Gli etologi erano quindi alla ricerca quindi di un comportamento che fosse messo in atto solo dal dominante o solo subordinato. E hanno passato così in rassegna diversi comportamenti. E hanno concluso che…

NON possiamo capire chi è il dominante e chi il subordinato osservando i seguenti comportamenti:

  • ringhiare (!)
  • abbaiare
  • mordere
  • sguardo fisso
  • inseguire/fuggire
  • postura alta/bassa
  • poggiare il muso sul dorso dell’altro
  • pinning (“inchiodare” l’altro cane per terra)
  • alpha rolling (rotolare sulla schiena fino a mostrare pancia e genitali)
  • cedere il cibo (!)

Cane lecca la faccia al proprietarioNessuno di questi comportamenti ha un Indice di Consistenza Direzionale sufficiente. In altre parole ognuno di questi comportamenti li si può osservare frequentemente sia in soggetti dominanti che in soggetti subordinati. Si è giunti a tale conclusione osservando sia i branchi di cani liberi che le interazioni sociali di cani che vivono in famiglia. Tutti in diverse situazioni: presenza/assenza di cibo, femmine in estro ecc.

Ma allora qual è il comportamento che più di ogni altro è attendibile nell’indicare chi è il subordinato e chi è invece il dominante in una interazione? Risposta: leccare il muso. Leccare il muso è usato dai cuccioli perché l’adulto rigurgiti cibo. Successivamente subisce un processo di adattamento per il quale perde la funzione originaria e ne assume un’altra: esibire sottomissione attiva. Leccare il muso è un comportamento esibito con alta frequenza dai subordinati verso i dominanti, molto più difficilmente il contrario. L’indice di consistenza direzionale del leccare il muso è di 0,94, secondo una ricerca svolta nel 2007 da Bauer e Smuts*. Un punteggio altissimo (il massimo è 1).

Un cane che cede cibo lo fa per sottomissione?

Aggressività possessiva

La ricerca scientifica ha risposto anche a questo. Come possiamo osservare nell’elenco puntato di prima, il fatto che un cane ceda il proprio cibo a un altro, non è un comportamento che lo identifica come “subordinato”. Lo fa infatti spesso la mamma con i cuccioli; o i dominanti con i giovani, per esempio.

Altre volte lo possiamo osservare anche nelle dinamiche che sorgono attorno a un osso. Un cane afferra in bocca un oggetto e attira le attenzioni degli altri. Il continuo cercare di arrivare a quell’osso da parte degli altri cani, può indurre il primo a lasciarlo per terra con un fare quasi sbadato, come a voler dire: “prendetelo pure; potrei tenerlo ancora per me, ma non mi piace più”. È un comportamento che ha spesso il cane più adulto e dallo status maggiore.

Questo, se un cane ringhia e noi lo lasciamo in pace a mangiarsi il suo osso, non gli stiamo necessariamente comunicando che ci stiamo sottomettendo a lui. La relazione in tal caso può essere perfettamente equilibrata e funzionare in ogni sua dimensione. I cani proteggono le ossa non per una questione di dominanza, ma per possessività. Un cane può essere molto possessivo e quando mangia un osso cacciar via tutti gli altri membri del branco, pur senza esserne il leader.

Un cane che mostra aggressività possessiva si sente il “capo branco”?

Un cane che mostra aggressività possessiva, come ringhiare o addirittura mordere quando ha cibo o un osso, non dimostra necessariamente che si senta il capo. Dimostra solo che ha una grande motivazione verso il cibo o una generale tendenza al possesso e che come strategia per tenersi l’oggetto utilizza l’aggressività.

Se uno stesso cane invece presentasse aggressività possessiva, aggressività territoriale (non consente l’accesso a letti, divani o zone della casa), aggressività da irritazione (“non mi toccare”) e aggressività da dominanza; e se dalla minaccia (ringhio) passasse facilmente al morso, questi comportamenti indicherebbero una probabile competizione per lo status sociale. Altri ingredienti possono sommarsi a generare questo problema, come il profilo reattivo del cane o la sua incompetenza sul piano comunicativo.

Lo stesso cane potrebbe facilmente “seguire” il proprietario in alcune situazioni, riconoscendone la leadership, mentre in altre essere lui invece, a gestire il proprietario.

Ci troviamo chiaramente difronte a un disordine sul piano sociale e mai dobbiamo tentare soluzioni da soli o ascoltando i consigli dei vicini  di casa, sui social, o di chi “ha sempre avuto cani”. In un caso come questo è necessario rivolgersi a un esperto!

La leadership NON si guadagna con l’aggressività

Leadership Aggressività

Le dinamiche che definiscono il rango di un individuo in gruppo sociale, sono piuttosto complesse, e dipendenti da numerose variabili. Sembra però che il fattore più importante sia essere dotati di spiccate doti affiliative**. In altre parole: la leadership non si guadagna con l’aggressivitàLe nostre capacità affiliative sono più importanti del sapersi imporre. I comportamenti aggressivi e conflittuali pregiudicano l’occupazione di status sociali elevati. I cani che esprimono dominanza agonistica sono raramente dei leader. 

È quindi essenziale comprendere che la nostra aggressività immotivata nei confronti del nostro cane non ci rende un buona guida a cui affidarsi, ma una persona da cui tenersi alla larga, con cui è spiacevole interagire. In questo modo la qualità del rapporto diminuisce e se ci va bene il cane si rassegna a un rapporto basato sulla paura.

Il pericolo delle punizioni fisiche

Il cane ringhia, gli do uno scapaccione o altro, rispondendo alla sua aggressività con aggressività. Dopo aver fatto questo può succedere che:

  1. Il cane smette di ringhiare e non lo fa più
  2. Il cane smette di ringhiare e non lo fa più, ma accusa il colpo e non si fida di noi
  3. Il cane smette di ringhiare, ma solo momentaneamente; in futuro diventa più sospettoso e ringhia prima e più forte
  4. Il cane ringhia più forte e se può, morde
  5. Il cane risponde con aggressione violenta

In sostanza il rischio è di incappare in una esclalation di aggressioni in botta e risposta che possono rendere il rapporto col cane conflittuale e pericoloso. Il che è proprio ciò che la dominanza vuole evitare. La dominanza esiste perché una volta definito lo status sociale, diventa non necessario entrare in conflitto. La pericolosità della situazione così innescata inoltre, aumenta in presenza di bambini.

Usando tali metodi i conflitti potrebbero moltiplicarsi per via di una crescente mancanza di fiducia reciproca. Il cane anticipa gli eventi mentalmente, pensando che da un momento all’altro possa esserci uno scontro fisico. I familiari anche. E la tensione generale aumenta.

Questi sono i motivi per cui buona parte dei miei colleghi non concordano sull’uso dei sistemi punitivi quando un cane è aggressivo in famiglia. E io sono d’accordo con loro.

La strategia psicologica del “vediamo chi è più forte” quindi, non si dimostrerà efficace che in pochi casi. Peggiorando invece la situazione in tutti gli altri.

Ma porre limiti non è sbagliato

È giusto porre dei limiti. Sono anche importanti per la crescita psicologia del cane, non solo per la comodità di vedere regole rispettate. Il punto focale della questione è avere la capacità di capire quando serve farlo e quanta “pressione” metterci. In questo video per esempio, Lucky il mio cane, interrompe un conflitto fra due cani con l’impeto adeguato. Non è più “pesante” di quanto serva a dividere i cani, né così leggero da non riuscirvi. E subito dopo gira attorno a loro con una pressione sociale ancor più moderata. Quel tanto che serva per far capire loro che è in grado di intervenire nuovamente (Lucky ha effettuato un percorso di preparazione per svolgere questa funzione, sulla base delle sue inclinazioni naturali; noi li chiamiamo “cani agevolatori” e sono spesso coinvolti nelle Classi di Socializzazione). Abbiamo tanto da imparare dai nostri cani!

Conclusioni

  1. Se un cane ci ringhia quando ha un osso NON significa necessariamente che si senta dominante nei nostri confronti
  2. Se ci cede l’osso NON significa necessariamente che ci reputi “dominanti”
  3. Se quando ringhia noi lo lasciamo in pace, questo NON gli comunica che siamo i suoi sottoposti

Ecco perché molti hanno apprezzato ciò che ho scritto in un mio post su Instagram a Jean Pierre:

Cane che Ringhia“Caro, piccolo, dolce Jean Pierre, pensa se fossi ancora convinto che un cane che ringhia al suo “padrone” si sente il capobranco, sta mettendo in discussione il suo ruolo, cercando di sottometterlo e di risalire la gerarchia. Se lo pensassi ancora, come venti anni fa mi hanno insegnato a fare, non ti passerebbe un caxxx. Rovinerei il nostro rapporto picchiandoti e cercando di sottometterti. Che in pratica vuol dire cercare di immobilizzarti pancia all’aria fino a che smetti di mordere e ringhiare. Baserei il nostro rapporto sulla paura e tu vivresti nell’aspettativa che a volte le mie reazioni sono esagerate e violente. I conflitti Jean Pierre, aumenterebbero e non sarebbe poi così bello vivere insieme”.

Ovvero:

1) Il fatto che ringhi non dimostra che tu voglia essere dominante.

2) Punirti sarebbe probabilmente peggiorerebbe le cose.

C’è chi obietta che per “ripristinare la gerarchia” non si deve “spanciare il cane”. Sono completamente d’accordo (anche se molti ancora oggi lo fanno), ma il problema qui non è la dominanza: quel ringhiare non ha nulla a che vedere con la gerarchia.

Ma allora cosa fare? E cosa vorrà dire quel ringhio? Da cosa dipende? Indica mancanza di fiducia o cosa?

Visto quanto scritto fin’ora, appare evidente che fra le opzioni più intelligenti vi sia il non entrare in conflitto col cane. Molti concordano sul fatto che nel cane si generi fiducia se lo si lascia in pace mentre mangia o mastica un osso e col tempo questo basta a farlo smettere di ringhiare. Ma potrebbe non essere sufficiente. Inoltre potrebbe essere necessario che il cane ci lasci l’oggetto: se fosse non commestibile o tossico, per esempio?

Nei prossimi articoli chiariremo maggiormente la questione.

Bibliografia

 * Cooperation and Competition during Dyadic Play in Domestic Dogs, Canis familiarisin Animal Behaviour; march 2017.

 ** Effect of affiliative and agonistic relationships on leadership behaviour in free-ranging dogs; Bonanni, Cafazzo, Valsecchi, & Natoli, 2010; Animal Behaviour.

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